Grossa torta degli sfollati ucraini: 699 posti in Puglia, 332 in Capitanata e ANOLF ha 93% accoglienza diffusa

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L’11 aprile 2022 il Dipartimento della Protezione civile pubblicò l’avviso nazionale per individuare gli enti chiamati a realizzare l’accoglienza diffusa degli sfollati ucraini. L’avviso prevedeva una capacità minima di 300 posti per ciascun soggetto proponente e richiedeva la presentazione della manifestazione d’interesse attraverso una piattaforma telematica. La domanda era strutturata in tre sezioni: dati del soggetto proponente, requisiti e dichiarazioni; elenco degli associati e dei partner; quadro dell’offerta dei posti, suddivisi per Comune, provincia e Regione e per tipologia di sistemazione. L’avviso nazionale stabiliva cinque grandi aree di spesa: vitto; alloggio e/o contributo alla famiglia ospitante; beni e servizi di prima necessità, compreso un pocket money di 2,50 euro al giorno per persona; servizi di presa in carico e integrazione; gestione amministrativa, monitoraggio e rendicontazione. Tra i servizi richiesti figuravano espressamente mediazione linguistica, orientamento ai servizi, assistenza legale e psico-socio-sanitaria, alfabetizzazione, inserimento scolastico, attività di inclusione sociale e accompagnamento al lavoro e alla formazione. Il tetto di spesa era di 33 euro pro capite al giorno, omnicomprensivi. Una ricerca dell’Osservatorio Migranti dell’Università di Bari - elaborando i dati forniti dalla Protezione civile - individua ANOLF Puglia con 310 posti nella provincia di Foggia nell’ambito del sistema di accoglienza diffusa per l’Ucraina. Il sistema pugliese, complessivamente, ne prevedeva 699 con 332 in Capitanata. Va da sé che ANOLF, quindi, gestiva la parte largamente maggioritaria perché principale soggetto della provincia di Foggia e uno dei principali dell’intera Puglia. Più precisamente, ANOLF guidata da Mohammed Elmajdi rappresentava circa il 93,4% di tutti i posti di accoglienza diffusa censiti nella provincia di Foggia e circa il 44,3% dell’intera capacità pugliese. Il Dipartimento di Protezione civile documenta una “Convenzione sottoscritta in data 27 settembre 2022 – Ucraina – Accoglienza diffusa – Anolf Puglia APS”. Il 22 marzo 2024 risulta un decreto di pagamento ad ANOLF Puglia per 163.913,11 euro relativo a quella convenzione. Non finisce lì, visto che l’11 agosto 2023 il Dipartimento registrava un “Decreto approvazione impegno atto aggiuntivo alla Convenzione del 27.09.2022 per accoglienza diffusa Ucraina” - beneficiaria ANOLF Puglia - per ulteriori 420.381 euro. E il 2 maggio 2024 compare ancora un atto ufficiale, denominato “Decreto di approvazione e di impegno 2° Atto Aggiuntivo ANOLF Puglia”, con un importo di 625.950 euro.

Bisogna comunque specificare che 625.950 euro è un importo di impegno relativo al secondo atto aggiuntivo, perciò non significa automaticamente che ANOLF abbia materialmente incassato quella somma per intero. In ogni caso, la documentazione della Presidenza del Consiglio dimostra almeno 1.046.331 euro di impegni riferiti ai due atti aggiuntivi della convenzione ANOLF, dentro un modello che prevedeva fino a 33 euro per persona al giorno, con una quota amministrativa massima del 7% e 2,50 euro quotidiani di pocket money.

L’avviso stabiliva che il finanziamento venisse erogato in più tranche: una prima anticipazione parametrata fino al 30% dei posti, una seconda anticipazione fino al 30% sulla base dei posti effettivamente attivati dopo tre mesi e infine il saldo dopo la rendicontazione.

In un resoconto pubblicato dall’ANOLF stessa nel 2024 - relativo alle attività svolte nel 2023 – l’associazione afferma che il progetto di accoglienza diffusa in Capitanata coinvolgeva circa dieci Comuni della provincia di Foggia con l’intento di non limitarsi all’accoglienza dei profughi, ma anche di contribuire a “ripopolare i comuni in una permanente emorragia demografica”. E vengono espressamente citati Casalnuovo Monterotaro, Castelnuovo della Daunia e Pietramontecorvino. Inoltre, ANOLF ringrazia la Caritas di Lucera per i beni di prima necessità, Medtraining per il supporto materiale e tecnico, Cisl Puglia e Cisl Foggia per la rete territoriale.

Il caso di Casalnuovo è particolarmente interessante, perché si chiarisce concretamente cosa ANOLF intendesse per “accoglienza diffusa”: abitazioni sparse nel tessuto urbano e, in questo caso, sono messe a disposizione dai cittadini. Però il fatto che a Casalnuovo i profughi fossero ospitati in case messe a disposizione dai cittadini non significa che quei posti fossero contabilizzati dalla Protezione civile come “famiglia ospitante”. Piuttosto, l’indicazione associata ad ANOLF Puglia è “appartamenti”. L’avviso nazionale distingueva, infatti, l’accoglienza in famiglia dagli alloggi messi a disposizione dagli enti o da altri privati. 

Nel caso di Pietramontecorvino, c’è proprio una delibera di Giunta che formalizza il rapporto con ANOLF  -adottata il 28 maggio 2022 - avente per oggetto “Approvazione schema accordo di partenariato con l’Associazione ANOLF Puglia APS per la disciplina delle attività di accoglienza diffusa ai sensi dell’Ordinanza di Protezione civile n. 881/2022”.

A riprova del fatto che esiste una rete territoriale articolata, va tenuto in considerazione anche l’avviso pubblicato da ANOLF nel luglio 2023 per assumere un assistente sociale destinato al progetto di accoglienza diffusa. L’attività doveva svolgersi presso la sede operativa di Foggia, ma con frequenti spostamenti nei Comuni aderenti al progetto. La mansione comprendeva la mappatura dei servizi socio-sanitari, l’iscrizione al SSN e all’anagrafe, l’accesso al collocamento e l’accompagnamento verso l’autonomia. 

Nel 2026 risultano esserci ancora due sedi ANOLF denominate espressamente: ANOLF Puglia APS – “Accoglienza diffusa” con sede in via Muscio 10, a Pietramontecorvino; ANOLF Puglia APS – “Accoglienza Diffusa” in via Ugo Foscolo 1, a Casalnuovo Monterotaro. Non è possibile affermare che siano gli appartamenti del 2022 tuttavia - a quattro anni dall’avvio dell’operazione Ucraina - due dei Comuni originariamente citati da ANOLF continuano a comparire nella struttura territoriale dell’associazione sotto la stessa denominazione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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