"Le notizie pubblicate oggi dal Corriere del Mezzogiorno in merito all’esposto riguardante Giuseppe Marchitelli pongono una questione che non può essere liquidata invocando semplicemente il garantismo. Il garantismo è un principio irrinunciabile: un esposto non equivale a una condanna e sarà esclusivamente la magistratura ad accertare se i fatti rappresentati siano veri e se abbiano rilevanza penale. Ma la responsabilità penale e l’opportunità istituzionale sono due piani profondamente diversi. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’esposto sarebbe accompagnato da riscontri documentali e riguarderebbe acquisti effettuati con risorse del Comune di Foggia di beni che, secondo la ricostruzione dell’esponente, sarebbero stati destinati ad uso personale. Si tratta di circostanze che devono essere accertate e che, proprio per questo, non possono essere trasformate oggi in un giudizio di colpevolezza. Ma Marchitelli non è un dipendente qualsiasi dell’Ente. È un dirigente a tempo determinato del Comune di Foggia, in servizio ai sensi dell’art. 110 del TUEL, proveniente dal Comune di Sant’Agata di Puglia, e attualmente responsabile dell’Area Affari Generali, dalla quale dipendono settori particolarmente delicati, tra cui il Servizio Personale, l’Ufficio di Gabinetto, i servizi informatici, il CED e la transizione digitale. Ed è proprio questo il punto politico e istituzionale. Un incarico dirigenziale conferito ai sensi dell’art. 110 TUEL è una scelta dell’Amministrazione e presuppone un rapporto di fiducia istituzionale particolarmente intenso, tanto più quando al dirigente vengono affidate funzioni nevralgiche per l’organizzazione dell’Ente. Peraltro, stiamo parlando dello stesso dirigente titolare del Servizio Personale e coinvolto, per le proprie competenze, nella programmazione organizzativa e del personale dell’Ente. E tutto questo accade appena pochi giorni dopo una delle più profonde lacerazioni politiche registrate all’interno della Giunta Episcopo.
Sul PIAO e sulla programmazione del personale la Giunta si è divisa. Cinque assessori non hanno sostenuto l’impostazione proposta e le cronache cittadine hanno raccontato diffusamente lo scontro interno alla maggioranza, nel quale anche la posizione di Marchitelli è stata indicata tra i nodi della discussione. Quella vicenda è culminata nella revoca dell’assessore Luigi Iorio, che non aveva votato il PIAO. Successivamente il Piano è stato approvato dalla Giunta. Sono fatti politicamente rilevanti. A distanza di pochi giorni, la questione Marchitelli torna dunque al centro della vita amministrativa della città, questa volta per ragioni completamente diverse e ben più delicate. Per questo riteniamo che, ferma restando ogni garanzia sul piano giudiziario, un passo indietro dall’incarico rappresenterebbe oggi una scelta di responsabilità istituzionale e di tutela dello stesso Comune di Foggia. Non chiediamo processi sommari. Non pronunciamo sentenze. Non attribuiamo responsabilità che devono ancora essere accertate. Chiediamo qualcosa di diverso: che chi ricopre un incarico dirigenziale ex art. 110 TUEL, esercitando funzioni tanto delicate e trovandosi al centro di una vicenda sulla quale sono chiamati a svolgere accertamenti gli organi competenti, valuti l’opportunità di rimettere il proprio incarico. E se Marchitelli non riterrà autonomamente di compiere questo passo, la questione si trasferisce inevitabilmente sulla Sindaca Episcopo. È la Sindaca che deve dire alla città se, alla luce di quanto emerso, ritenga ancora sussistenti le condizioni istituzionali e il rapporto fiduciario necessari alla prosecuzione dell’incarico. C’è poi una ragione ulteriore per la quale, a Foggia, su questioni come questa non può esistere neppure una zona grigia. Questo Comune porta ancora addosso le ferite di una delle pagine istituzionalmente più drammatiche della sua storia recente: lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e il conseguente commissariamento dell’Ente. Una stagione i cui strascichi giudiziari non appartengono neppure interamente al passato: sono ancora pendenti procedimenti giudiziari relativi a vicende della precedente amministrazione, che hanno coinvolto, tra gli altri, l’ex sindaco, l’ex presidente del Consiglio comunale e diversi esponenti politici. Le responsabilità individuali, naturalmente, spettano esclusivamente alla magistratura e devono essere accertate nelle sedi competenti. Proprio per questa storia recente, Foggia deve pretendere dalle proprie istituzioni uno standard di trasparenza particolarmente elevato. Il Comune non può permettersi opacità, ambiguità o silenzi quando vengono sollevate questioni che riguardano l’utilizzo delle risorse pubbliche e un dirigente posto ai vertici della macchina amministrativa. Ricordare quella stagione non significa accostare vicende diverse né formulare giudizi anticipati sul caso Marchitelli. Significa affermare che proprio la storia recente di questa città impone all’Amministrazione una particolare responsabilità nel difendere la propria credibilità. A Foggia la trasparenza non può essere uno slogan. Dopo quello che questa città e questo Comune hanno attraversato, deve essere un metodo di governo. La presunzione di innocenza non è in discussione. Un conto è stabilire se una persona abbia commesso un reato: questo compete alla magistratura. Altro conto è stabilire se sussistano le condizioni perché continui ad esercitare un incarico dirigenziale fiduciario di particolare rilevanza all’interno dell’Amministrazione comunale. Il primo giudizio spetta alla magistratura. Il secondo appartiene alla responsabilità delle istituzioni. Marchitelli ha diritto a tutte le garanzie previste dalla legge. Foggia ha altrettanto diritto alla massima trasparenza e alla tutela della credibilità delle proprie istituzioni. Per questo riteniamo che oggi rimettere l’incarico rappresenterebbe una scelta di responsabilità istituzionale. E se questo non avverrà, sarà la Sindaca a dover spiegare pubblicamente alla città perché ritenga ancora sussistenti le condizioni per confermare quella fiducia." - Giuseppe Mainiero, Consigliere comunale di Foggia.
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