Caso Marchitelli, indaga la Finanza e Mignozzi inizia a controllare. Amorese: “Serve andare fino in fondo”

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Mentre la Guardia di Finanza si è attivata, avviando la propria indagine a seguito dell’esposto arrivato in Procura, si attende dal Comune di Foggia l’esito del controllo interno a cura del segretario generale Alfredo Mignozzi, sul caso che ha investito Giuseppe Marchitelli, dirigente a tempo determinato fino al 1° gennaio 2028 e capo di gabinetto della sindaca Marida Episcopo. Una verifica che deve necessariamente essere condotta con scrupolo e serietà dal responsabile anticorruzione, sia perché non si può incorrere nelle mire dell’ANAC sia perché in caso venisse riscontrata l’effettiva veridicità dei fatti citati nell’esposto Mignozzi dovrebbe egli stesso denunciare alla magistratura quanto accertato. Intanto una mozione, primo firmatario il capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Amorese, è stata depositata martedì dagli eletti di centrodestra insieme a Giuseppe Mainiero e Nunzio Angiola, inerente a “Iniziative straordinarie di controllo e verifica sugli affidamenti diretti e forniture sotto soglia con rafforzamento delle misure anticorruzione e dei principi di trasparenza anche in relazione alle recenti vicende di cronaca amministrativa”. Stando ai rumors, anche il M5S è stato fortemente tentato di firmarla, riservandosi di approvarla quando arriverà in aula consiliare. “Negli ultimi giorni sono emerse notizie di stampa ed esposti inviati alla magistratura penale e contabile riguardanti presunte irregolarità nelle procedure di acquisto di beni e forniture informatiche realizzate dal Comune di Foggia”, si legge nella mozione. “Tali ricostruzioni vertono in particolare sull'uso ripetuto dello strumento dell'affidamento diretto sotto soglia (ai sensi dell'art. 50 del D.Lgs. 36/2023) verso un ristretto numero di operatori economici e su presunte violazioni del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti. Pur nel rispetto delle garanzie di legge e del principio di presunzione di innocenza di tutti i soggetti coinvolti, la vicenda rischia di minare la credibilità dell'azione amministrativa e la fiducia dei cittadini nella trasparenza della pubblica amministrazione di Foggia. Allo stato non risulta attivata dalla sindaca né dalla giunta comunale e dal segretario generale in qualità di responsabile dell’anticorruzione, alcuna direttiva di controllo in merito alle notizie di stampa tanto meno come prassi amministrativa”.

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