A Cerignola se Atene piange Sparta non ride. Se il Pd, primo partito del campo largo, è alle prese con l’evidente disgregazione interna, gli oppositori non riescono ancora a trovare la quadra per andare compatti alle urne. Da molti mesi, com’è noto, va avanti il tentativo di costruzione di un ampio fronte civico, che tenga insieme Avanti Cerignola dell’ex sindaco Franco Metta, Cerignola Produce dell’ex salviniano Vincenzo Specchio, i gruppi dell’ex dem Rino Pezzano, Bellapianta, Pippo Liscio, Giurato, Vitullo, dell’ex piddino Tommaso Sgarro. Un fronte che, almeno secondo i propositi iniziali, dovrebbe unirsi al centrodestra - FdI, Forza Italia di Dercole, Noi Moderati di Frisani – ma senza simboli di partito. E’ questa da tempo una delle due condizioni volute in primis dall’ex candidato sindaco Sgarro: che l’alleanza avvenga sotto le insegne del solo civismo e che il candidato sindaco sia realmente terzo e in grado di tenere assieme anime dalla provenienza tanto variegata.
Lunedì scorso si è tenuta l’ultima riunione in ordine di tempo dei vari gruppi civici, cui ha preso parte anche il consigliere comunale e provinciale meloniano Nicola Netti, autosospesosi da Fratelli d’Italia proprio per avere le mani libere e poter aderire al fronte civico. Una riunione finalizzata a far compiere al raggruppamento un passo avanti, definendo la propria tenuta complessiva. Ma le distanze non sono state superate.
Anche volendo cedere rispetto alla rinuncia dei simboli di partito, cosa che comunque non è mai andata giù alla Forza Italia del segretario ed ex assessore comunale Carlo Dercole, resta il problema del candidato sindaco. Come l’Attacco rivelò già molti mesi fa, c’è un accordo tra pezzi di centrodestra e civismo sul nome di Pezzano, che però essendo stato il vicesindaco di Metta non è considerato da altri, come Sgarro, la persona giusta per fare da collante e garantire equidistanza, ovvero chi possa realmente essere garante di tutti. Per chi è contrario all’ipotesi Pezzano, se un accordo ci deve essere non può che riguardare un nome assolutamente terzo, che metta tutti d’accordo. Lo stesso Metta avrebbe compreso tale punto di vista, ma senza riuscire a farlo capire ai suoi.
Difatti sia tra i civici del suo gruppo che nella Forza Italia del genero Dercole alberga invece il convincimento che si debba rispettare la linea individuata da tempo rispetto a Pezzano candidato sindaco. L’ex piddino ha maturato grandi velleità in tal senso, che sarebbero state corroborate anche da Nicola Gatta, che alle scorse elezioni regionali dell’autunno 2025 ebbe proprio in Pezzano uno dei principali sponsor.
Questo stallo rischia di far saltare i piani, che erano realizzare il fronte civico e poi farlo alleare col centrodestra a guida FI. Stando ai rumors, se tale situazione di mancata intesa non venisse superata, l’avvocato Dercole potrebbe scegliere di correre come candidato sindaco del centrodestra. Certo al ballottaggio sarebbe del tutto prevedibile la convergenza tra le due coalizioni, contro il campo largo post Bonito. Ma una simile decisione rappresenterebbe comunque il fallimento di una operazione che per qualcuno poteva avere i numeri per vincere alle urne di primavera già al primo turno. E segnerebbe una (momentanea?) clamorosa separazione di strade tra il suocero Metta e il genero Dercole.
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