"La situazione del distretto della sinistra del fiume Ofanto è ormai giunta a un punto di non ritorno, soprattutto a causa delle gravi inefficienze gestionali del Consorzio Unico di Basilicata". A lanciare l'allarme è il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Nicola Gatta, che evidenzia che l'attuale crisi idrica è altamente deleteria per l'agricoltura della Capitanata e dell'area meridionale foggiana (Ascoli Satriano, Candela, Stornara, Stornarella, Cerignola e parte della BAT).

Nelle parole del Sindaco di Apricena, Antonio Potenza, pronunciate alla vigilia di Suoni in Cava, la rassegna artistica che ogni anno anima la Cava dell’Erba non rappresenta soltanto un evento, ma “racconta quello che Apricena vuole essere: una città capace di valorizzare la propria identità e, nello stesso tempo, di aprirsi a un pubblico sempre più vasto”. Ad aprire l’edizione di quest’anno sono stati i Pooh che, il 19 agosto, hanno ripercorso 60 anni di carriera con un viaggio emozionante tra brani senza tempo, grandi successi e ricordi condivisi. Il 21 agosto è stata poi la volta di Enrico Brignano con Bello di mamma!, il suo nuovo one man show. Comicità, ironia e irresistibili riflessioni sulla vita quotidiana si sono intrecciate in uno spettacolo travolgente, regalando al pubblico risate, ritmo e momenti di autentico divertimento. Questa sera, alle 21.30, sul palco della Cava dell’Erba salirà invece Giorgio Panariello con E se domani…, uno spettacolo originale che guarda al futuro attraverso la sua inconfondibile ironia. A chiudere la rassegna, che avrebbe dovuto ospitare anche Claudio Baglioni, costretto a rinviare al 2027 il suo tour estivo a causa di una polmonite interstiziale acuta, ci sarà domani l’EMBI Festival, l’appuntamento di musica elettronica dedicato soprattutto ai giovani, con la partecipazione dei tre collettivi Only For Clubbers, 4TheVibez e House of Vibes. L’EMBI Festival sarà a ingresso gratuito, ma l’accesso sarà consentito previa registrazione nominativa. Un meccanismo che, nel giro di poche ore dall’apertura delle iscrizioni, ha fatto registrare oltre 2mila adesioni, confermando l’interesse per un appuntamento rivolto a un pubblico diverso da quello delle serate precedenti. Il sold out registrato per i Pooh e Brignano è un risultato che, stando alle ultime informazioni, dovrebbe essere replicato anche questa sera con Panariello. Domani, con il calare del sole, la cava cambierà volto: una lunga line-up di dj, molti dei quali originari del Foggiano, animerà la notte apricenese fino all’alba. Un primo bilancio dell’edizione odierna di Suoni in Cava, per la quale è stata investita una cifra che si aggira attorno al mezzo milione, lo traccia il Sindaco Antonio Potenza, che ai microfoni de l’Attacco parla con orgoglio di un prodotto made in Apricena: “Siamo veramente contenti, perché questa manifestazione cresce ogni anno di più, con artisti sempre più importanti e di fama. Sono tante le agenzie di management e di spettacolo che si propongono e tanta la gente che arriva da ogni parte d’Italia: dalla nostra città, dalla provincia, dalla regione e anche da fuori regione. Molti turisti in vacanza sul Gargano approfittano di questa bella manifestazione per trascorrere una serata ad Apricena. Poi c’è l’importanza della nostra pietra, perché per noi Suoni in Cava rappresenta anche un motivo di orgoglio: racconta la nostra storia, la nostra identità e la nostra ricchezza naturale. È il segno del lavoro di tutte le persone che oggi lavorano nel settore, di quelle che ci hanno lavorato per decenni e di quelle che non ci sono più, che hanno lavorato nelle cave quando non c’erano i mezzi d’opera e le tecnologie di oggi e si lavorava tutto a mano. Quindi, cultura, spettacolo, turismo, ricchezza ed economia: tutto questo genera un indotto importante, perché ne beneficiano i locali, i ristoranti, i B&B e tante altre attività. E poi c’è la felicità delle persone che assistono agli spettacoli. La macchina organizzativa è imponente e va davvero ringraziata: dalle forze dell’ordine alla Prefettura, che quest’anno ci ha dato anche l’onore di partecipare, e di questo siamo veramente contenti. Picchio Management, GR Show, Friends & Partners e Vurro Concerti sono tutti partner che lavorano con noi in sinergia, insieme all’Amministrazione, ai nostri dipendenti comunali, all’Ufficio Tecnico e alla Polizia Locale. Insomma, è un importante lavoro di squadra, perché gestire eventi di questa portata, con grandi flussi di persone, non è mai facile. Quando poi vedi che va tutto bene, ti senti ripagato anche dei tanti sacrifici che si fanno”.

Sulle mappe della musica mondiale, il punto rosso ha bucato anche la Puglia. I grandi eventi sono diventati una vera e propria cassa di risonanza mediatica, capace di portare il brand Puglia sui media nazionali e internazionali. È il caso, soprattutto, dei festival di musica elettronica che, dalla Valle d’Itria al Salento, hanno acceso i riflettori su una regione conosciuta fino a qualche anno fa quasi esclusivamente per il turismo balneare. Le cave, in particolare, hanno contribuito a costruire una nuova idea di Puglia: meno stantia, più contemporanea, vivace e capace di parlare a un pubblico internazionale. Il Panorama Festival, giunto alla quinta edizione nelle Cave del Duca di Lecce, è oggi uno degli appuntamenti di musica elettronica più riconosciuti in Europa. L’edizione 2026 ha registrato oltre 50mila presenze complessive, con un pubblico arrivato da 55 Paesi. Secondo l’analisi sull’impatto economico dell’evento, nei tre giorni del festival il territorio ha raggiunto circa il 98% di occupazione delle strutture ricettive. L’impatto, però, non riguarda soltanto la domanda turistica, ma anche la filiera produttiva che ruota attorno alla manifestazione. L’analisi SROI relativa all’edizione 2025 evidenzia il coinvolgimento di oltre 40 aziende pugliesi nella realizzazione del festival, con ricadute sulla produzione tecnica, gli allestimenti, la comunicazione, la logistica, la sicurezza, la mobilità e i servizi. Tra i principali input economici figurano 1,2 milioni di euro destinati agli artisti, 350mila euro per la produzione tecnica e 200mila euro per marketing e comunicazione, oltre all’attivazione di centinaia di addetti tra staff, sicurezza, accoglienza e servizi operativi. Ogni anno il Panorama Festival coinvolge oltre 500 persone tra staff e volontari, contribuendo anche alla formazione e allo sviluppo di competenze nei settori degli eventi, dello spettacolo dal vivo e dell’hospitality. In Valle d’Itria, il Polifonic Festival, giunto alla nona edizione, richiama ogni anno circa 35mila presenze. Si stima che tra il 20 e il 23% del pubblico provenga dall’estero, con un effetto immediato anche sul mercato ricettivo: le ricerche di alloggi a Locorotondo arrivano a registrare un incremento del 120% rispetto alla settimana precedente al festival.

Foggia è il capoluogo italiano che perde più residenti verso altri Comuni. Lo dice l’elaborazione firmata da Michela Finizio sul Sole 24 Ore del 24 agosto: nel triennio 2023-2025 la città registra un saldo migratorio interno di 19,48 residenti in meno ogni mille abitanti, pari a 2.844 persone, ultima su 106 capoluoghi. Il numero che conta non è il primo posto: è il distacco. Alle sue spalle ci sono Nuoro a 16,63, Crotone a 16,58, Reggio Calabria a 16,53, Milano a 16,27 e Napoli a 15,5. Tra il primo e il secondo posto corrono 2,85 punti, tra il secondo e il sesto ne corrono 1,13. Foggia non guida un gruppo di città con punteggi simili: è prima, staccando il plotone appaiato. È un fenomeno che in tre anni ha portato Foggia a perdere 2.844 residenti soltanto nei trasferimenti verso altri Comuni italiani. È una differenza che sposta la spiegazione dalle condizioni generali del Mezzogiorno a qualcosa che riguarda precisamente questa città. L’elaborazione considera i dati Istat sui trasferimenti di residenza pubblicati il 3 agosto e calcola la differenza tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche, distinguendo gli spostamenti verso Comuni della stessa provincia, della stessa regione e di altre regioni. Nascite e decessi sono esclusi. Dire che Foggia ha perso 2.844 abitanti non equivale quindi a dire che ha 2.844 residenti in meno: è un saldo netto tra chi è andato via e chi è arrivato da altri Comuni italiani, e non contiene il bilancio naturale, negativo da anni. C’è poi un dettaglio interessante: al quinto posto della stessa graduatoria compare Milano, con 22.099 residenti persi. La città considerata più attrattiva d’Italia è tra le prime cinque per emorragia interna. Il paradosso si scioglie guardando la composizione dei flussi. Milano perde 28.262 residenti verso i Comuni della sua area metropolitana e 12.661 verso il resto della Lombardia, ma ne guadagna 18.824 dalle altre regioni e 45.662 dall’estero: il saldo complessivo è positivo per 23.563 persone. Napoli perde 3.543 residenti verso l’hinterland e 1.935 verso il resto della Campania, ma soprattutto 8.751 verso le altre regioni; l’estero ne riporta 9.692 e il risultato resta negativo per 4.537 unità, il peggiore fra tutti i capoluoghi. Due modi opposti di perdere residenti, dietro posizioni vicine: nel primo caso si esce dalla città restando nella stessa area, nel secondo si esce dalla regione. A quale dei due modelli appartenga Foggia la pagina non lo dice. La scomposizione per destinazione è pubblicata soltanto per Milano, Roma, Torino, Napoli e Bologna, mentre per il capoluogo dauno compare solo il dato aggregato. È proprio qui che si colloca la replica dell’assessore alle Attività Economiche Luigi Iorio: chi si trasferisce a San Severo, Cerignola o Manfredonia cambia indirizzo senza abbandonare il proprio centro di vita e di lavoro, e migliaia di studenti fuori sede vivono in città senza risultare all’anagrafe.

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