O il commissariamento da parte della Regione Puglia oppure il ricorso al TAR di Confagricoltura, CIA e Coldiretti. Per il Consorzio di bonifica del Gargano si prefigura uno dei due scenari dopo i mancati chiarimenti in merito agli aventi diritto al voto per il rinnovo degli organi, previsto per il 4 ottobre. Un appuntamento ormai imminente, al quale la governance uscente guidata dal presidente uscente Michele Palmieri e dal direttore-ex vicepresidente Michele Tabacco è proiettata senza esitazioni, nonostante le molteplici e gravi contestazioni sollevate sugli elenchi di chi potrà votare da parte delle tre principali organizzazioni agricole. Come ampiamente dettagliato su queste colonne, l’ente non ha risposto alla Regione e alle agricole entro i 5 giorni di tempo assegnatigli da Bari. Poi, dopo la scadenza dei termini, sabato scorso, uno striminzitissimo “riscontro a richiesta urgente di informazioni, documentazione e chiarimenti sulle procedure elettorali” è stato trasmesso da Palmieri a Confagricoltura, CIA, Coldiretti, e per conoscenza all’assessore regionale all’agricoltura Francesco Paolicelli, alla dirigente del dipartimento agricoltura Antonella Bisceglia e alla dirigente del Servizio Irrigazione e Bonifica, Rosella Giorgio.
“Con riferimento alla nota delle organizzazioni agricole, con richiesta di sospensione delle operazioni elettorali, verifica dell’elenco, eventuale rettifica o rinnovazione e conseguente rideterminazione della rappresentanza per fasce, si trasmette delibera del cda n.778 del 22 settembre di rigetto delle stesse, compresa quella di accesso agli atti, per le motivazioni indicate”, si è limitato a scrivere il presidente uscente. La delibera allegata fu approvata da soli 4 consiglieri presenti sui 9 totali, ovvero Palmieri, Aniello Della Malva, Angelo Pio D’Addetta (rappresentante legale dell’impresa di Tabacco) e Berardino Totaro (fratello del direttore del Parco nazionale del Gargano, Vincenzo).
Vi si legge che - vista la condivisione rispetto al parere legale degli avvocati incaricati dall’ente, acquisito sul ricorso delle tre agricole e visto il parere di regolarità tecnica del direttore Tabacco – sono rigettate le istanze delle agricole per le motivazioni di cui al parere legale e confermata la data delle elezioni per il 4 ottobre. Dunque nessun chiarimento, bensì il mero rigetto.
Che l’ente volesse tirare dritto per la propria strada, incurante anche della decisione della Regione di sospendere la delibera sulle elezioni, lo si era capito venerdì scorso, con l’affissione dei manifesti elettorali. E qui si apre un altro caso, perché nell’avviso di convocazione dell’assemblea dei consorziati per l’elezione del consiglio di amministrazione si elencano le sedi in cui, dalle ore 08.00 alle ore 20.00 si potrà votare. Ci sono, come di consueto, seggi in ciascuno dei comuni del comprensorio consortile (Cagnano Varano, Carpino, Foggia, Ischitella, Manfredonia, Mattinta, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste), ma non compare più a Foggia la storica sede dell’ente in viale Colombo, essendosi il Consorzio trasferito mesi fa a Cagnano Varano in spazi messi a disposizione dall’amministrazione comunale all’interno del Municipio.
In compenso, al suo posto è indicata, per chi vorrà votare nel capoluogo, la sede della C.A.AI. di Capitanata, in via Matteotti 111. Si tratta della Confederazione Agricoltori e Agroindustriali, “nata nel 2024 e aderente a CAI Agromec, come socio aggregato della Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani, quest’ultima aderente a Confindustria di cui fu socio fondatore”, come si legge nel sito internet della nuova associazione.
E’ la costola sorta dopo la rottura in Copagri, presieduta da quel Francesco Capacchione di cui Palmieri fu per tanti anni il vicepresidente in Copagri. Fu proprio Capacchione che mesi fa accompagnò Palmieri a Bari all’audizioni davanti alla commissione presieduta da Antonio Tutolo convocata rispetto ai tanti casi scoppiati nel Consorzio di bonifica del Gargano. Insomma, la sede dell’unico seggio in cui si potrà votare a Foggia è quella dell’associazione del presidente uscente. Tutto normale?
Ecco perché oggi in tanti attendono che la Regione decida, dopo tanti indugi, di commissariare l’ente. Paolicelli potrebbe attivarsi, nella prossima seduta di giunta, solo rispetto al Consorzio di bonifica del Gargano oppure, come sostengono alcuni, scegliere la via della unificazione dei due Consorzi presenti in provincia di Foggia e dunque commissariare anche il Consorzio per la bonifica della Capitanata. Nel caso di inerzia di Bari le tre agricole sarebbero pronte ad adire il giudice amministrativo, dopo aver deciso per protesta di non presentare la lista unitaria, che era già pronta, per le elezioni del 4 ottobre.
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