Panza (PD) spiega nomine ASE: “Principio di rotazione, niente correnti”, ma visure Troiano e Lupoli dicono altro

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La vicenda delle nomine del Collegio sindacale dell’ASE - che fino a pochi giorni fa sembrava destinata a restare confinata tra voci di corridoio e qualche malumore interno alla maggioranza - si è trasformata in un caso politico. La ricostruzione pubblicata su queste colonne venerdì scorso ha scoperchiato un pentolone che ribolliva da tempo – riprendendo la metafora usata nella precedente occasione -, riportando al centro del dibattito cittadino una partecipata che, paradossalmente, era rimasta ai margini dell’attenzione pubblica nonostante la sua importanza strategica. Il presidente individuato per il Collegio sindacale ASE è Franco Troiano, che viene indicato come persona vicina al Sindaco Domenico la Marca, di cui ha curato la rendicontazione elettorale, e alla civica Molo 21. Poi c’è Gaetano Lupoli, che sarebbe stato voluto dall’assessora all’Ambiente Rita Valentino; c’è Michele Angelo Ciuffreda, cugino di Paolo Campo; infine Teresa Mele. Il segretario cittadino del Partito Democratico, Matteo Panza, ha voluto stabilire un contatto diretto con il giornale per fornire la sua versione dei fatti e, soprattutto, spiegare il metodo adottato per le nomine. Il principio ispiratore – a suo dire - è stato la rotazione. Smentisce favoritismi di sorta o interferenze esterne rispetto agli organi aziendali deputati perchè nessuna scelta è stata dettata da logiche di corrente politica. “Noi abbiamo dato seguito a un principio di rotazione che ripetiamo dal primo giorno che ci siamo insediati”, afferma Panza a l’Attacco. E aggiunge che la scelta dei nuovi componenti del Collegio sindacale sarebbe stata guidata dalla necessità di evitare di nominare chi aveva già ricoperto incarichi analoghi con il Comune o con le sue partecipate. “Franco Troiano non l’ha mai fatto. Michele Ciuffreda non lo ha mai fatto. Teresa Mele era supplente, ma avevamo l’obbligo di inserire una donna”, precisa. “L’altra candidata disponibile era Anna Maria Impagnatiello, ma aveva già svolto due mandati consecutivi”. Durante la conversazione, ciò che emerge è che l’Amministrazione comunale avrebbe semplicemente applicato un criterio oggettivo. “Le candidature sono sempre le stesse - dice ancora -. Si ripetono negli anni. C’erano professionisti eccellenti, però avevano già ricoperto il ruolo. È stato semplice optare per chi non lo aveva mai svolto”. Motivazioni che puntano a smontare le accuse di Nicola Mele, il quale nella sua lettera pubblica aveva riferito pure di aver subìto “atto censorio” a suo danno, da parte di un esponente politico citato nella relazione di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose.

Sarà probabilmente vero che alcuni professionisti che avevano partecipato al bando per diventare componenti del Collegio sindacale ASE non avevano mai ricoperto incarichi nell’azienda in-house del Comune di Manfredonia, è altrettanto vero che Franco Troiano e Gaetano Lupoli - oggi rispettivamente presidente del Collegio sindacale e revisore legale - risultano aver avuto rapporti diretti con il Comune e con le sue partecipate in passato.

La visura storica della Gestione Tributi S.p.A. – società partecipata dal Comune e poi posta in liquidazione – mostra che Troiano ha ricoperto il ruolo di sindaco dal 2013 al 2016. Non solo, dal momento che la sua storia professionale lo vede presente anche in ASE, con cariche ricoperte tra il 1998 e il 2006. Lo stesso vale per Gaetano Lupoli, nominato revisore legale dell’ASE. La sua scheda del Registro Imprese mostra che è stato revisore unico della Gestione Tributi dal 2019 al 2022 e sindaco dal 2013 al 2016. Anche lui, dunque, ha ricoperto incarichi di controllo in una società direttamente collegata al Comune di Manfredonia. 

Informazioni che non smentiscono necessariamente la buona fede del metodo, ma piuttosto aprono un’inevitabile domanda: la rotazione è stata applicata davvero in modo rigoroso, oppure è stata interpretata in modo elastico per adattarsi alle candidature disponibili?

Panza respinge anche l’idea che la parentela di Michele Angelo Ciuffreda con Paolo Campo abbia avuto un peso. Anzi, ribalta la prospettiva perché sostiene che “negli anni, Michele ha pagato il fatto di essere parente di Paolo, con cui tra l’altro non ha rapporti”.

Il segretario del PD insiste nel difendere la trasparenza del metodo adottato. “Noi non entriamo nelle questioni che riguardano ASE - afferma -. Diamo solo un indirizzo politico. Per i professionisti che si sono candidati andava valutata anche l’offerta economica”. Panza rivendica una linea di condotta che, a suo dire, dovrebbe essere “più apprezzata in città”, soprattutto in un contesto in cui per anni si è parlato di incarichi e di scelte poco trasparenti.

Non può mancare anche un passaggio sulle dinamiche interne al PD sipontino, che avevamo descritto come una pentola a pressione pronta a esplodere. Panza respinge l’idea di una rottura con Paolo Campo, definendo “inverosimili” le voci circolate in città. “Siamo amici – dice – non c’è mai stato nessun problema. Le dinamiche elettorali si superano, siamo un partito maturo”. E spiega, inoltre, che non lavora più con il marito dell’assessora Rita Valentino – suo collega nella Polizia Locale – per esigenze organizzative. “Ci hanno dovuto dividere perché serviva esperienza nei due turni. Non siamo nemmeno più nello stesso turno”.

La questione delle delibere di nomina che non risultano pubblicate sul sito del Comune e dell’ASE trova una spiegazione tecnica: “Il collegio sindacale va registrato in Camera di Commercio - afferma Panza -, ecco perché non sono ancora pubblici quegli atti. Credo potranno esserlo a breve”. 

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