Ex caserma Miale, dopo 4 mesi neanche l’ombra della nuova gara Unifg: solo 2 affidamenti diretti per supporto

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Per quanto le questioni relative all’edilizia e ai lavori pubblici necessitino di tempi lunghi e incorrano solitamente in ostacoli e intoppi di ogni tipo, lo stallo esistente nell’Università di Foggia appare ormai innegabile. In tre anni dall’insediamento della nuova ed attuale governance, guidata dal rettore Lorenzo Lo Muzio, il settore dell’edilizia è una vera nota dolente. La delega è assegnata alla prorettrice vicaria Donatella Curtotti. La vicenda più singolare è quella dell’ex caserma Miale, per cui si attende ancora l’indizione della nuova gara. La prima, da oltre 17 milioni di euro – relativa all’affidamento dell'appalto integrato avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori relativi all’intervento di ristrutturazione, rifunzionalizzazione e cambio di destinazione d'uso - fu indetta a luglio 2025 e, come rivelato in esclusiva da l’Attacco, annullata dopo molti mesi di stallo col ritiro di tutti gli atti a causa delle numerose criticità segnalate dal presidente dell’ANAC - Autorità nazionale anticorruzione, Busia. A lungo incerta sul da farsi, Unifg decise infine a giugno scorso di rifare la gara dopo la rassicurazione arrivata da Roma in merito ai fondi ministeriali. Il 5 maggio l’Ateneo aveva chiesto al MUR (Ministero dell’Università e della ricerca) di voler confermare “che l’eventuale rinnovo della procedura di gara non incida sull’assegnazione del finanziamento e che lo stesso, in tal caso, resti confermato”. Il MUR fornì riscontro il 16 giugno scorso, comunicando, tra l’altro, che “preso atto delle motivazioni addotte dall’Ateneo ai fini dell’eventuale rinnovo delle procedure di gara, si fa presente che non sussistono i presupposti per provvedere alla revoca del finanziamento concesso, purché l’Ateneo si adoperi tempestivamente al fine di rimuovere le criticità rilevate dall’ANAC e consentire l’avvio dei lavori, dando conto nei prossimi monitoraggi ministeriali del nuovo cronoprogramma degli stessi”. Nessun termine perentorio nella risposta ministeriale ma quel “tempestivamente” faceva capire che si sarebbe dovuto procedere quanto prima. Eppure ad oggi dell’indizione della nuova procedura non c’è neanche l’ombra e da giugno sono già trascorsi inutilmente altri quattro mesi. Cinque anni, invece, sono passati dallo stanziamento della Regione, a fine 2021, da 7,5 milioni di euro per consentire ad Unifg di acquistare l’ex scuola di polizia, mentre a oltre oltre due anni fa risale l’ottenimento dei fondi per 12,7 milioni di euro dal Ministero. Nel frattempo si sono alternati due rettori ma non si ha la minima idea di quando l’opera potrà essere conclusa.

Lo scorso 23 giugno il cda di Unifg dichiarò l’improcedibilità della procedura e dispose il ritiro del bando di gara e degli atti endoprocedimentali correlati e successivi relativi alla procedura aperta per l’affidamento dell’appalto integrato, compresi il disciplinare di gara, il capitolato speciale d’appalto e ogni ulteriore documento di gara allegato. Fu incaricato il rup di avviare, “con la massima urgenza compatibile con le esigenze della corretta progettazione, il processo di integrazione e adeguamento della procedura di gara e del PFTE, in conformità alle indicazioni contenute nella nota di definizione del presidente dell’ANAC del 30 marzo 2026” (e in particolare: completamento degli elaborati strutturali relativi alla porzione soggetta a demolizione e ricostruzione, Corpo C, e alla realizzazione del piano interrato, con particolare riguardo alla valutazione del rischio sismico, alla progettazione delle fondazioni e alle strutture di contenimento; adeguamento del PFTE ai contenuti minimi essenziali previsti dagli artt. 6‑21 dell’Allegato I.7 al decreto legislativo n. 36/2023; integrazione delle planimetrie delle interferenze con i pubblici servizi; avvio preventivo della conferenza dei servizi finalizzata all’acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie, al fine di garantire la massima stabilità del quadro autorizzativo e prevenire il rischio di successive varianti progettuali; revisione dei corrispettivi per la progettazione, con inclusione della remunerazione dei precedenti livelli progettuali, in conformità alla disciplina applicabile; adeguamento dei requisiti di qualificazione per la componente strutturale in misura proporzionata e attinente all’oggetto e al valore dell’appalto), provvedendo altresì ad adeguare il computo metrico al nuovo prezziario regionale delle opere pubbliche della Puglia.

Il cda autorizzò il rup (responsabile unico del progetto) al tempestivo riavvio delle attività propedeutiche alla riedizione della procedura di gara e gli demandò la predisposizione di un cronoprogramma aggiornato delle attività. Risale invece al 30 settembre l’approvazione da parte del cda della revisione dell’assetto organizzativo del Settore edilizia. Oggi si attende di leggere quali delibere siano state assunte, rispetto alla Miale ed altre fondamentali questioni edilizie, in quella stessa seduta del 30 settembre, atti non ancora pubblicati.

Nel frattempo sono stati fatti due affidamenti diretti, entrambi a firma del dirigente Matteo Di Trani.

 Il primo, del 12 ottobre, è in favore di ETP - Engineering Tecno Project srl, che aveva presentato un preventivo di spesa di 17mila euro, oltre Cassa e IVA, per il servizio di supporto tecnico-giuridico specialistico al rup per le fasi di indizione, allestimento, pubblicazione ed espletamento della procedura di gara. Una impresa di Mola di Bari, fondata dall’ingegnere Vito Leonardo Casulli, che offre servizi tecnici di ingegneria e consulenza in materia di appalti pubblici. “Questa amministrazione deve procedere all’espletamento di una procedura di gara aperta sopra soglia europea per l’affidamento della progettazione e dell’esecuzione dei lavori”, scrive Di Trani, che cita la richiesta dell’ingegnere e rup Michele Turchiarelli e la necessità di un suo affiancamento per le attività di inserimento e pubblicazione tramite piattaforma telematica della gara al fine di ridurre i tempi di espletamento della procedura.

Invece il 19 ottobre Di Trani ha decretato di affidare il servizio di rilievi e di indagini geognostiche coadiuvanti la redazione della relazione geologica, geomorfologica e idrogeologica per l’intervento di ristrutturazione e riconversione funzionale della ex caserma Miale all’operatore Pro-geo sas, per un importo pari a 39.000 euro, oltre IVA. Una spesa che graverà sul progetto Patti territoriali. “L’intervento indicato è ad alto grado di complessità e il rup ha segnalato l’esigenza di avvalersi di professionalità specifiche”, spiega il dirigente. Si tratta dell’impresa barlettana specializzata in indagini geognostiche e geofisiche, nata nel 2005 dalla collaborazione tra i geologi Leonardo Moni, Amerino Pieroni e Alessio Biagioni. 

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