Il Governo ha annunciato l’abolizione del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza e per tutti i motocicli, definendola “una delle tasse più odiate dagli italiani”. La misura, che sarà formalizzata nel Consiglio dei ministri, riguarda oltre il 70% delle auto circolanti e tutti i motocicli: in totale circa 14,5 milioni di veicoli. Ogni cittadino potrà però beneficiare di una sola esenzione, un dettaglio che lascia intendere che chi possiede più mezzi dovrà scegliere quale agevolare.
Le famiglie che utilizzano utilitarie e vetture di media cilindrata, la maggioranza del parco circolante locale, vedranno sparire una voce di spesa che negli ultimi anni era diventata sempre più pesante, anche a causa delle differenze regionali nel calcolo del tributo.
La Capitanata è un territorio dove il pendolarismo è strutturale: studenti che si muovono verso Foggia, lavoratori che raggiungono la zona industriale o le aree agricole, operatori sanitari che coprono turni negli ospedali del capoluogo e di San Severo, Cerignola, San Giovanni Rotondo e Manfredonia. In questo contesto, l’abolizione del bollo non è solo un alleggerimento fiscale, ma un segnale politico che intercetta un bisogno reale: ridurre i costi fissi della mobilità privata.
Restano però nodi aperti. Non è ancora chiara la soglia di potenza che separerà le auto esentate da quelle che continueranno a pagare, né la decorrenza effettiva della misura. E soprattutto manca la definizione delle coperture per le Regioni, che oggi incassano il gettito del bollo: un tema che potrebbe generare tensioni anche in Puglia, dove il bilancio regionale è già sottoposto a pressioni significative.
Per capire quanto sarà davvero conveniente – e sostenibile – bisognerà attendere il testo definitivo. Nel frattempo, milioni di automobilisti foggiani possono intravedere un risparmio concreto in un momento in cui ogni costo, anche il più piccolo, pesa.
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