Pure il Pd cede, PIAO approvato a Foggia. Socialisti al palo: passare all’opposizione? Balta verso il bis

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Via libera al PIAO, ieri, da parte della giunta Episcopo a Foggia. La seduta consiliare fissata per stamattina presso il Comune di Foggia confermerà ulteriormente come l’ennesima crisi di maggioranza è rientrata dopo mesi di scontro sempre più acceso sul PIAO, ovvero sul piano delle assunzioni e in particolare sulla stabilizzazione come dirigente dell’attuale capo di gabinetto e dirigente a tempo determinato Giuseppe Marchitelli, fedelissimo della sindaca Marida Episcopo. Il funzionario del Comune di Sant’Agata di Puglia da tempo ambisce a diventare dirigente a tempo indeterminato e mesi fa vinse una procedura per funzionari amministrativi a tempo indeterminato. Non assunse quell’incarico, preferendo restare dirigente ex articolo 110 Tuel per non essere retrocesso nel ruolo di funzionario. Ma l’obiettivo non è mai venuto meno, in questo sostenuto senza alcuna esitazione da Episcopo e da chi le è più vicino in questo momento, come i civici emilianisti di CON. Nel resto del campo largo, invece, come si è visto specie nelle scorse concitate giornate, in tanti la pensavano diversamente. Ma la situazione è rientrata su vari fronti e ieri si è dapprima tenuta la seduta di giunta per approvare il PIAO (che avrebbe dovuto essere adottato già entro aprile scorso) e poi, nel pomeriggio si è tenuta la consueta riunione di maggioranza pre-consiglio.

Come anticipato su queste colonne, l’intervento del coordinatore regionale del M5S Leonardo Donno – che aveva sempre più esautorato il coordinatore provinciale Mario Furore fino a fargli scegliere la via delle dimissioni da tale ruolo – ha imposto al gruppo consiliare e alle due assessore Aprile e Mendolicchio di chinare la testa e approvare il PIAO. Inutili le proteste dei contrari, che dopo l’addio di Furore ora devono sorbirsi la linea Donno, tutta piegata in favore della sindaca. Anche il Pd, che sembrava voler portare avanti la strada del muro contro muro, è crollato dopo la riunione di venerdì pomeriggio con Episcopo. Sfilarsi dalla maggioranza e “impiccarsi” al caso Marchitelli non è apparso infine saggio ai dem di Lino dell’Aquila, che stamane si presenteranno in aula con gli altri eletti della coalizione.

Il solo colpo di scena potrebbe arrivare dal socialista Mino Di Chiara, che ieri non ha partecipato al vertice di maggioranza: nel campo largo non si esclude che possa annunciare oggi il passaggio all’opposizione, visto che il partito del consigliere regionale Giulio Scapato, che non ha mai cambiato idea sul PIAO, ha perso l’assessore Luigi Iorio, la consigliera Stefania Rignanese (che per fedeltà alla sindaca ha mollato il gruppo dichiarandosi indipendente) e visto la casella che occupava nel cda di Ataf spa con Iorio attribuita al primo dei non eletti della lista di Antonio de Sabato (oggi in maggioranza). Ieri sera era prevista una riunione della segreteria cittadina dei socialisti per decidere il da farsi. Rispetto a Rignanese la scorsa settimana c’era chi non escludeva che Episcopo potesse arrivare a nominarla assessora pur di assicurarsi la maggioranza dei voti favorevoli in giunta, ma col Pd e il M5S tornati nei ranghi non se ne vede più il bisogno.

Con l’approvazione del PIAO non c’è più alcun ostacolo alla indizione di un concorso per due dirigenti amministrativi, con riserva di un posto per interni, finalizzato a risolvere i problemi di Marchitelli. Anche i rumors di un accordo tra dem e contiani, circa una comune volontà di mandare a casa Episcopo dopo le elezioni politiche della prossima primavera, oggi non sono più reputati attuali né attendibili dai beninformati, che liquidano l’ipotesi con “dicevano di volerla far cadere già dopo le elezioni regionali, si è visto come è andata…”.

All’ordine del giorno della seduta consiliare odierna, dopo due mesi di sospensione dell’attività dell’assise, ben 25 punti, tra cui 4 di aggiornamento della seduta di seconda convocazione (mozione del contiano Francesco Strippoli sull’attivazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, frazione indifferenziata, sette giorni su sette; richiesta di intervento urgente per il ripristino della condotta idrica lungo la Strada Comunale n. 17 a seguito degli eventi alluvionali di fine marzo e notizie su investimenti infrastrutturali e di rete di AQP in ambito comunale di Foggia; mozione con richiesta di sospensione immediata dei lavori e delocalizzazione dell’erigendo Centro Comunale di Raccolta (CCR) di via Domenico Antonio Patroni; mozione sullo stato di degrado del verde pubblico urbano, carenza di manutenzione ordinaria, mancata programmazione degli interventi e incremento delle ore lavorative del personale addetto, con richiesta di azioni urgenti) e 21 punti quali argomenti di prima convocazione.

Tra questi ultimi spicca la nomina del collegio dei revisori dei conti per il triennio 2026-2029, dopo la scadenza di quello nominato nel 2023 dalla commissione straordinaria. Due componenti dell’organo sono sorteggiati dalla Prefettura: lo scorso 31 luglio sono stati estratti i nomi di Tommaso Pisanelli e Rosa Dimuccio, che prenderanno il posto di Massimo Versienti e Pasqua Borracci. E’ invece il consiglio comunale, con voto a scrutinio segreto, ad eleggere il presidente. Sono tredici coloro che si sono candidati in risposta all’avviso pubblico dell’ente: l’uscente Pompeo Balta, Giuseppe Babusci, Giuseppe Beneduce, Massimo Fatone, Margherita Gramazio, Martino Mignona, Luigi Perrini, Pasquale Vilella, Ezio Filippo Castoldi, il sipontino Giovanni Gelsomino, Mario Lucio Lisi (marito della civica emilianista Patrizia Lusi), Leonida Nuzzo, Lina Rosanna Perrone. Stando ai rumors, l’accordo interno a Palazzo di città – voluto in particolare dai dem – sarebbe per la riconferma di Balta, che ha ben operato in questi anni come presidente del collegio.

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