A quattro giorni di distanza dallo scoppio del caso Marchitelli si attendono ancora risposte dal Comune di Foggia. Un esposto è stato depositato presso la locale Procura della Repubblica sui presunti episodi di acquisti di materiale informatico fatti dall’ente, con apparecchiature finite in alcuni casi fuori dagli uffici comunali. Ma ci sarebbero stati anche regali da parte di un assiduo fornitore di Palazzo di città. Accuse gravi che, stando a quanto trapelato, sarebbero state documentate dettagliatamente dalla ex moglie di Giuseppe Marchitelli, una donna nota come medico ospedaliero lontana da propositi di risentimento o rivalsa, come da qualcuno insinuato. Un quadro serio, che in qualunque amministrazione pubblica che si rispetti avrebbe meritato un comunicato stampa, con la doverosa presa di posizione da parte dell’ente. Invece a Foggia quel comunicato non è finora mai arrivato e, dopo le due parole dette in strada dalla sindaca Marida Episcopo rispetto al suo fedelissimo (“non faccio processi anticipati, non ho il pubblico ludibrio nella mia agenda quindi accertiamo i fatti”), si è lasciato che facesse dichiarazioni solo il legale del diretto interessato, il penalista Raul Pellegrini (che ieri a l’Attacco non ha voluto aggiungere altro), che com’era scontato ha parlato di “assoluta, radicale, infondatezza di queste notizie”, definendole “accuse e di insinuazioni del tutto infondate, peraltro paventate solo anonimamente, che sono evidentemente il frutto malato di un clima politico avvelenato o di vicende giudiziarie familiari, architettate da persone risultate soccombenti nei relativi contenziosi”, definendo il funzionario arrivato dal Comune di Sant’Agata di Puglia pronto a dimostrare “la sua completa estraneità da ogni ipotesi di scorrettezza amministrativa o, peggio, di illecito penale, in ogni caso riservandosi di agire nelle sedi proprie contro chi ha diffuso queste false notizie non appena avrà il coraggio di uscire dall'anonimato”. Nessun comunicato dell’ente, dunque. Ma nemmeno, fino ad oggi almeno, ancora nessuna relazione da parte del segretario generale Alfredo Mignozzi, incaricato di verificare gli acquisti effettuati da Palazzo di città cui si fa riferimento nell’esposto. “Eppure servirebbe un’ora al massimo per compiere tale verifica”, dicono alcuni addetti ai lavori.
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