Il cassonetto è intelligente, il foggiano non si applica. Amiu mette volontari a spiegare come premere pulsante

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Dopo quattro mesi e mezzo di sacchetti a terra, Amiu Puglia ha individuato il guasto dei cassonetti intelligenti di Foggia: i foggiani. E ha trovato il rimedio. Non altri cassonetti: venticinque postazioni in più sono promesse per novembre, e a Foggia le promesse sui rifiuti hanno tempi geologici. Non un passaggio in più dei camion. Volontari. Gratis. L’avviso pubblico, protocollato il 29 settembre 2026, cerca un’associazione del terzo settore disposta a piazzare i propri iscritti accanto ai cassonetti sette giorni su sette, mattina e pomeriggio, per tre mesi. In cambio offre il rimborso delle spese documentate, con un tetto di 1.500 euro più Iva per l’intero trimestre. Siamo alle comiche finali. E il biglietto, con la Tari, lo abbiamo già pagato.

La diagnosi: è colpa dei nonni

La diagnosi sta nelle premesse dell’avviso: esiste una fascia di cittadini con “minore propensione all’uso delle nuove tecnologie”, che va assistita in modo semplice e diretto. Più avanti si chiarisce chi sono: anziani e stranieri. Il cassonetto è intelligente; è il nonno che non si applica. Vediamola, questa tecnologia. Secondo le istruzioni della campagna “Basta poco” bisogna premere un pulsante, avvicinare la tessera o il telefono, azionare un pedale o una maniglia e infilare il rifiuto. A maggio lo slogan era “non serve un genio”. Adesso servono dieci volontari al giorno, per spiegare ai foggiani come si preme un pulsante e come si infila un sacchetto. Un tempo l’assistenza toccava al gestore. Il piano industriale del 2022 metteva in conto, per l’avvio, trentadue facilitatori, da formare con un corso di almeno sedici ore. Il 14 maggio la presidente di Amiu promise l’aiuto dei “nostri facilitatori”: otto operatori dell’azienda, visti sul posto nelle prime ore e poi non sempre. A Bari, nel quartiere Madonnella, operatrici e operatori Amiu erano in strada due settimane dopo l’arrivo dei cassonetti. A Foggia, quattro mesi e mezzo dopo, l’avviso certifica l’impossibilità di distogliere il personale interno dalle attività ordinarie. L’assistenza, dunque, la faccia qualcun altro. Bari possiede il 78 per cento di Amiu, Foggia il 22. Si vede.

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