Crisi agricoltura, 480 mln per gli autotrasportatori. Di Battista: "Contestazione tardiva, inutile e dannosa"

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Il fronte della mobilitazione degli autotrasportatori prosegue in Capitanata da ormai sette giorni. Il presidio alla stazione di servizio Tamoil di Lucera vede accanto al comparto trasporti anche quello agricolo con postazioni fisse di trattori e tir. Nella mattinata di ieri, come previsto, il tavolo ministeriale con i rappresentanti delle categorie sindacali degli autotrasportatori ed il Ministro Salvini ha avuto luogo. Dalla Prefettura di Milano la categoria ha spuntato un miliardo di euro, come è stato annunciato dal viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi. “Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d'imposta sarà ovviamente nel 2027”, ha detto il viceministro Rixi. “Da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430, che ora sono diventati 480 milioni circa, per azzerare tutte le domande che sono pervenute fino al 30 di agosto, che è l'ultima finestra che è stata aperta”, ha aggiunto. Le misure erano già state anticipate in mattinata dal ministro Matteo Salvini. Intanto, nel corso della mattinata di ieri, si è tenuto un incontro promosso dall’Associazione Nazionale Mastri Oleari di cui è presidente l’imprenditore olivicolo lucerino, Nicola Di Battista e la GDO. “L'incontro a cui ho partecipato questa mattina (ieri, ndr) al quale hanno preso parte le varie sigle sindacali e i rappresentanti della grande distribuzione organizzata, ha riguardato lo stato di emergenza in cui versa il comparto. Nella medesima circostanza, ho esposto i temi che l’associazione pone ed ha avuto come esito la volontà di avviare un percorso di differenziazione ben netta, nella distribuzione, tra l’olio extravergine d'oliva dell'Unione Europea o extra Unione Europea, per poi giungere anche alla creazione di settimane dedicate alle campagne promozionali all’interno della grande distribuzione organizzata. Ci auguriamo che le nostre proposte vengano accolte in maniera fattiva al più presto”, conclude l’imprenditore olivicolo. Domani, invece, a partire dalle ore 15,30, la Senatrice Anna Maria Fallucchi ha invitato, con l’On Giandonato La Salandra, una delegazione al MASAF per un confronto aperto con il sottosegretario all’agricoltura, con delega all’olivicoltura, Patrizio La Pietra, per affrontare le questioni relative al comparto. Sentito da l’Attacco, Nicola Di Battista, consigliere comunale di minoranza, esponente di FDI e olivicoltore, presidente dell’associazione “Mastri Oleari” sostiene l’inconsistenza della mobilitazione, ritenuta tardiva e dannosa nei confronti degli altri concittadini e delle altre categorie produttive. “Come imprenditore del comparto agricolo non posso non essere vicino alla protesta e condividerne le ragioni alla base, ma ritengo che essa sia tardiva rispetto a quanto viene chiesto afferma -. Vero è altresì che il Governo ha risposto con due tavoli che si tengono quest’oggi (ieri, ndr), ma reputo sconcertante che ci siano state passerelle politiche, come quella del Sindaco Pitta, che è il primo cittadino di tutti e non solo dei manifestanti”, ha sostenuto il consigliere meloniano, scagliandosi contro l’opportunità del primo cittadino di rendersi parte della mobilitazione, come tutti gli esponenti del centro destra lucerino che nella mattinata di ieri hanno anche diramato un comunicato stampa sull’argomento.

“A mio modo di vedere si tratta di una protesta che andava fatta molto prima, i problemi del comparto agricolo e dei trasporti non nascono ieri, questa mobilitazione ha portato a dei disagi per altre categorie di lavoratori che offrono servizi imprescindibili per la collettività, come il settore sanitario, zootecnico e della raccolta rifiuti comunale. Ritengo che il Sindaco poteva gestire diversamente la sua vicinanza ai manifestanti, farlo in maniera differente, pur essendo presente al presidio ma non in questa misura, evitando di strumentalizzare gli studenti, assicurando, invece, le libertà di altri cittadini e categorie – ha proseguito Di Battista, ritenendo di tenere fuori gli studenti dalla protesta -. È certamente bello vedere ragazzi prendere di petto le situazioni, ma è anche vero che non tutti tra costoro sono consapevoli di cosa si sta discutendo. Non si può andar dietro a certe battaglie senza conoscerne le cause, sentirei ciascuno di essi per capire cosa sanno di questa protesta. Ritengo tardiva questa mobilitazione sul piano agricolo, anche in rapporto a cosa sta accadendo in altre regioni italiane”, ha precisato Di Battista, parlando poi dell’inconsistenza sul piano dei risultati rivendicati dai manifestanti e delle responsabilità che per l’imprenditore olivicolo e esponente di FDI sono da attribuire alla sola Unione Europea, le cui indicazioni sul piano della transizione ecologica e di un’Europa più verde, hanno delle evidenti ripercussioni sul settore agricolo e sulle tradizioni fonti energetiche.

“Come mai la protesta per il reddito agricolo è limitata al solo Mezzogiorno e non anche a Marche ed Umbria, regioni dove gli agricoltori ed olivicoltori stanno tranquillamente lavorando, vendendo il loro olio al giusto prezzo – ha aggiunto -. Qui da noi mancano azioni politiche di settore, la politica è stata miope fino ad oggi e ora vediamo cosa sta accadendo, dopo tre anni di benessere per il settore olivicolo che ha beneficiato di prezzi altissimi, sapendo che tali prezzi sarebbero calati, certamente non così tanto da provocare grosse perdite, non rispetto al guadagno, ma al costo. Il comparto che rappresento sta pagando il prezzo di scelte sbagliate. Ritengo che non sia giusto puntare il dito sul governo di centro destra che si sta dando da fare, ma le responsabilità rientrano in un discorso generalizzato che vede direttamente coinvolta l'Unione Europea, le cui scelte hanno portato ad avere in Italia meno raffinerie, vista la tendenza verso il green. Quanto alle responsabilità italiane, se mi limito al mio settore, è evidente che siamo indietro anni luce rispetto ad altri Paesi, l’importazione dei dazi ci sta penalizzando molto e opportuno sarebbe bloccare temporaneamente l’importazione dai paesi extra UE. Il mio frantoio è stato fermo, stiamo ripartendo, ma siamo in attesa che gli agricoltori si rimettano al lavoro. Il fermo di questi giorni penalizza molto il prodotto olivicolo sul piano strettamente qualitativo. Per coloro che stanno manifestando, credo che un’azione forte sarebbe stata quella di bloccare veramente il raccolto e di prevedere un coordinamento e non muoversi così, a compartimenti stagni. L’incontro al quale ho preso parte ieri mattina con i rappresentanti della GDO è stato positivo, spero solo che si passi dalle parole ai fatti e che le proposte non si fermino ad una semplice chiacchierata”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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