Una bottiglietta, il principio d’incendio, il fumo che si alza da uno scooter mentre, a poche decine di metri, i ragazzi sono regolarmente in classe: sono da poco passate le 10:00 di mercoledì 30 settembre quando, in via della Tramontana a Peschici, una mattinata di scuola viene spezzata da un episodio sul quale adesso stanno cercando di fare luce i Carabinieri. Il motorino di uno studente di 15 anni è stato dato alle fiamme nel parcheggio che si trova di fronte all’Istituto onnicomprensivo “G. Libetta”. Un gesto deliberato, secondo quanto denunciato dalla famiglia, sul quale resta però ancora da ricostruire tutto il resto: chi lo abbia compiuto, perché e, soprattutto, se il vero bersaglio fosse proprio quel ragazzo. Il primo dato da fissare riguarda il luogo. L’incendio non è avvenuto all’interno della scuola né nelle sue pertinenze. “È un parcheggio comunale al di là della strada. Il cortile della scuola è chiuso e recintato”, precisano dall’istituto. È uno spazio utilizzato anche dagli studenti per lasciare scooter e altri mezzi, ma aperto a tutti, come conferma il sindaco Luigi D’arenzo: “Era un’area degradata, piena di rovi, sterpaglie e immondizia, che abbiamo recuperato circa sei settimane fa e reso fruibile come parcheggio per il quartiere e anche per chi viene a scuola”. Lì il quindicenne aveva posteggiato normalmente il suo scooter prima di entrare in classe. “C’è stato un principio d’incendio e sono intervenuti degli operatori che stavano lavorando sulla strada, riuscendo a domarlo con gli estintori”, spiegano dalla scuola. Il mezzo è rimasto danneggiato ma sarebbe riparabile. Sul posto sono giunti i Carabinieri, che hanno effettuato i primi rilievi e acquisito gli elementi utili, per poi ricevere in caserma la famiglia del giovane studente e raccogliere la loro denuncia contro ignoti. È proprio la famiglia a chiedere che la vicenda non venga confinata nel perimetro della “ragazzata”. “Il problema non è il mezzo, perché quello si sistema, si ripara. Il problema è l’atto, il problema è la paura”, denuncia a l’Attacco la madre del quindicenne, Anna Costante, ex assessora comunale. “Non voglio che passi il messaggio della bravata. Non è stato rigare un motorino o bucare una gomma: qui si è cercato di incendiarlo. Non ci sentiamo sicuri, abbiamo paura”. Il ragazzo, secondo quanto riferiscono i familiari, non avrebbe ricevuto alcun tipo di minaccia né avuto contrasti tali da poter fornire una spiegazione immediata, tant’è che quando esce dalla scuola, richiamato dalla notizia di un motorino in fiamme, inizialmente non immagina neppure che possa essere il suo.
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Peschici, motorino di uno studente di 15 anni dato alle fiamme davanti alla scuola. La madre: “Abbiamo paura”
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