Si avvicina l’ora delle elezioni per il rinnovo degli organi dei due Consorzi di bonifica della provincia di Foggia, attese in autunno. Nel caso del Consorzio per la bonifica della Capitanata la lunga presidenza affidata a Giuseppe de Filippo (ex numero uno di Coldiretti provinciale) sembra destinata a continuare, tant’è che i rumors parlano di una lista unica delle organizzazioni agricole: questa sarebbe l’intenzione dei vertici provinciali di Confagricoltura, Coldiretti e CIA, concordi nel ritenere che si sia ben lavorato in questi anni. Situazione, invece, del tutto diversa per quanto riguarda il Consorzio di bonifica montana del Gargano, che dall’insediamento della nuova governance nel dicembre 2021 ad oggi non ha mai conosciuto un clima sereno. L’assemblea dei consorziati è stata convocata per il 4 ottobre prossimo, quando chi invoca la discontinuità proverà a scalzare il duo carpinese formato dal presidente uscente Michele Palmieri e dal direttore/ex vicepresidente Michele Tabacco. Il consiglio scadrà il 14 dicembre e non è ancora stata pubblicata la modulistica per partecipare alle elezioni. Si sta lavorando ad un fronte compatto di Confagricoltura, CIA e Coldiretti. Quest’ultima appare più defilata, ma, nell’ambito di una intesa che consideri anche la lista unica per la continuità nel Consorzio foggiano, si mira a trovare la quadra. Quanto a Copagri è commissariata e ha peraltro perso una costola, persone che hanno seguito Palmieri, oggi espressione confindustriale e rimasto legato all’ex presidente Francesco Capacchione, di cui fu vice nell’associazione. Lo stesso Capacchione che accompagnò Palmieri mesi fa quando fu audito a Bari dalla commissione regionale agricoltura, su richiesta della consigliera regionale Pd Rossella Falcone e del presidente Antonio Tutolo. La volontà dell’uscente di ripresentarsi è data per scontata, mentre nello schieramento opposto i nomi di punta saranno – per quanto si sa adesso– quelli dell’ex presidente del Consorzio Giovanni Terrenzio, 67enne imprenditore di Rignano Garganico patron di Prima Bio, e del 37enne olivicoltore di Vico del Gargano Guido Cusmai. Il vichese, che come possibile nuovo vertice rappresenterebbe una ventata di novità e da tempo manifesta tutta la propria delusione di fronte all’operato del cda attuale (in cui rifiutò di subentrare, negli scorsi anni, proprio per dissociarsene), è presidente regionale dei giovani di CIA Puglia oltre che dell’OP olivicola APO Foggia.
Quanto a Terrenzio, l’idea del suo ritorno in sella all’ente del Gargano, che oggi ha sede a Cagnano Varano, è sponsorizzata stando ai beninformati soprattutto dall’amica senatrice sannicandrese di Fratelli d’Italia Annamaria Fallucchi. C’è chi aggiunge che ci sarebbe anche il placet dell’assessore regionale e dominus Pd Raffaele Piemontese, col risultato che a restarne lontano è il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, antagonista di Piemontese. Un’operazione che punterebbe ad avere la “benedizione” anche del presidente della Regione Antonio Decaro.
Il ritorno al passato, con Terrenzio, o il volto nuovo Cusmai? Al momento si punta a vincere contro Palmieri, nella massima coesione possibile tra organizzazioni agricole: nei prossimi mesi si lavorerà per tentare di portare al voto gli agricoltori, ricordando quanto di deleterio avvenne nel 2021, quando dei 30mila aventi diritto si presentarono ai seggi appena 1.500 persone circa, pari al 5%. Un disastro, che insieme alla disgregazione delle organizzazioni agricole favorì Palmieri, che allora era sostenuto dalla piccola Copagri, da cui poi si è allontanato. “Si tenterà anche di spiegare agli agricoltori cosa abbia significato il mandato Palmieri-Tabacco: ampie zone del Gargano sono totalmente abbandonate, al pari della zootecnia. Abbiamo abbandonato l’irrigazione degli agrumi. E l’acquedotto rurale dov’è andato a finire?”, chiedono alcuni agricoltori a l’Attacco.
Dopo le elezioni, se dovesse prevalere la lista degli anti-Palmieri, ci sarà tra le altre cose da affrontare il nodo dei requisiti del vicepresidente diventato direttore, nonostante la Regione avesse espresso la propria contrarietà, negando il visto di legittimità. Ma, come sempre avvenuto anche negli altri casi di dinieghi di Bari, l’ente è andato avanti, come fatto da ultimo per l’avviso ad hoc da direttore dei servizi operativi per l’ex direttore Massimiliano Capezzuto, probabilmente l’ultima partita che Palmieri e Tabacco chiuderanno prima di affrontare le elezioni di ottobre.
Si attende la nomina dei due componenti della commissione esaminatrice espressione del Comune di Cagnano Varano e dello SNEBI (Sindacato Nazionale Enti Bonifica ed Irrigazione) che si aggiungeranno a Palmieri e Tabacco. Ma in prima istanza l’intenzione era quella di nominare una commissione tutta interna per decidere, sulla base del solo confronto tra i curriculum dei candidati, chi dovrà rivestire il ruolo di direttore dei servizi operativi. Oggi, rispetto all’ente il cui statuto ha subito ben tre modifiche (le ultime due a luglio ed agosto), ci si domanda come mai la Regione, pur ritenendo tante volte illegittime le decisioni assunte dal cda, non abbia mai provveduto ad annullare gli atti contestati o commissariare.
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