Si riaccende l’entusiasmo in città: Foggia-Potenza profuma di sfida d’alta classifica ed avrà una cornice di pubblico d’eccezione, con la capolista lucana chiamata a difendere il primato e i rossoneri a cercare conferme. Ma c’è una notizia che merita di stare in primo piano: lo Zaccheria tornerà a vestirsi a festa. Rossonero da una parte, rossoblù dall’altra, con il calcio che ritrova una delle sue cornici più belle, quella di uno stadio capace di trasformarsi in un fattore quando la città decide di stringersi attorno alla squadra. La trasferta è finalmente libera, e dal capoluogo lucano sono attesi 500 tifosi nel settore ospiti. Una presenza significativa, destinata a dare colore e voce al derby appulo-lucano, restituendo alla partita anche il sapore della sfida tra due tifoserie chiamate a vivere una giornata di calcio senza che tutto si esaurisca nei novanta minuti. Ma il cuore della cornice sarà soprattutto rossonero. In città l’entusiasmo è tornato a salire, e le ultime due vittorie hanno rimesso in circolo quella fiducia che nelle prime settimane sembrava inevitabilmente frenata dalle difficoltà della squadra. I ritardi nell’assemblaggio dell’organico, le complicazioni di una partenza in salita e la necessità di trovare rapidamente un’identità avevano reso più complicato il rapporto tra risultati e aspettative. Adesso, invece, il Foggia di Gaetano Auteri ha ripreso a correre e la gente ricomincia a crederci. L’obiettivo è avvicinarsi a quota diecimila presenze.
Un numero che racconta meglio di tante parole il clima ritrovato attorno alla squadra. È questo il primo risultato che il Foggia si porta dietro alla vigilia: aver riacceso la passione. E lo Zaccheria non è soltanto il luogo in cui si disputano le partite casalinghe: è il termometro di una città che vive il pallone con partecipazione viscerale, capace di passare dalla delusione all’entusiasmo quando intravede segnali concreti. Le ultime prestazioni hanno restituito prospettive e alimentato la speranza di poter disputare un campionato da protagonisti. Ora la squadra è chiamata a dare un’altra risposta, proprio contro un avversario che arriva da primo della classe. Una cornice del genere può diventare una spinta in più, ma anche una responsabilità. Il pubblico farà la propria parte, riempiendo gli spalti e accompagnando i rossoneri in una gara che può dire molto sulle ambizioni stagionali. Toccherà a chi scenderà in campo trasformare il calore in energia, senza farsi prendere dalla frenesia e senza confondere l’entusiasmo con la fretta di risolvere la partita. Contro il Potenza serviranno equilibrio, attenzione e personalità. Il resto lo farà l’atmosfera, quella che soltanto certi appuntamenti riescono a generare. Quel precedente che profuma di storia. C’è poi un’altra ragione per cui il derby appulo-lucano riporta alla memoria qualcosa di speciale. Esattamente quattro stagioni fa, Foggia e Potenza si ritrovarono di fronte nel primo turno dei playoff, in una sfida che avrebbe lasciato un segno profondo nel cammino rossonero.
Sulla panchina foggiana c’era Delio Rossi, dall’altra parte Raffaele guidava i lucani. In palio c’era la sopravvivenza nel tabellone degli spareggi, in una partita che sembrava destinata a sfuggire al Foggia e che invece cambiò volto proprio quando il tempo stava per scadere. A risolverla fu Di Noia, con un pallonetto da circa quaranta metri, una giocata incredibile arrivata sul filo del gong e diventata il simbolo di una qualificazione conquistata per il rotto della cuffia. Un gol destinato a rimanere nella memoria dei tifosi, non soltanto per la sua esecuzione, ma per il peso che ebbe in quella corsa. Il Foggia eliminò il Potenza e inaugurò un percorso playoff che lo avrebbe portato a sfiorare una promozione in Serie B clamorosa, partendo da outsider e alimentando, partita dopo partita, una speranza che sembrava inizialmente fuori da ogni pronostico.
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