L’incredibile, pervasiva famiglia Rignanese: la consigliera Stefania, il padre Riccardo e il figlio Marco

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La politica si fa con qualche sentimento e nessun risentimento. Arriva da lontano, ma è ancora valida la vecchia lezione dello storico leader socialista Pietro Nenni. E sembra scritta oggi per la guerra che si sta consumando in queste settimane tra le mura di Palazzo di Città, proprio tra il partito del garofano e la sindaca Episcopo. Dopo la revoca di Luigi Iorio, il Psi deve decidere se continuare a stare dentro al campo largo foggiano oppure prendere atto che il rapporto con la prima cittadina è arrivato al capolinea. La riunione socialista di ieri sera ha avuto proprio questo oggetto. I socialisti vogliono evitare, a un anno dalle elezioni politiche, una bocciatura dell'esperimento del campo largo, ma i fatti di queste ore hanno aperto una ferita difficile da risanare. La posizione potrebbe arrivare già oggi in Consiglio comunale, per bocca del consigliere Mino Di Chiara. Il punto non è soltanto che un assessore socialista è stato mandato a casa, ma anche il modo in cui è maturata la decisione. Iorio era entrato in Giunta a giugno, con il rimpasto, nella terna proposta dal Psi insieme a Stefania Rignanese e Michele Santarelli. Episcopo aveva scelto lui, nonostante la trattativa sottobanco con Rignanese, che a lungo aveva spinto per essere inserita nella terna, e aveva dato rassicurazioni ai socialisti sulla sua permanenza fino a fine mandato. Tre mesi dopo, Iorio è stato invece revocato come atto di ripicca per il mancato voto sul Piao. L'avvocato socialista aveva lasciato il Cda di Ataf per entrare in Giunta, ma dopo la sua cacciata da Palazzo di Città quel posto non è tornato a lui. Nelle stesse ore, infatti, Episcopo ha nominato Roberto Foglio, espressione del gruppo del consigliere Antonio De Sabato. Una vendetta bella e buona nei confronti del Psi. Per i socialisti, poi, un ulteriore schiaffo è arrivato dal comportamento degli alleati. Pd e M5S, che d'accordo con il Psi avevano disertato la seduta sul Piao, non hanno difeso il garofano nella reazione alla revoca del suo assessore. Anzi, sono andati incontro alle volontà della sindaca nella trattativa, con il pretesto del diktat delle rispettive segreterie nazionali di sopportare Episcopo ancora un altro anno e staccarle la spina immediatamente dopo il voto. Dentro questa partita si colloca Stefania Rignanese. È il personaggio politico che più di ogni altro racconta la stagione amministrativa targata Episcopo. Eletta nel 2023 con Nunzio Angiola, ha lasciato l'opposizione per entrare in maggioranza, ha aderito al Psi, ne è uscita una prima volta nel luglio 2025 insieme al padre Riccardo, è poi rientrata nel partito e oggi ne è uscita di nuovo. La motivazione ufficiale, questa volta, è che il suo assessore di riferimento, Iorio, avrebbe deciso di non votare il Piao senza un confronto preventivo con lei e in contrasto con la linea della sindaca, che lei continua a sostenere. In cambio di un assessorato che spalancherebbe le porte del Consiglio al figlio? Non sarebbe la prima volta che Episcopo glielo promette per portarla dalla sua parte, salvo poi rimangiarsi puntualmente la parola data. Ma per capire le scelte politiche di Rignanese bisogna fare un passo indietro.

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