Il rapporto tra Episcopo e le forze che nel 2023 ne hanno sostenuto la candidatura è ormai ai minimi termini. Tra queste c'è anche Azione, che oggi, attraverso il segretario cittadino Michele Bruno, non risparmia critiche alla sindaca e al suo modo di gestire la maggioranza. Bruno ne ha parlato con il direttore de l'Attacco Piero Paciello, alla presenza dell'ex assessora Daniela Patano.
La verifica di maggioranza si è giocata soprattutto sul Piao. L'unico risultato è stato la defenestrazione degli assessori Patano e Frattarolo. Patano ha parlato anche di pressioni sul piano assunzionale. È così?
Bruno: Il Piao era il punto principale della verifica. Si pensava di ridisegnare la pianta organica, individuando anche il direttore generale. Un'azione concertata con tutte le forze politiche, che condividevano l'operato della nostra assessora Patano. Dopo le Regionali, stranamente, Daniela è diventata il capro espiatorio. Sembra quasi che fosse lei il problema di Foggia. La verifica non ha prodotto nulla, se non l'inserimento di un socialista. Di programmatico non c'è nulla, siamo fermi come prima. L'obiettivo, quindi, era mettere fuori gioco i nostri.
Patano, rifarebbe oggi l'intervista rilasciata a giugno a l'Attacco?
Patano: Certo. Non ho nulla da nascondere.
Nel ridisegno della pianta organica c'erano questioni care al Pd?
Patano: Non ho mai avuto modo di portare la questione alle riunioni tecniche dei capigruppo, perché sono stata fatta fuori prima. Ad oggi il nostro capogruppo Frattulino ci dice che una riunione, la settimana scorsa, non è andata a buon fine. E i motivi sono noti.
Quindi, fino alla fine del suo mandato, non c'è stata un'interlocuzione politica sul tema?
Patano: C'era una chat con tutti i consiglieri di maggioranza. Ho fatto veicolare il documento ricevuto da Marchitelli tramite la presidente Azzarone, che dopo tre volte lo ha pubblicato nella chat. Dai messaggi risulta che non si è mai parlato di sedersi a tavolino prima della verifica. E, nonostante tutto, nel Consiglio successivo è stato proprio Frattulino a mantenere il numero legale, che altrimenti sarebbe saltato.
Segretario, qual è il vostro giudizio politico sulla verifica?
Bruno: Assolutamente negativo. Non è cambiato nulla, anzi la situazione è peggiorata. Riteniamo che l'obiettivo fosse accontentare un gruppo a scapito del nostro, dopo l'esito delle Regionali. La geografia politica è mutevole, una maggioranza solida non può basarsi sui continui rivolgimenti. Bisogna attenersi al programma e dare risposte ai cittadini, non al singolo consigliere temporaneo.
Perché ha fallito Episcopo?
Bruno: Ha tradito le attese di rinnovamento. La gente aspettava una speranza, la prima donna sindaco della città. Rispetto al programma non siamo solo in ritardo, ma non siamo proprio partiti.
Ci sono anche limiti personali?
Bruno: Sul piano umano nulla da dire. Politicamente, però, ha dimostrato di non essere adeguata al ruolo.
Quando avete capito che l'esperienza di Patano era finita?
Patano: A maggio. Io e Frattulino avevamo capito che c'era astio nei nostri confronti. Poi Episcopo non si è più fatta sentire. Mi ha licenziata con una Pec.
Dopo questa esperienza, c'è spazio per un'operazione civica trasversale a Foggia, che superi le logiche di schieramento?
Bruno: Sì, ritengo che in questa fase storica possa prendere piede un patto per la città, mettendo insieme le migliori espressioni della società civile e ciò che di buono c'è ancora nei partiti.
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