All’inchiesta de l’Attacco sui Servizi Sociali di San Severo si è interessata anche la politica, chiamata ora a comprendere fino in fondo la natura di un sistema innescato oltre dieci anni fa e progressivamente allargatosi fino a oggi. È evidente, dunque, che uno dei temi centrali, se non il principale, della prossima campagna elettorale sarà proprio quello dei Servizi Sociali. Ed è da qui che la politica dovrà ripartire, mettendo a punto una strategia capace di confrontarsi con i problemi reali della città e di restituire centralità ai cittadini. Perché sarà anche dalla capacità di parlare con loro, e soprattutto per loro, che passerà la sfida per conquistare lo scranno di Palazzo Celestini. L’attenzione che la politica, in particolare quella dell’area di centrodestra, sta riservando all’inchiesta sui Servizi Sociali non è più soltanto di carattere cittadino e territoriale. Il Piano Sociale di Zona, infatti, coinvolge tutti i Comuni dell’Alto Tavoliere, con il Comune di San Severo nel ruolo di ente capofila. Ma è una vicenda che, progressivamente, sta interessando anche i nostri parlamentari, chiamati a seguire un caso che, dal livello locale, sta assumendo una dimensione politica e istituzionale più ampia, lungo quel corridoio che da Roma attraversa l’Italia e arriva fino al cuore della provincia di Foggia. Le risposte concrete sul tema, richieste a gran voce anche dai cittadini, ad oggi continuano a mancare. A pesare è anche l’assenza di un’amministrazione politica che possa fungere da interlocutore e da filtro nei confronti della stampa. Palazzo Celestini, invece, si presenta oggi come un vero e proprio fortino, al cui interno il potere, accentrato nelle mani del commissario straordinario Francesco Cappetta o, in sua assenza, del segretario generale Giuseppe Longo, ha finito per erigere un vero e proprio perimetro di filo spinato, rendendo di fatto difficoltoso qualsiasi accesso. È anche per questo che le diverse forze politiche stanno iniziando a interessarsi con maggiore attenzione alla gestione dei Servizi Sociali, chiamando a rapporto la cittadinanza attraverso conferenze e iniziative pubbliche. Iniziative che, tuttavia, restano troppo frammentarie e disarticolate per riuscire a costruire un fronte realmente incisivo e, soprattutto, capace di esercitare un adeguato peso specifico nel dibattito pubblico. Alla luce dei recenti sviluppi dell’inchiesta giornalistica condotta da l’Attacco sui Servizi Sociali di San Severo, hanno deciso di sedersi attorno al tavolo del confronto con il direttore Piero Paciello, Primiano Calvo ed Emilio Gaeta. Il tema centrale dell’intervista è stato proprio l’inchiesta, sulla quale Calvo ha espresso le proprie considerazioni: “L’inchiesta ha messo in luce una gestione dei Servizi Sociali del Comune di San Severo e dell’Ambito Alto Tavoliere che merita approfondimenti, valutazioni e azioni concrete da parte della Politica locale, al fine di rimettere al “centro” i bisogni delle “persone” piuttosto che delle lobby della cooperazione. Il quadro che emerge dalle ricostruzioni riguarda soprattutto la gestione, gli affidamenti, le persone che hanno ricoperto ruoli nel settore e le relazioni tra amministrazione, cooperative, associazioni e ambienti politici della sinistra. Il sistema dei Servizi Sociali di San Severo non coincide con il solo apparato comunale, infatti è capofila dell’Ambito Territoriale Sociale “Alto Tavoliere”, quindi la sua gestione ha ricadute anche sulle comunità di Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, Serracapriola e Torremaggiore. È quindi un centro di particolare importanza nella programmazione del welfare territoriale. I cittadini hanno il diritto di conoscere i dettagli riguardanti l’impiego delle ingenti risorse finanziarie destinate alle fasce più deboli, pertanto ci aspettiamo chiarimenti da parte delle forze politiche che sono state rappresentate, a livello amministrativo, dai soggetti menzionati nell’inchiesta giornalistica, ma anche risposte dalla gestione commissariale, alla luce delle recenti dimissioni della dirigente Silvana Salvemini”. Per questo, Calvo e Gaeta hanno annunciato: “Ci faremo promotori di un’iniziativa pubblica per illustrare i contenuti di un dossier sul welfare locale e per proporre un modello alternativo, anche in vista del rinnovo del consiglio comunale di San Severo”.
Emilio Gaeta, figlio di Salvatore, uno degli ultimi segretari provinciali del MSI, e fondatore dell’associazione “Destracivica di Capitanata”, ha lasciato Fratelli d’Italia due anni fa, dopo che, a suo dire, “certe idee e coerenze, con l’arrivo di Leonardo Lallo, sono svanite”. Una scelta maturata anche alla luce della scelta di Lidya Colangelo come Sindaca, che per Gaeta ha rappresentato “un vero e proprio tradimento”. Da quel momento, l’ex esponente di FdI è stato categorico, rivolgendosi così ai vertici del partito cittadino: “Lasciatemi perdere, voi non mi rappresentate più”.
E mentre Lallo sarebbe diventato sempre più “intrattabile”, Destracivica ha inviato una relazione di sei pagine al responsabile nazionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, chiedendo il commissariamento del coordinamento locale, sulla scia di quanto già avvenuto a Cerignola, dove la gestione è stata affidata a Nicola Gatta e Giandonato La Salandra. “Giannicola De Leonardis è circondato. Anche a San Severo, Fratelli d’Italia dovrà confrontarsi con una nuova realtà: potrebbe arrivare Anna Maria Fallucchi”.
Come annunciato da Gaeta, mercoledì scorso è stata formalizzata la costituzione dell’associazione politico-culturale “Radici Comuni”, nuovo soggetto aggregativo promosso dall’associazione “Destracivica di Capitanata”, rappresentata dallo stesso Gaeta, e dall’associazione “Volare Alto Movimento Politico Culturale Franco Fanelli”, guidata da Amedeo Piscino. Quest’ultima nasce dall’esperienza dell’omonima lista civica, che aveva partecipato alle elezioni amministrative del 2019 a sostegno del candidato Sindaco Raffaele Fanelli.
Infine, si è discusso del “Forum del centrodestra”, in programma sabato all’Hotel Palazzo Giancola di San Severo. Un appuntamento che, tuttavia, sembra fotografare ancora una volta la frammentarietà del l’area, dal momento che si tratta di un’iniziativa promossa principalmente dalla Lega, priva di un manifesto ufficiale e alla quale non prenderanno parte neppure tutti gli esponenti del centrodestra.
“Io ci sarò e farò un intervento abbastanza deciso – ha affermato Gaeta –, durante il quale sosterrò che la città deve vedere un cambiamento. Se il centrodestra spera di poter concorrere, non può continuare a fare quanto fatto fino ad ora, altrimenti è inutile. Bisognerebbe dimostrare alla città che questo centrodestra che vuole presentarsi è qualcosa di diverso da quello del 2024”.
Primiano Calvo, da sempre vicino a Gianni Alemanno e già componente del direttivo nazionale del Movimento Indipendenza, prima della confluenza nel partito del generale Roberto Vannacci, ha invece declinato l’invito, spiegando di essere impossibilitato a partecipare. “Ne ho parlato con il segretario regionale di Futuro Nazionale, che ha espressamente detto che, se i membri del partito dovessero ricevere un invito e andare lì, dovranno parlare solo a titolo personale e non a nome di Futuro Nazionale”.
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