Rifiuti, roghi e fumi tossici, il WWF chiede controlli nelle campagne “Non diventino Terra dei fumi”

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La campagna foggiana non può diventare una terra di nessuno. È l’allarme lanciato dal WWF Foggia di fronte al fenomeno dei roghi notturni e al proliferare di discariche abusive nelle aree periurbane e rurali del territorio. Un quadro che, secondo l’associazione ambientalista, rischia di trasformare l’agro in una nuova “Terra dei fumi”, con conseguenze che riguardano non soltanto il decoro e la tutela del paesaggio, ma anche la qualità dell’aria, del suolo e delle falde. Le segnalazioni provenienti dalle campagne raccontano di cumuli di rifiuti che vengono progressivamente alimentati e, in alcuni casi, dati alle fiamme durante le ore notturne. Una pratica che rende ancora più difficile individuare i responsabili e che, secondo il WWF, richiede un rafforzamento dei controlli soprattutto nelle aree più periferiche e nelle borgate. A preoccupare sono anche i materiali che finiscono nei roghi.  Tra questi, il WWF segnala manichette utilizzate per l’irrigazione a goccia, teli per la pacciamatura e vassoi in polistirolo utilizzati nel vivaismo, oltre a rifiuti urbani e scarti riconducibili ad attività agricole, artigianali e commerciali. La combustione incontrollata di rifiuti può produrre emissioni nocive e, proprio per questo, l’associazione chiede che la natura dei materiali presenti nei siti venga verificata attraverso specifici accertamenti ambientali. Particolare attenzione viene richiesta per i materiali che potrebbero contenere amianto, la cui eventuale presenza dovrebbe essere accertata attraverso campionamenti e analisi tecniche. 
Tra le aree indicate dal WWF c'è Tratturo Camporeale, una delle antiche direttrici rurali del territorio foggiano, che secondo le segnalazioni raccolte dall'associazione sarebbe interessata dalla presenza di numerosi cumuli di rifiuti. Macerie, laterizi, materiali provenienti da demolizioni, imballaggi, scarti riconducibili alle attività produttive e agricole e materiali di diversa natura sarebbero stati abbandonati lungo il tratturo e nelle strade limitrofe. L'area indicata comprende il quadrante tra via Napoli, la Statale 16 e strada del Salice Nuovo, dove il problema dell'abbandono dei rifiuti si intreccia con quello dei roghi abusivi. Il WWF chiede che vengano effettuati sopralluoghi tecnici e una precisa caratterizzazione dei materiali presenti, anche per verificare l'eventuale presenza di rifiuti pericolosi. Un passaggio necessario, sottolinea l'associazione, prima di procedere alle operazioni di rimozione e bonifica.

Per il WWF non è sufficiente intervenire quando il danno è già stato prodotto. Occorre agire anche sul fronte della prevenzione, aumentando la presenza e la capacità di controllo nelle aree maggiormente esposte agli abbandoni e agli incendi. Da qui l'appello alla sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, agli assessori competenti e agli organi di polizia affinché vengano predisposti controlli mirati, anche nelle ore notturne, nelle zone rurali e nelle borgate. Tra le richieste dell'associazione ci sono anche l'utilizzo di fototrappole e droni dotati di termocamere, strumenti che potrebbero consentire di monitorare le aree più vulnerabili e individuare tempestivamente eventuali focolai. Il WWF chiede inoltre il coinvolgimento degli organi specializzati nei reati ambientali, affinché attraverso gli elementi eventualmente rinvenuti nei cumuli di rifiuti – dagli imballaggi alle etichette, fino ad altri materiali riconducibili a specifiche attività – possano essere effettuati accertamenti sulla provenienza degli scarti e sulle responsabilità degli abbandoni.

C'è poi il tema delle bonifiche. Per l'associazione ambientalista, rimuovere i rifiuti è indispensabile, ma non sufficiente se le aree continuano a essere utilizzate come discariche abusive. Il rischio, infatti, è quello di assistere a un continuo ciclo di abbandono, bonifica e nuovo abbandono, con costi a carico della collettività e un progressivo deterioramento delle aree rurali. Il WWF sollecita quindi anche un confronto con l'Asl per definire eventuali indicazioni precauzionali e garantire alla popolazione residente informazioni trasparenti qualora gli accertamenti dovessero evidenziare situazioni di particolare rischio. L'associazione propone infine la costituzione di un tavolo tecnico permanente che coinvolga Comune, Prefettura, forze dell'ordine e organismi competenti in materia ambientale. L'obiettivo è quello di costruire una strategia coordinata contro l'abbandono dei rifiuti e la combustione illegale, intervenendo sia sulla repressione sia sulla prevenzione. Per il WWF, la tutela dell'agro foggiano non può essere considerata una questione marginale. Le campagne rappresentano una parte essenziale del territorio e del paesaggio della provincia. Lasciare che discariche abusive e roghi continuino a moltiplicarsi significherebbe, secondo l'associazione, consegnare alla collettività un territorio sempre più degradato. E proprio da qui nasce l'appello: Foggia non diventi la nuova “Terra dei fumi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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