Un Campo di Formazione e Lavoro “Insieme ai migranti”: è l’iniziativa fortemente voluta dal vescovo, monsignor Giuseppe Mengoli, attraverso la Caritas e l’Ufficio Migrantes della Diocesi di San Severo, per permettere ai giovani di conoscere direttamente la difficile realtà degli insediamenti in cui vivono centinaia di migranti. Il campo “Insieme ai migranti” è cominciato ieri e proseguirà fino al 4 settembre nei ghetti di Torretta Antonacci e Arena, entrambi nell’agro di San Severo. Il campo non si limiterà alle lezioni in aula, ma porterà i partecipanti a vivere momenti di forte impatto umano ed esperienziale direttamente nei luoghi in cui i migranti vivono, spesso in condizioni di marginalità. Diversi i temi e gli obiettivi del percorso: dall’analisi dei dati e del quadro normativo al rapporto tra migrazioni e rete dei servizi, dal focus sul Polo SU.PRE.ME. e sul Villaggio Don Bosco di Foggia al fenomeno del caporalato e del lavoro agricolo, fino alla fase conclusiva dedicata alla verifica e alla progettazione. A guidare i partecipanti saranno esperti, operatori sociali, esponenti ecclesiali e rappresentanti del Terzo Settore. A tutti i partecipanti sarà rilasciato un diploma di partecipazione al Campo. L’iniziativa ha preso il via ieri mattina negli spazi della Caritas di San Severo, con una prima lezione in aula. Dopo la presentazione affidata a don Andrea Pupilla, direttore della Caritas di San Severo, e don Nazareno Galullo, direttore di Migrantes San Severo, è seguito l’intervento di Antonio De Maso, direttore della Fondazione “Siniscalco Ceci - Emmaus”, che ha illustrato il progetto SU.PR.EME. e le sue principali finalità. I saluti del vescovo Mengoli sono stati scanditi da una domanda che ogni partecipante al Campo dovrebbe porsi: “Perché siamo qui?”. Una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata, alla quale l’Attacco ha chiesto di rispondere a Maria Vittoria, studentessa di Torremaggiore e volontaria della Caritas, tra le giovani iscritte all’iniziativa: “Ho deciso di partecipare a questo corso di formazione perché, stando a contatto con persone fragili, ho capito che potrei essere d’aiuto e vorrei esserlo proprio per queste persone. Voglio avvicinarmi a questa realtà per cercare di offrire il mio contributo nel modo migliore possibile”. Il momento centrale della mattinata è stata la lezione di Leonardo Palmisano, scrittore, sociologo, giornalista ed editore, che ha illustrato ai 25 partecipanti al Campo le criticità e le storture del sistema migratorio.