“Sulla carta mille euro, in mano trecento”: Federica ha lasciato Foggia e oggi insegna in una scuola di Praga

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Sulla carta erano mille euro al mese per un tempo pieno. Nella realtà una parte di quella somma andava restituita in contanti, e quello che restava erano trecento euro: per il primo e il secondo mese. Poi, se il lavoro fosse stato giudicato all’altezza, aumenti da cinquanta euro alla volta, fino a un massimo di seicento. Era la migliore delle proposte che Federica Stella Nardo si è sentita fare da un asilo privato di Foggia. La chiama ancora “la fregatura più dignitosa”, racconta a l’Attacco. Nardo ha trentadue anni, è nata e cresciuta a Foggia, dove ha conseguito il diploma di ragioneria e poi la laurea triennale in Scienze dell’educazione e della formazione, nel 2021. Subito dopo il servizio civile in un asilo, concluso l’anno seguente. È a quel punto che ha cominciato a cercare lavoro: prima in città, poi al nord, infine all’estero. Oggi vive a Praga e insegna sostegno in una scuola ceca. Le altre offerte ricevute a Foggia le riassume così: “La somma che proponevano era più o meno la stessa: 300-400 euro, a nero, tutte le mattine dal lunedì al sabato”. In un caso, racconta, le venne chiesto anche di lavare i pavimenti dei bagni e i sanitari. “La prima cosa che non ho ritenuto accettabile”, dice. Il punto, per lei, non è solo il compenso. Un educatore socio-pedagogico progetta attività e fissa obiettivi didattici, e può lavorare nei servizi territoriali, nelle comunità per minori, nella formazione. “Spesso invece associano la figura dell’educatore al semplice cambio di pannolini, quando in realtà c’è molto di più dietro”. Il riconoscimento formale è arrivato tardi, e non è ancora arrivato del tutto: la professione è stata definita per legge solo nel 2017, con la cosiddetta legge Iori, e l’albo è stato istituito nell’aprile del 2024, con la legge 55 che ha creato l’Ordine delle professioni pedagogiche ed educative. A due anni di distanza però gli albi non sono ancora stati formati e il termine per iscriversi è stato prorogato tre volte: l’ultima al 31 marzo 2027. Fino alla loro formazione si può esercitare anche senza aver presentato domanda. Al nord è andata poco diversamente. Un colloquio telefonico con una responsabile nel Milanese si concluse con una domanda che Nardo ricorda ancora: se avesse qualcuno da cui stare, o un aiuto economico, perché lo stipendio si aggirava sui mille euro. “Ho percepito un reale interesse da parte sua, cercava di capire la fattibilità dell’assunzione”. Mille euro, osserva, potevano bastare a chi a Milano viveva già. A chi doveva trasferirsi, no.

La decisione è maturata lì. Ha iniziato a candidarsi all’estero, a Praga e a Cracovia, e in Polonia il lavoro l’aveva già trovato: biglietti comprati, partenza fissata. Sette giorni prima di partire ha fatto un ultimo colloquio a Praga, arrivato tramite una segnalazione del fratello. “Ci credevo poco, ma tentai lo stesso”. Due giorni dopo, mentre era a Roma, la chiamarono per farle l’offerta. Scelse Praga.

Un pezzo di quella scelta va detto, ed è lei la prima a dirlo: a Praga aveva la famiglia. Ha doppia cittadinanza, italiana e ceca, dal lato materno ha zii e cugini in città, e vive con il fratello e la sorella nella casa di famiglia. “Per me significa un pensiero in meno per il costo degli affitti”. Non ha affrontato la voce di spesa che a Praga pesa di più: l’affitto.

I primi anni li ha passati nelle multinazionali, nell’area finanziaria, dove il diploma di ragioneria è tornato utile più della laurea. Contratti a termine, un trasferimento a Bratislava, e la sede in cui lavorava, dice, chiusa per ragioni economiche, con le attività spostate prima in Grecia e poi in Turchia. “Il mondo delle multinazionali non fa per me”, dice oggi: da qui il ritorno alla scuola, l’ambito per cui aveva studiato.

Qui il confronto tra i due Paesi diventa netto. Per insegnare sostegno in Italia elenca la laurea magistrale, il tirocinio formativo attivo a pagamento e i crediti in discipline psicopedagogiche, passati negli anni da ventiquattro a sessanta. “Praticamente, in Italia fanno di tutto per farti entrare il più tardi possibile nel mondo del lavoro”. In Repubblica Ceca la sua laurea triennale italiana è considerata, dice, altamente qualificante; per accedere al ruolo basterebbe un diploma seguito da un corso annuale con tirocinio, e serve almeno un livello B1 di ceco. 

Gli stipendi non sono alti, ma le scuole “li cercano come il pane”. Poi ci sono i servizi. Praga ha tre linee di metropolitana e una quarta in costruzione, con una frequenza di due o tre minuti nei giorni feriali e attese che nel fine settimana non superano i dieci. L’abbonamento annuale costa 3.650 corone, circa centocinquanta euro, e comprende anche i treni urbani; sopra i 65 anni si viaggia gratis. “Sono precisi come un orologio svizzero”, dice lei. “Nulla a che vedere con Foggia”.

A Foggia, e in Italia, non tornerebbe: “Gli stipendi non sono ancora adeguati al costo della vita, e si finisce per fare troppi sacrifici a fronte di poche tutele”. La parte più onesta è quella in cui guarda a chi viene dopo. Andarsene oggi, dice, richiede un cuscinetto economico iniziale non indifferente, e chi non ha una rete familiare alle spalle “si trova davanti a un muro”. Restano le formule per aggirarlo -  l’au-pair, i programmi di mobilità europea - e resta il consiglio di non avere paura di guardare oltre i confini nazionali. Lo dice chi quella rete ce l’aveva: una casa di famiglia a Praga, un fratello che le ha segnalato il colloquio giusto. Senza, ammette, si parte molto più in salita.
(Luca De Marco - l’Attacco)

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet