Accoglienza, punti in comune tra Alcantara Service e AGH Resort: dalle gare fino ai nomi del personale

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L’inchiesta sull’accoglienza in Capitanata continua. La provincia è uno dei luoghi nei quali il sistema nazionale dell’accoglienza si misura quotidianamente con la necessità di reperire posti, fronteggiare le emergenze e adattarsi ai trasferimenti. Le gare sono locali, ma il mercato dell’accoglienza è molto più ampio. E, dopo mesi trascorsi a ricostruire contratti, aggiudicazioni, strutture, personale, cambi di sede e affidamenti d’urgenza, la trama che emerge dai documenti diventa sempre più articolata. Non perché il sistema sia necessariamente oscuro, ma piuttosto perché è molto più vasto di quanto possa apparire osservando soltanto le singole gare o i singoli centri. È da questa prospettiva che abbiamo scelto di proseguire il lavoro, perché l’accoglienza in Capitanata è una sequenza in continuo movimento: una struttura apre, un’altra chiude, un albergo viene riconvertito. L’attenzione era concentrata soprattutto sull’accoglienza dei cittadini stranieri adulti e sulle modalità con cui la Prefettura di Foggia reperisce posti, affida i servizi e individua le strutture destinate ai richiedenti asilo. Ma l’esame sistematico degli atti pubblicati dalla stessa Prefettura ha aperto un’altra porta: quella dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Non si tratta di un mondo separato, per quanto le procedure sono differenti perché lo sono le categorie di ospiti e gli standard organizzativi richiesti. È qui che una ricerca nata per ricostruire il sistema dei CAS per adulti ha incrociato una seconda linea di indagine, apparentemente parallela ma in realtà molto più vicina di quanto possa sembrare. La traccia è stata individuata negli allegati delle procedure di gara, una modalità di ricerca seguita fin dall’inizio: partire dagli atti e lasciare che siano i documenti a costruire, passo dopo passo, la geografia dei rapporti. La nuova pista porta ad AGH Resort Srl, società già presente da anni nel sistema dell’accoglienza pugliese e che non rappresenta una novità per la provincia di Foggia, anche se può apparire come un nome nuovo rispetto alla storia più recente di questa inchiesta. Esiste un collegamento con Alcantara Service che finora era rimasto fuori. Il 14 ottobre 2024 la Prefettura di Foggia assegna ad AGH Resort 50 posti MSNA (minori stranieri non accompagnati) presso l’Hotel D’Addetta di San Giovanni Rotondo, con tariffa di 54,44 euro pro capite/pro die. Provando a fare due conti, 50 posti per 730 giorni producono 1.987.060 euro per i servizi di accoglienza, a cui si aggiungono pocket money e scheda telefonica per arrivare a 2.078.810 euro di appalto. La prevista opzione per ulteriori 12 mesi vale 1.039.405 euro. Il totale dell’appalto comprensivo delle opzioni è 3.118.215 euro, che sale a 3.160.415,20 euro comprendendo le somme a disposizione dell’amministrazione. Negli atti ufficiali ci sono diciotto nomi riferiti al personale che sarebbe stato impiegato con relative qualifiche, contratti, ore settimanali e mensili. È un documento ordinario - uno dei tanti allegati che accompagnano una gara pubblica -, però, scorrendo quelle righe, compaiono due nomi che non sono affatto ordinari per questa inchiesta: Ana Alcantara e Pierfrancesco Mirarchi. Il primo è il nome della donna che da anni compare alla guida di Alcantara Service. Il secondo è quello dell’uomo che la stessa Alcantara Service ha indicato come direttore dei propri centri di accoglienza. Nella stessa lista compare anche Donato Stradiotti, un operatore che verrà poi indicato nel personale della struttura gestita da Alcantara Service alla Casa della Carità di Manfredonia. Persone che, in tempi diversi, ricompaiono all’interno di società impegnate nello stesso settore e, soprattutto, nello stesso territorio. 

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