Consorzio bonifica Gargano, vana richiesta dei regionali alla governance di cambiare rotta: “Commissariateci”
La tensione che da anni si vive all’interno del Consorzio di bonifica del Gargano ha travalicato i confini dell’ente e si è respirata pienamente anche in occasione dell’audizione, in Regione, del presidente Michele Palmieri, assistito dal fido Massimiliano Capezzuto (ex direttore, oggi dirigente e direttore del Consorzio di bonifica Valle del Venafro). Da lungo tempo la Regione interviene del resto criticamente sugli atti della governance consortile, ma mai il nervosismo era deflagrato in superficie come avvenuto lo scorso 14 maggio, quando i due sono stati auditi dalla commissione agricoltura. Dapprima c’era stata l’audizione del 16 aprile, richiesta dalla consigliera regionale Pd Rossella Falcone in ordine alla situazione e alle criticità gestionali del Consorzio garganico, svoltasi alla presenza del presidente della commissione Antonio Tutolo e dell’assessore regionale all’agricoltura Francesco Paolicelli. “Le criticità degli ultimi anni erano state segnalate sia al precedente assessore che alla precedente giunta regionale”, aveva ricordato la viestana. “Segnalazioni arrivate da organizzazioni sindacali e da alcuni sindaci, ma c’è stato anche un dibattito mediatico. C’è la necessità di riallineare la governance alle esigenze del territorio. Ci sono stati casi ricorrenti di mancata condivisione delle scelte, oltre a difficoltà nella gestione e nei rapporti coi lavoratori. Diversi gli interventi della Regione sulla legittimità degli atti dell’ente”, aveva concluso Falcone sollecitando azioni da parte di Paolicelli. L’audito era stato Giovanni Russo - dipendente dal ’94 del Consorzio ed ex responsabile del settore forestale, soppresso dall’attuale governance – che aveva parlato come delegato rsa della Flai Cgil, ma anche in nome e per conto della Fai Cisl. “Gli uffici dell’assessorato hanno emesso una miriade di dinieghi di legittimità sugli atti del Consorzio, ma poi purtroppo nulla è avvenuto”, l’esordio di Russo. “Tra le questioni più macroscopiche c’è stata la nomina del nuovo direttore, per chiamata, nella persona del vicepresidente, figura politico, dimessosi 12 giorni prima, pur non essendo un tecnico e non avendo esperienza nella gestione di un Consorzio di bonifica. Dopo due dinieghi c’è stata l’assunzione e oggi abbiamo un direttore che per noi di fatto è abusivo. Ci chiediamo come mai la Regione non abbia portato avanti quanto previsto dalla legge, peraltro su tale nomina ci sono state note delle sigle sindacali e delle organizzazioni professionali, che hanno evidenziato l’anomalia. Da ultimo il direttore è stato nominato rup dei lavori, altre anomalie enormi non bloccate. Nella nuova pianta organica è stato scelto come dirigente non uno dei quattro interni, ma il direttore di un Consorzio molisano, il quale viene una volta alla settimana. Sono stati fatti inoltre demansionamenti di fatto, assunzioni, promozioni. L’assurdità è che delle cinque figure apicali quattro hanno ricevuto dinieghi dalla Regione, quindi il Consorzio è diretto da figure che non potrebbero stare lì”, aveva aggiunto Russo.
How to resolve AdBlock issue?
(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).