La Vieste del turismo: quest'anno un inizio stagione un po' lento, ma agosto resta la grande partita

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Un inizio d’estate caratterizzato da qualche incertezza, a dispetto di un agosto che anche quest’anno si preannuncia essere il mese decisivo della stagione turistica viestana. Se giugno e buona parte di luglio hanno fatto registrare un andamento un tantino meno brillante delle aspettative, soprattutto in alcune settimane, le prenotazioni per il mese più atteso dell’anno lasciano intravedere uno scenario sostanzialmente in linea con quello del 2025. Tra le voci più autorevoli collezionate da l’Attacco c’è quella di Nicola Abatantuono, titolare del Lido Delfino, secondo cui il bilancio della prima parte della stagione va letto senza allarmismi: “Abbiamo avuto a giugno un piccolo calo e anche a luglio un leggero decremento”, spiega, attribuendo parte della flessione al meteo instabile che ha caratterizzato le settimane successive al ponte del 2 giugno. “Il turismo di prossimità, se non fa caldo, non si muove”. Ma è soprattutto sul mese di agosto che concentra l’attenzione: “Io credo che la tendenza sarà quella di sempre, non mi aspetto niente di diverso dagli anni precedenti. Stiamo in un andamento buono, non negativo, ma neanche positivo”. Una valutazione condivisa da Pasquale Bua, responsabile del Pirola Beach, che commenta: “Le aspettative erano alte, ma la stagione è partita abbastanza a rilento. C’è stato un piccolo calo rispetto all’anno scorso, niente di drastico”. Guardando invece alle prenotazioni, il prospetto per l’immediato futuro cambia sensibilmente: “Per agosto siamo più o meno in linea con gli altri anni. Nelle due settimane centrali siamo praticamente al completo e rispecchiano quello che accade normalmente”. Anche a detta di Bua il mese di agosto costituisce quindi il vero spartiacque della stagione. E sulla medesima lunghezza d’onda si colloca pure Antonio Cocomazzi, proprietario dell’Hotel Lido, che asseriesce: “Penso che nessuno avrà grossi problemi ad agosto. Le difficoltà ci sono state a giugno e nei primi due terzi di luglio, ma ad agosto tutte le aziende chiudono e la gente, gioco forza, va in vacanza”. Per l’albergatore la differenza rispetto al passato non riguarda tanto il numero dei turisti quanto la durata del soggiorno: “Prima si fermavano una settimana o dieci giorni. Oggi si concentrano sull’infrasettimanale o sul weekend e le permanenze lunghe si vedono soprattutto ad agosto”. E aggiunge una frase che sintetizza lo stato d’animo di molti operatori: “Agosto è sempre stato il mese che mette la pace a tutti”. Un giudizio leggermente più ottimistico arriva invece da Annalisa Mazzone, titolare del Lido Helios, che racconta di aver registrato risultati persino superiori alle attese: “Francamente noto un leggero aumento rispetto agli altri anni. Anch’io temevo un calo per il costo del carburante e per il contesto internazionale, invece ho lavorato bene sia a giugno che a luglio”. Anche lei, perciò, prevede un agosto senza particolari sorprese: “Le tre settimane centrali prospettano il pieno. Sarà un agosto normale, come gli altri anni”.

Pur con sfumature differenti, gli operatori convergono dunque su un punto: agosto dovrebbe riportare la stagione sui binari consueti. Ma se le presenze sembrano tenere, è il comportamento dei turisti ad essere cambiato in modo evidente. “La gente in ferie ci va”, osserva Abatantuono. “Se però ha meno disponibilità, spende di meno. I consumi sono quelli che ne subiscono le prime conseguenze”. Una riflessione condivisa praticamente da tutti gli intervistati. Per Bua “pochissimi rinunciano alla vacanza, ma devono tirare un pochettino la cinghia”. La conseguenza di ciò è lapalissiana: “Chi trascorre una settimana qui magari non mangia al ristorante tutti i giorni. Lo fa due o tre volte e per il resto cerca di arrangiarsi”. Cocomazzi conferma che “i numeri sono più o meno gli stessi”, ma osserva come “le persone abbiano ristretto i periodi di permanenza”. Tante richieste, numerosi preventivi, ma soggiorni sempre più brevi: “Alla fine vengono due o tre giorni e magari tornano a settembre per un altro fine settimana”. Una tendenza già evidenziata in precedenza a l’Attacco anche da Nicola Scala, dell’Hotel delle More, secondo cui gli ospiti “una volta arrivati spendono molto meno negli extra”, e da Francesca Vescera dell’Hotel Portonuovo, che aveva parlato di un turista sempre più attento al budget e di prenotazioni concentrate sotto data.

Per Annalisa Mazzone il fenomeno riguarda soprattutto il turismo familiare, sul quale ha costruito la propria attività. “Le famiglie stanno un po’ più attente”, racconta. Proprio per questo motivo ha scelto di non aumentare il costo della spiaggia rispetto allo scorso anno: “I prezzi degli ombrelloni sono rimasti gli stessi. Avevo paura che la crisi potesse frenare le prenotazioni”. Una decisione che, almeno finora, sembra aver dato i risultati sperati. Le differenze emergono anche osservando le varie zone della città. Abatantuono, che opera in un’area caratterizzata soprattutto dal turismo giornaliero, evidenzia quanto il caldo condizioni gli arrivi: “Quando le temperature aumentano, il turismo di prossimità si muove”. Diversa la situazione descritta da Bua, che lavora a stretto contatto con campeggi e villaggi turistici della baia di Santa Maria di Merino: “Qui arrivano ospiti da tutta Italia, mentre il turismo provinciale pesa soprattutto nel weekend”.

Se agosto confermerà le aspettative, sarà certamente una buona notizia, ma sarebbe un errore considerarla un punto d’arrivo. Piuttosto, dovrebbe indicare il punto di partenza per affrontare, con una visione di lungo periodo, le sfide che gli stessi operatori hanno indicato con estrema lucidità. L’evolversi del turismo viestano si vedrà infatti da quanto si riuscirà a essere attrattivi dopo il ferragosto, quando l’alta stagione sarà alle spalle. Accanto ai dati della stagione, gli operatori tornano a indicare le criticità che continuano a frenare il comparto. Per Abatantuono “il problema più grosso resta l’accessibilità”. “Siamo difficilmente raggiungibili. Se avessimo collegamenti migliori, soprattutto con il mercato internazionale, sarebbe tutto più semplice”, afferma, esprimendo un concetto ripreso anche da Bua, secondo il quale “sono le infrastrutture che incidono sia sulle imprese sia sui visitatori”. Sul fronte della destagionalizzazione, invece, prevale ancora lo scetticismo. Cocomazzi non usa mezzi termini: “In tredici anni non l’ho mai vista. La stagione inizia quando chiudono le scuole e finisce quando riaprono”. Una considerazione che si ritrova, seppure con toni diversi, anche nelle parole di Annalisa Mazzone, che individua proprio nel calendario scolastico uno dei principali limiti. “Il fatto che le scuole riaprano così presto ci penalizza tantissimo. Settembre è ancora un mese bellissimo per il mare e molte famiglie verrebbero volentieri, ma sono costrette a rientrare”.

Ciò che ne viene fuori è una stagione senza particolari scossoni, ma segnata da un’evoluzione ormai evidente delle abitudini di viaggio. Giugno e parte di luglio hanno rallentato la corsa, anche per effetto del meteo e di una minore capacità di spesa delle famiglie. Agosto, però, si prepara ancora una volta a sostenere il peso dell’intera stagione. Resta da capire se basterà a compensare un mercato che continua a cambiare e che chiede, sempre più chiaramente, infrastrutture migliori, collegamenti efficienti e una strategia che possa ampliare i canonici quaranta giorni dell’estate garganica.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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