41 milioni contro la crisi climatica: sette progetti su città, coste, lagune e tratturi per ridisegnare la Capitanata

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Più alberi nelle città, terreni liberati dall’asfalto, habitat costieri da ricostruire e corridoi naturali capaci di ricucire territori oggi frammentati. La Regione Puglia mette in campo complessivamente 41,1 milioni di euro per rafforzare il verde urbano e periurbano, riqualificare la fascia costiera e dare concreta attuazione alla rete ecologica regionale. Una strategia che attraversa tutta la Puglia,  i cui progetti sono stati presentati al Palazzo della Presidenza della Regione dal governatore Antonio Decaro, dall’assessora al Paesaggio e alla Costa Marina Leuzzi e dall’assessora all’Ambiente e al Clima Debora Ciliento. La Capitanata sarà destinataria di sette interventi tra Foggia, Manfredonia, Mattinata, Vico del Gargano e il tracciato del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela. Il nuovo impulso arriva dallo stanziamento di ulteriori 19 milioni e 785mila euro, approvato dalla Giunta regionale per consentire lo scorrimento delle graduatorie dei tre avvisi finanziati attraverso il PR Puglia 2021-2027, nell’ambito della Priorità “Economia verde”. Sommando le risorse già assegnate a quelle aggiuntive, gli investimenti interessano circa 2.296 ettari di territorio. Il programma prevede quasi 588 ettari di verde nuovo o implementato, oltre 260mila piantumazioni e la de-impermeabilizzazione di 107.700 metri quadrati, equivalenti a quasi undici ettari di superfici sottratte al cemento e all’asfalto. “Un grande piano per rendere la Puglia più verde e più resistente ai cambiamenti climatici”, ha spiegato Decaro. L’obiettivo è creare cordoni verdi lungo l’intero territorio regionale e preparare le città agli effetti di temperature sempre più elevate, precipitazioni violente ed eventi estremi. 
Secondo il presidente, la crisi climatica non può più essere affrontata soltanto in termini emergenziali: occorre ripensare gli spazi urbani, riforestare le aree naturali e quelle colpite dagli incendi, eliminare le isole di calore e liberare i suoli dai materiali che impediscono l’assorbimento dell’acqua. La Capitanata entra in tutte e tre le linee d’intervento. Sul fronte delle infrastrutture verdi urbane e periurbane, Manfredonia figura tra i Comuni già ammessi con il progetto di infrastrutturazione verde e di applicazione delle “Nature based solutions” negli ambiti urbani e nelle aree poste ai margini della città. Un intervento che punta, secondo gli obiettivi generali dell’avviso, a recuperare spazi degradati, realizzare corridoi ecologici e aumentare la presenza di vegetazione nelle zone maggiormente antropizzate. Con lo scorrimento della graduatoria viene invece finanziato il progetto “Verde Trasversale – Dalla Villa Comunale Matinum alla Piana degli Ulivi” presentato dal Comune di Mattinata. Il verde diventa così l’elemento di collegamento tra il centro abitato e uno dei paesaggi rurali più caratteristici del Gargano, in una visione che integra qualità urbana, ambiente e identità territoriale.

Complessivamente, la linea dedicata alle città raggiunge una dotazione di 21,97 milioni di euro. Gli interventi coinvolgono circa 308 ettari, prevedono un incremento di 90,5 ettari di verde, quasi 70mila piantumazioni e la restituzione alla permeabilità naturale di 73mila metri quadrati di suolo. Il Gargano conquista un ruolo centrale anche nella riqualificazione della fascia costiera. 
Tra i quattro progetti ammessi grazie allo scorrimento compare “Lagune Sipontine – Riqualificazione ecologica della fascia costiera”, promosso dal Comune di Manfredonia. L’intervento si inserisce in un programma rivolto alla ricostruzione degli ecosistemi costieri, al recupero delle aree umide e della macchia mediterranea, alla rinaturalizzazione e alla rimozione di edifici, asfalto e altri elementi considerati detrattori del paesaggio. Finanziato anche il progetto del Comune di Vico del Gargano per la realizzazione di un’infrastruttura verde e il potenziamento della continuità ecologica tra il territorio e la fascia costiera. In questo caso l’azione riguarderà la rinaturalizzazione e il consolidamento ecologico di alcuni tratti di spiaggia e falesia.

L’obiettivo è rendere più solidi habitat particolarmente delicati, esposti all’erosione e agli effetti sempre più evidenti degli eventi climatici estremi. Alla riqualificazione delle coste sono destinati in tutta la Puglia 9,49 milioni di euro per nove progetti, distribuiti su circa 228 ettari. Si prevedono 57,3 ettari di nuova dotazione verde, circa 67.500 piantumazioni e 22.500 metri quadrati di superfici de-impermeabilizzate. La terza linea, quella relativa alla rete ecologica regionale, interessa direttamente Manfredonia, Foggia e la Provincia. Il progetto “Lagune Sipontine – Attuazione della rete ecologica regionale” rafforza ulteriormente il piano destinato all’area manfredoniana, alla quale vengono dunque assegnati tre distinti interventi: verde urbano, recupero della costa e connessioni ecologiche.

Nel capoluogo dauno sarà realizzato il potenziamento della continuità ecologica e la valorizzazione dell’area di pregio paesaggistico compresa tra il Bosco Incoronata e Masseria Giardino-Palazzo D’Avalos. Un collegamento strategico tra ambienti naturali, zone agricole e testimonianze storiche che punta a contrastare la frammentazione del territorio e a preservarne la biodiversità. La Provincia di Foggia è invece beneficiaria del progetto di riqualificazione ecologica del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, individuato come intervento pilota del Documento locale di valorizzazione. L’antico percorso della transumanza viene considerato non soltanto un bene storico e culturale, ma anche un corridoio naturale da recuperare e riconnettere al paesaggio circostante. La rete ecologica è la misura territorialmente più estesa: nove progetti, 9,65 milioni di euro e circa 1.760 ettari interessati. 

Gli interventi coinvolgeranno boschi, zone umide, gravine, tratturi, habitat e aree agricole, con 440 ettari di verde incrementato, circa 123mila piantumazioni e un assorbimento stimato di oltre 1.800 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Per Marina Leuzzi il verde non può essere più considerato un elemento decorativo, ma deve diventare una vera “infrastruttura climatica” e un criterio ordinario nella progettazione delle città. Debora Ciliento ha richiamato invece il lavoro avviato attraverso la Cabina di regia per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la necessità di creare rifugi climatici nelle aree urbane e periurbane. Una necessità ambientale, dunque, ma anche sociale, soprattutto per proteggere le fasce più fragili della popolazione durante le sempre più frequenti ondate di calore.

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