Un altro pezzo del primo Foggia in Serie A targato RosaRosa-Pugliese dei primi anni ‘60 non c’è più. All’età di 90 anni Giuseppe Moschioni, uno dei più grandi portieri della storia rossonera, è salito in cielo ieri sera. Nato a Cividale del Friuli il 3 giugno 1936, Moschioni era arrivato al Foggia nel 1963, dopo le esperienze con il Seregno e il Brescia. Il suo acquisto si rivelò fondamentale per la formazione rossonera, che proprio in quella stagione seppe compiere il salto decisivo verso la massima serie.
Nel campionato cadetto 1963-64 il portiere friulano disputò tutte le 38 partite, incassando appena 27 reti. Un rendimento che contribuì alla straordinaria cavalcata dei satanelli, capaci di restare imbattuti per 24 giornate consecutive.
Conquistata la promozione, Moschioni diventò il primo portiere del Foggia in Serie A. L’esordio nella massima serie arrivò il 13 settembre 1964, a Firenze, contro la Fiorentina. Da quel momento difese la porta rossonera per tre campionati consecutivi nella categoria più prestigiosa, accompagnando la squadra nella sua prima, indimenticabile stagione in A, chiusa con un sorprendente ottavo posto.
Il suo nome è legato indissolubilmente anche a una delle domeniche più gloriose vissute allo Zaccheria: il 31 gennaio 1965, quando il Foggia di Oronzo Pugliese sconfisse per 3-2 la Grande Inter di Helenio Herrera, destinata a conquistare quello stesso anno scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale. In quella partita Moschioni fu protagonista di interventi decisivi, compresa una parata finale rimasta nella memoria dei tifosi. Una prestazione che contribuì a rendere leggendaria quella vittoria e a consacrare il portiere friulano nel cuore della gente foggiana.
La sua avventura in rossonero proseguì fino al 1969, per un totale di sei stagioni e 159 presenze secondo le ricostruzioni della stampa locale. Poi le ultime esperienze, prima di chiudere la carriera nel 1970. Ma il legame con Foggia non si è mai spezzato. Anni dopo, ricordando quella parentesi, Moschioni l’avrebbe definita il periodo più bello della sua vita da calciatore, conservando soprattutto il ricordo dei festeggiamenti per la promozione e dell’entusiasmo di una città intera.
Se ne va un altro protagonista di quella generazione che, con Rosa Rosa alla presidenza e il Mago di Turi in panchina, trasformò il Foggia in una realtà capace di stupire l’Italia calcistica. Resta il ricordo di un portiere affidabile, coraggioso e decisivo, che ha attraversato da protagonista gli anni della grande ascesa rossonera.
Per i tifosi, Giuseppe Moschioni non sarà soltanto il portiere della prima Serie A: resterà uno dei volti simbolo di un’epoca irripetibile. Una pagina di storia rossonera che non verrà cancellata dal tempo.
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