Centotto lavoratori, altrettanti contratti in scadenza e un interrogativo che pesa tanto sulle famiglie quanto sulla continuità dei servizi sanitari. Il 30 settembre termineranno i rapporti di lavoro di due distinti contingenti di personale impiegato attraverso agenzie di somministrazione: 40 operatori del servizio 118 e 68 ausiliari-pulitori impegnati negli ospedali e nelle strutture sanitarie della provincia di Foggia. A pochi giorni dalla scadenza non è stata ancora comunicata una soluzione definitiva. A chiarire, però, quanto sia stretta la strada per un’ulteriore prosecuzione dei rapporti è Massimo Russo, da poco tornato alla guida di Sanitaservice della Capitanata. Intervistato dai microfoni de l’Attacco, l’amministratore unico non alimenta aspettative: “La soluzione non la conoscerà nessuno fino al primo ottobre – afferma – ma ritengo molto improbabile che possa esserci una proroga. Ci sono diversi aspetti da considerare e non tutte le posizioni sono uguali”. Russo richiama innanzitutto la necessità di procedere attraverso una selezione pubblica. Un percorso che, a suo giudizio, non può essere sostituito da una successione di proroghe destinate soltanto a rinviare il problema. “Una proroga di uno, due o tre mesi non risolverebbe nulla – spiega –. Dobbiamo domandarci se esista un’alternativa a una procedura pubblica e la risposta è no. Prima si affronta il problema nel modo corretto, meglio è. Più si aspetta e più la situazione diventa difficile”. L’amministratore unico ricorda, inoltre, che tra gli interinali potrebbero esserci condizioni differenti. Alcuni lavoratori potrebbero aver già raggiunto il limite delle proroghe consentite, mentre altri potrebbero avere ancora margini. Una distinzione che rischierebbe di produrre disparità e alimentare nuove tensioni. “Bisognerebbe verificare ogni posizione – osserva Russo – e questo potrebbe significare consentire la prosecuzione del rapporto ad alcuni e non ad altri. Ma poi sarebbe necessario spiegare con assoluta trasparenza perché a una persona viene detto sì e a un’altra no”. La strada indicata resta quindi quella di una procedura aperta, alla quale potranno partecipare anche migliaia di candidati. Un passaggio che non offre, tuttavia, alcuna garanzia di conferma agli operatori attualmente in servizio.
“Non possiamo alimentare false aspettative – ribadisce –. A una selezione pubblica possono partecipare moltissime persone e non esiste alcuna certezza che vengano assunti gli stessi lavoratori che oggi operano attraverso le agenzie interinali”.
Parole che arrivano mentre cresce la preoccupazione delle famiglie coinvolte. I 68 ausiliari-pulitori hanno diffuso un comunicato per denunciare il rischio di rimanere senza lavoro e senza reddito dal primo ottobre.
“Siamo 68 famiglie foggiane senza futuro”, scrivono, ricordando di aver garantito per anni, ogni giorno, la pulizia e la sanificazione di reparti, pronto soccorso e sale operatorie. “Il nostro è un lavoro invisibile ma essenziale per la sicurezza di pazienti e operatori”, sottolineano. I lavoratori chiedono alla Regione, all’Asl e ai vertici di Sanitaservice una proroga immediata e l’avvio di una procedura pubblica che tenga conto dell’esperienza acquisita sul campo.
Analoga è la situazione dei 40 operatori del 118. Il loro eventuale venir meno potrebbe incidere sull’organizzazione di un servizio già sottoposto a forti pressioni. Il problema, dunque, non riguarda soltanto il futuro occupazionale degli interinali, ma anche la capacità di continuare a garantire tutte le attività svolte fino a oggi. Russo riconosce apertamente il valore del lavoro assicurato dal personale in scadenza. “Partiamo dal presupposto che il 90-95 per cento di questi lavoratori è stato utilizzato in maniera assolutamente appropriata – sottolinea. Hanno svolto legittimamente e correttamente le proprie mansioni”.
La domanda principale è cosa accadrà dal primo ottobre se i contratti non saranno prorogati. Secondo l’amministratore unico, sarà necessario rivedere l’organizzazione e stabilire quali attività debbano essere garantite senza riduzioni e quali, invece, possano essere rimodulate.
“Se questi lavoratori verranno meno, sarà inevitabile contrarre alcuni servizi e individuare quelli indispensabili – spiega Russo. Si dovrà procedere a un’ottimizzazione. Un servizio assicurato per nove ore al giorno, per esempio, potrebbe essere ridotto a otto”. Una valutazione che non potrà essere compiuta soltanto da Sanitaservice. Le decisioni dovranno essere assunte lungo la filiera che coinvolge la società in house, l’Asl Foggia e la Regione Puglia. Saranno questi soggetti a dover stabilire come affrontare la riduzione del personale e assicurare la continuità delle prestazioni più importanti.
Russo chiede soprattutto chiarezza nei confronti degli operatori. “Mi auguro che ci siano la massima trasparenza, comunicazione e conoscenza della situazione – conclude. I problemi si risolvono soltanto quando tutti sanno esattamente di cosa si sta parlando. Non servono chiacchiere o parole improprie. Mi preoccupa soprattutto che possano essere create false aspettative, perché dobbiamo metterci nei panni di chi lavora”.
Per i 108 interinali, intanto, l’incertezza resta. La scadenza del 30 settembre si avvicina e, in assenza di decisioni differenti, dal giorno successivo Sanitaservice dovrà fare i conti contemporaneamente con l’uscita dei lavoratori e con la necessità di riorganizzare servizi essenziali per l’intera sanità della Capitanata.
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