San Severo, dimissioni Salvemini: il casus belli della rottura con Cappetta e i Servizi sociali come bancomat

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Le dimissioni della dirigente hanno riacceso i riflettori anche sui rapporti con il mondo delle associazioni e sulla gestione delle politiche sociali. Tra le testimonianze raccolte c’è quella di Elvira De Santis, presidente dell’associazione Autismo Sansevero: “Ho avuto con lei un rapporto molto superficiale. Durante la sua dirigenza, però, ho seguito un progetto finanziato con una somma residua destinata esclusivamente all’autismo, che era stata già frazionata, anche se non so dire se in maniera corretta o meno. Con lei non ho avuto grossi problemi, perché mi interfacciavo principalmente con una responsabile”. Poi, insieme all’allora assessore alle Politiche sociali Raffaele Bentivoglio, De Santis si rivolse alla dirigente per cercare di dare continuità al progetto: “Successivamente, però, sono andata da lei insieme all’ex assessore alle Politiche sociali, Raffaele Bentivoglio, perché volevamo dare continuità a quel progetto, che aveva avuto un ottimo riscontro sul piano sociale. Soprattutto, volevamo offrire agli adulti che non andavano più a scuola un’opportunità diversa dal solito centro in cui, di fatto, vengono semplicemente accolti. Era un progetto di grande impatto sociale. Per questo siamo andati da lei, con l’obiettivo di trovare le risorse necessarie per poterlo proseguire. Lei mi ha risposto così: “Signora, San Severo spende un milione di euro all’anno solo per garantire gli accessi forzati ai bambini che vengono per i disagi socio-ambientali”. I rapporti tra Silvana Salvemini e Raffaele Bentivoglio, com’è noto, erano tutt’altro che collaborativi. Tra i due, sin dai primi momenti, ci sarebbe stato un forte attrito, che avrebbe finito per rallentare il lavoro nel settore delle Politiche sociali. “Tutti i giorni era una lotta”: così una fonte vicina a l’Attacco descrive il rapporto tra i due.

Uno dei motivi che potrebbe aver contribuito a incrinare i rapporti tra Salvemini e il commissario straordinario Francesco Cappetta potrebbe essere legato al mancato pagamento, a partire da maggio, dei sostegni al reddito. La notizia era esplosa lo scorso 4 settembre, quando Emilio Gravina, rappresentante delle famiglie con familiari disabili, aveva denunciato la situazione di 156 famiglie dell’Ambito territoriale “Alto Tavoliere”, in attesa da quattro mesi dei sostegni economici. “Desideriamo conoscere il motivo per cui l’erogazione dei fondi è stata bloccata e da chi. Chiediamo una risposta veloce e chiara”, era stata la richiesta del portavoce del Coordinamento Famiglie e Disabilità di San Severo. Una situazione che potrebbe aver innescato una bomba già pronta a esplodere.

Mentre l’articolo è in fase di stesura, giunge una nuova indiscrezione. Pare, infatti, che Salvemini fosse stata convocata dal segretario generale per alcune presunte opacità relative alla gara per il Teatro “Verdi” e invitata a rassegnare le dimissioni.

Ma le Politiche sociali, come le ha definite lo stesso Nazario Tricarico, sono un bancomat. Secondo quanto riferiscono i beninformati, nel tempo si sarebbe creato un sistema particolarmente vischioso attorno alle procedure di affidamento gestite dalla dirigenza. l’Attacco ne aveva già scritto circa un mese e mezzo fa, nell’articolo dal titolo “San Severo, la società delle mogli, dei mariti e degli amici: una “serena” commistione di interessi”. Anche in questo caso torna il nome di Gabriele Camillo, funzionario del Comune di San Severo nel settore delle Politiche sociali fino a due mesi fa. “Ai Piani di zona facevano tutto inter nos. Gabriele Camillo portava dritto alla moglie, Anna Sara Del Buono, presidente dell’associazione Fino in Cima. Ed è legato anche a Simona Venditti e a Vincenzo Pacentra, presidente della Cooperativa Sociale Agape”.

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