Manfredonia, la Marca nella tempesta imperfetta: arrivano problemi uno dopo l'altro e il Consiglio è sparito

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Questo è il punto più difficile del mandato di Domenico la Marca perché - mentre l’Amministrazione comunale rivendica risultati e prova a tenere insieme i pezzi - dentro la maggioranza si moltiplicano i segnali di insofferenza. Non si può parlare di una crisi di governo, però sarebbe difficile negare che per il Sindaco sia diventata una fase decisamente più complicata di quella immaginata all’atto della sua elezione. Il primo campanello d’allarme era suonato già nella primavera del 2025. Dopo l’assenza della maggioranza a una seduta del Consiglio comunale, la Marca aveva riconosciuto di non aver letto tempestivamente alcuni segnali e di avere, forse, sottovalutato determinate dinamiche. Un anno dopo, quei segnali non sembrano essersi esauriti. Anzi. Nel giugno scorso Molo 21 - movimento che aveva sostenuto sin dall’inizio il progetto politico del Sindaco - ha restituito al primo cittadino le deleghe affidate a Nicola Mangano e Matteo La Torre, indicando nella scelta la necessità di aprire una fase nuova e di imprimere un rinnovato slancio all’azione amministrativa. Pochi giorni più tardi anche Alfredo De Luca ha restituito le proprie deleghe. la Marca deve fare i conti con una maggioranza che chiede nuovi equilibri e con un’opposizione che sta cercando di diventare più compatta. E poi c’è il caso ASE, dove le nomine del Collegio sindacale hanno trasformato un atto societario in una vicenda politica, con la pubblica contestazione di Nicola Mele e, successivamente, la risposta del segretario democratico cittadino Matteo Panza che ha difeso il criterio adottato dall’Amministrazione. Non basta più tenere insieme una coalizione vincente. Bisogna invece saper governarne le ambizioni, le differenze, gli equilibri e perfino i malumori. Perché una maggioranza può anche sopravvivere alle tensioni. Quello che resta da vedere è se riuscirà a trasformarle in una nuova fase politica oppure se continuerà semplicemente a rinviarle. Tenendo sempre a mente che la politica, in fondo, presenta sempre il conto.

Non si è ancora spento il vocio generato dalla scorsa ricostruzione de l’Attacco, circa le parole che Domenico la Marca ha pronunciato durante un incontro con alcune persone. “Prendo indicazioni soltanto dal Prefetto e dal vescovo”, il suo testuale che è rimbalzato un po' dovunque. Una dichiarazione che non è stata smentita e, anzi, dalla sua stessa maggioranza c’è stato chi l’ha confermata pur fornendo una sua versione dei fatti. “La risposta di Domenico la Marca – l’intervento sui social da parte del consigliere comunale dei Verdi Alfredo De Luca - era legata a chi gli aveva chiesto se ascoltava i cosiddetti burattinai che stanno nei movimenti e partiti che lo sostengono. La risposta – la sua spiegazione - è che dà retta senza remore alla prefettura (l’autorità che garantisce la corretta amministrazione civile) e al vescovo padre Franco che riconosce come persona autorevole e che ha espresso sempre valori alti senza se e senza ma”. Da un lato, il Sindaco riconosce due autorità che hanno un peso reale nella vita civile, quindi, però dall’altro espone la propria autonomia decisionale a un possibile scrutinio critico.

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