De Bellis: “Il declino di San Severo si è costruito nel tempo. Guardate le tonnellate di guano sul Comune”

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Nicolangelo De Bellis, imprenditore e produttore culturale originario di San Severo, è protagonista da oltre trent’anni nel settore della comunicazione e della produzione audiovisiva. Dopo gli studi al DAMS di Bologna e alla scuola di cinematografia di Roma, ha fondato e dirige HGV Italia, realtà che nel tempo ha spostato il proprio baricentro dalla comunicazione pubblicitaria alla produzione di contenuti multimediali e alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le nuove tecnologie. Con HGV ha realizzato numerosi allestimenti e progetti per musei, castelli e parchi archeologici in Italia, utilizzando ricostruzioni 3D, realtà aumentata, video immersivi e strumenti digitali. Tra le esperienze figurano gli interventi al Museo di Santa Scolastica a Bari, al Castello Carlo V di Lecce e in diversi siti archeologici. Il legame con San Severo rimane centrale. È amministratore di HGV Italia e ha prodotto e sviluppato il San Severino Lab, progetto immersivo dedicato alla storia della città, con l’attore Enrico Lo Verso nel ruolo dello storico Matteo Fraccacreta. Il suo percorso comprende anche la produzione cinematografica: nel 2022 ha firmato la produzione di “Faragola. Un mondo ritrovato”, mentre nel 2024 ha prodotto “Il sogno e la materia”, documentario sui teatri pugliesi. Fino all’ultimo progetto, “Migliori amiche”, il docufilm diretto da Luciano Toriello e prodotto da De Bellis, dedicato all’omicidio di Nadia Roccia, avvenuto a Castelluccio dei Sauri nel 1998. l’Attacco lo ha intervistato.

Conosceva l’ex dirigente ai Servizi Sociali, Silvana Salvemini?

L’ho incontrata una sola volta, al massimo due, per parlare della gestione della Palazzina Liberty. Le avevo suggerito di fare un appalto pubblico da riservare magari a delle cooperative sociali, ma mi risulta che non abbiano fatto una cosa del genere, demandando tutto alla Pro Loco. Dopodiché, non ne ho saputo più nulla. La notizia delle sue dimissioni l’ho appresa proprio da voi e sono rimasto sbigottito.

Che impressione le aveva fatto?

Mi era sembrata una persona abbastanza rigida dal punto di vista del formalismo. Per il resto, le notizie che avevo ricevuto non erano molto positive. Da quello che intuisco, c’erano probabilmente posizioni che non collimavano con quanto lei voleva e faceva.

Che giudizio si è fatto dei dieci anni di sindacatura Miglio?

Con Miglio ci siamo incontrati diverse volte. Credo abbia avuto dei pregi, ma anche dei grossi difetti. I pregi sono indiscutibili: è stato capace di captare tantissimi soldi. Ma si è chiuso in un cerchio magico che gli ha fatto perdere il contatto con la città.

E che rapporto ha avuto con l’allora assessora alla Cultura, Celeste Iacovino?

All’inizio è stato un rapporto molto feroce, poi, siccome vincemmo il bando della Palazzina Liberty, lo abbiamo un pò recuperato.

Arriviamo all’amministrazione Colangelo. Come ha visto questa breve esperienza politica?

Con la precedente amministrazione non correvano buoni rapporti, gente messa insieme con lo scotch e che non è stata in grado di produrre assolutamente nulla. In particolare, Colangelo ha fatto delle gaffe che sono politicamente ingiustificabili. Anche se, devo essere onesto, con la Giuliani, che conoscevo già quando era assessora a Foggia, mi sono visto un paio di volte per pensare a progetti di valorizzazione culturale del nostro territorio. Poi, non mi sembra che ci siano stati grossi risultati.

A San Severo ha prodotto e sviluppato la sala immersiva San Severino Lab. Ha trovato il giusto sostegno da parte dell’amministrazione comunale?

Nessuno di loro è venuto per capire cosa sarebbe potuta diventare. Bisogna ringraziare solo il parroco e i suoi collaboratori parrocchiali, che gratuitamente si sono attivati.

A cosa adduce il declino che sta vivendo la città di San Severo?

Il risultato dell’amministrazione uscente è semplicemente un ritorno di un malessere strutturale, culturale, che è anche precedente alla gestione Miglio. Se vogliamo fare una sintesi della tua domanda, potrebbero essere le tonnellate di guano che sono state ritrovate sulla torretta di Palazzo Celestini. È un declino che si è costruito nel tempo. Ho da diverso tempo lanciato un allarme, ma credo di essere inascoltato. Siamo una malattia in stato terminale. Se prima, con qualche palliativo, si poteva tirare avanti, oggi non è più così. Non ci sono le competenze utili per progettare il futuro di una città.

Cosa crede serva per risollevarla?

O San Severo elegge delle persone con dei profili di alta qualità amministrativa, nel senso che devono essere esperti di diritto amministrativo e avere capacità organizzative, riqualificando anche tutta la tecnostruttura e mettendola pure nelle condizioni di poter lavorare con velocità e competenza, forse c’è qualche piccola speranza. Se invece alle prossime amministrative usciranno fuori nomi arcinoti solo perché devono soddisfare gli appetiti dei vari circoli politici, disinteressandosi della città, allora è già chiaro cosa accadrà.

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