Il nome di Giuseppe Marchitelli è rimasto per lungo tempo sullo sfondo dello scontro sul Piano integrato di attività e organizzazione. Ora compare in un esposto presentato alla Procura di Foggia dall’avvocato Michele Vaira, che chiama in causa il capo di gabinetto della sindaca Maria Aida Episcopo, dirigente a tempo determinato ai sensi dell’articolo 110 del Tuel, per acquisti di materiale informatico e di videosorveglianza che, secondo il documento, sarebbero stati destinati a uso privato. L’esposto sarebbe nato, secondo indiscrezioni, da una segnalazione, con foto e dati, proveniente dall’ex moglie del dirigente. Allo stato non c’è alcuna responsabilità accertata e per il dirigente vale la presunzione di innocenza. La sindaca sceglie la linea della cautela: “Non faccio processi anticipati”, dice, aggiungendo che il “pubblico ludibrio” non è nella sua agenda e che la sua intransigenza morale, politica e legale è nota a tutti. Occorre, per Episcopo, accertare i fatti. Di tutt’altro avviso il consigliere comunale Giuseppe Mainiero: “Si dimette Marchitelli dai ruoli oggi ricoperti?”, chiede, sostenendo che la sindaca dovrebbe chiedere al suo capo di gabinetto un passo di lato, perché non può restare al centro di tali opacità. Una questione “che non può essere liquidata invocando semplicemente il garantismo”: un esposto non equivale a una condanna, ma “la responsabilità penale e l’opportunità istituzionale sono due piani profondamente diversi”. E aggancia il caso al Piano: è normale, si domanda, che la situazione politica a Palazzo di città “si sia per mesi avvitata intorno a lui”? Mainiero ha messo in fila anche 12 acquisti di materiale informatico con affidamento diretto alla Net System srl di Accadia, oltre 100mila euro in due anni, in violazione, a suo avviso, del principio di rotazione. Per lui “sotto l’aspetto degli affidamenti diretti questo ente non è trasparente”, e chiude: “Questa cosa puzza”. Si chiede anche chi abbia installato le telecamere, se davvero si trovano nella casa di Sant’Agata di Puglia, visto che l’acquisto è stato fatto presso una libreria. Fratelli d’Italia, pur dichiarandosi garantista, chiede alla sindaca di valutare il congelamento dell’incarico. Nella maggioranza è il Movimento 5 Stelle a muoversi per primo. In un comunicato condivide l’approccio della sindaca, ma avverte: “garantismo non significa immobilismo”. Un ente pubblico, sostiene, ha il dovere di proteggere il proprio patrimonio e la fiducia dei cittadini, a prescindere dall’esito della vicenda giudiziaria. Da qui la richiesta di quattro misure immediate: una ricognizione straordinaria dell’inventario dei beni informatici e degli impianti di videosorveglianza, con verifica fisica di collocazione e assegnatario sotto la supervisione del Segretario generale; la valutazione di misure organizzative cautelative, compresa la temporanea sottrazione delle funzioni di spesa e di firma sulle procedure interessate; una relazione al Consiglio comunale entro trenta giorni; la valutazione della costituzione di parte civile se emergessero fatti penalmente rilevanti. Foggia, ricorda il Movimento, porta ancora le ferite di stagioni in cui la credibilità delle istituzioni è stata messa a dura prova: per questo “non possono esistere zone grigie”.
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Esposto su Marchitelli riapre nodo Piao. La politica si divide tra cautela e richieste di passo indietro
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