C’è una battaglia istituzionale fin troppo silenziosa che si sta combattendo su uno specifico luogo tra Lucera e San Severo, cioè su un tratto di poco più di 5 chilometri della SP.109, l’unico rimasto senza ancora l’allargamento della carreggiata. Lunedì è un giorno importante per il completamento dell’opera, perché alla Provincia di Foggia, dopo un sopralluogo congiunto espletato nella giornata di giovedì scorso, è in programma un incontro tecnico tra i dirigenti di Palazzo Dogana (Angelo Iannotta e Luciano Follieri) che è committente dell’intervento, i progettisti e i rappresentanti della Soprintendenza che si sta opponendo alla demolizione di due ponticelli che attraversano altrettanti canali fluviali. Se ne era già parlato qualche settimana fa durante la seduta di una commissione regionale, quando era piombato sul tavolo un parere seppure “favorevole” ma subordinato a una dozzina di prescrizioni, tra cui proprio quella più importante di non intervenire sui manufatti che potrebbero avere al massimo un secolo di vita. Questa indicazione sembra essere l’ostacolo più difficile da superare, perché la previsione è quella del totale rifacimento di quelle due installazioni in mattoni e cemento: “Non dovrà essere eseguito alcun intervento di demolizione e ricostruzione – è stata scritto - poiché vietato dalle norme di tutela vigenti, ma sarà valutato un progetto di consolidamento e restauro, a firma di architetto abilitato, per il rilascio dell’autorizzazione di competenza”. Le altre indicazioni vengono ritenute decisamente più superabili, perché riguardano azioni di tutela della vegetazione presente nei pressi del tracciato su cui ci sarebbero rilevanze anche paesaggistiche e archeologiche (tali da richiedere una “sorveglianza” per tutta la durata degli scavi) e questioni relative al corretto scorrimento e smaltimento delle acque meteoriche superficiali per non compromettere la consistenza del suolo.
A Bari, in quella occasione gli esponenti ministeriali non si sono presentati, al contrario di tutti gli altri enti coinvolti nella realizzazione di un piano per il quale sono pronti anche 35 milioni di euro, al momento parcheggiati al ministero dei Trasporti che ha già dato disponibilità alla loro erogazione. Il primo milione per la sola progettazione era stato fornito mediante i fondi Cis Capitanata, guidato attualmente dal consigliere regionale Nicola Gatta, così da arrivare all’allargamento della carreggiata fino a 10,5 metri su un tratto di 5,2 chilometri, dal 5+300 al 10+500, eliminando quasi del tutto gli accessi diretti con una viabilità parallela a servizio dei frontisti che si immette su quella principale in corrispondenza delle tre nuove rotatorie previste.
Dopo quella perentoria indicazione firmata dall’ufficio diretto da Anita Guarnieri, il pool di ingegneri guidato da Nicola Arcelli si è messo al lavoro, e ha prodotto una contro relazione che letteralmente smonta le argomentazioni poste a tutela e salvaguardia di manufatti considerati senza alcun valore storico e artistico, argomentando l’assoluta necessità di rifarli completamente anche per una questione idraulica: in buona sostanza, così come sono, non garantirebbero il corretto deflusso delle acque in caso di piena, allagando la strada sovrastante così come si è verificato già in passato, con evidenti rischi e pericoli per la circolazione stradale.
E per l’occasione, il progetto prevede tra le altre cose un allargamento del "buco" dentro cui far passare l’acqua e un innalzamento della sede stradale, anche di 3 metri rispetto a quella attuale, proprio per mettere in sicurezza i due passaggi oggettivamente più critici dell’intera operazione. Pur volendo mantenerli, hanno fatto sapere i tecnici, sarebbero comunque inadeguati a sostenere i maggiori carichi gravanti sulle strutture.
Il consigliere regionale Antonio Tutolo, storico animatore dei due precedenti interventi sulla strada, ha già ipotizzato azioni eclatanti in caso di persistenza di vincoli di questo tipo, ricordando che la lista di morti e feriti sulla SP.109 è fin troppo lunga per consentire ancora ritardi, impedimenti e qualunque difficoltà che vada contro le legittime e sacrosante invocazioni da parte di cittadini e automobilisti per un segmento viario che ormai ha pure una funzione strategica nel sistema provinciale, perché inserito pienamente nel più ampio programma di realizzazione della Strada Regionale 1, elemento di congiunzione tra i caselli autostradali di Lesina e Candela.
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