Il coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia Foggia interviene sulla candidatura della città al titolo di «Città europea dello Sport», presentata dall'amministrazione comunale come un traguardo prestigioso.
“Riteniamo doveroso fare chiarezza verso i cittadini: non si tratta di un riconoscimento dell'Unione Europea. Il titolo è assegnato da ACES Europe, presieduta da Gian Francesco Lupattelli, e da ACES Italia, presieduta dal figlio Vincenzo: associazioni non profit di natura privata, non la Commissione né il Parlamento europeo. L'aggettivo «europea» indica un programma dell'associazione, non un'investitura comunitaria. Lo dimostra il fatto che ogni anno il titolo vada a numerose città insieme, anche extra UE: per il 2026 figurano centri di Regno Unito, Albania, Kosovo, Serbia e Turchia, mentre nel 2025 sono state otto le sole città italiane. Non esiste alcuna gara continentale con un'unica vincitrice”.
“Che le cerimonie si tengano talvolta nei locali del Parlamento europeo non ne muta la paternità: ospitare un evento non significa promuoverlo. Siamo di fronte a un vero e proprio business. ACES assegna quasi venti tipologie di premi e, salvo i titoli riservati alle capitali, più città possono detenerli contemporaneamente. L'iter prevede una quota di partecipazione, la «Fee as candidate», oltre al dossier e alla visita di una commissione di valutazione: attorno ai riconoscimenti si è costruito un circuito a pagamento, con costi non trascurabili per gli enti locali. Applicando i tariffari pubblicati sui siti di ACES, una media di 5.000 euro per valutazione e l'ipotesi che ogni candidata ottenga il titolo, aggiungendo la quota di designazione, l'introito annuo di ACES Europe supererebbe il milione di euro. Il nodo è politico prima ancora che semantico, e per questo rivolgiamo all'amministrazione domande precise”.
“Quanto costa complessivamente la candidatura? Quale somma è stata o sarà versata ad ACES o a soggetti collegati? Quante risorse pubbliche saranno impegnate per commissione, eventi, comunicazione e trasferte? Con quali risultati misurabili per la pratica sportiva dei foggiani, per gli impianti e per le società che chiedono spazi e manutenzioni? Foggia ha bisogno di palestre agibili, campi curati e sostegno ai giovani atleti, non di un bollino da esibire. Mentre spende denaro dei cittadini per un titolo autoreferenziale, che ha il sapore della propaganda, l'amministrazione non ha ancora detto come intenda migliorare le infrastrutture sportive: non esiste alcun documento programmatico, e non c'è impianto in città che non richieda interventi di manutenzione”.
“Le esperienze di altre città, da Chieti a Seregno, mostrano come il titolo alimenti polemiche su impianti inadeguati e consulenze, mentre i problemi strutturali restano irrisolti. Un titolo non sostituisce gli investimenti veri né potrà coprire le carenze dell'impiantistica cittadina. Fratelli d'Italia vigilerà su ogni euro e chiede trasparenza totale prima di qualsiasi impegno di spesa”.
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