Sette anni dopo, è ancora interdittiva antimafia per la foggiana PFC srl: vano tentativo di cedere l’impresa

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Una nuova interdittiva antimafia a distanza di ben sette anni dalla precedente. E’ quanto avvenuto rispetto alla foggiana PFC srl, ovvero la Progetto Finanza Capitanata dei soci ed edili Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata. Un ennesimo colpo di scena nella vicenda travagliatissima, sotto tanti aspetti, del cimitero comunale. Era ottobre 2019 quando l’Attacco svelò in anteprima che l’allora prefetto di Foggia Raffaele Grassi aveva adottato un’altra interdittiva antimafia collegata alle due, clamorose, emesse nelle precedenti settimane nei confronti di Adriatica Servizi e CTM, entrambe riconducibili a Trisciuoglio e Insalata. L’analogo provvedimento fu assunto nei confronti di PFC, che gestiva (e gestisce tuttora) per conto del Comune di Foggia i servizi cimiteriali. Ebbene, risale al 24 marzo 2026 la nuova interdittiva, firmata dal prefetto Paolo Giovanni Grieco. Lo si scopre solo ora perché, nelle scorse ore, il Comune capoluogo ha motivato il recesso vincolato - ai sensi e per gli effetti degli articoli 92, comma 3, e 94, comma 2, del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, sugli effetti delle informazioni interdittive antimafia - dalla convenzione stipulata in data 28 luglio 2011 con PFC srl, con riferimento alla concessione della gestione dell'impianto crematorio (con scadenza originaria al 2041). Il dirigente dei lavori pubblici, Tullio Daniele Mendolicchio, nella propria determina del 19 ottobre scorso, ha disposto il recesso “sin d’ora, con efficacia differita dalla data di cessazione della misura straordinaria e temporanea di gestione disposta dalla Prefettura, sempre che a tale data l’informazione antimafia interdittiva risulti ancora efficace e non sia intervenuto provvedimento prefettizio o giurisdizionale impeditivo”. Ha dato atto che “alla data di formale cessazione degli effetti della misura straordinaria viene garantita la piena continuità del servizio” e ha ingiunto a PFC srl, per il tramite della terna di amministratori straordinari nominati dalla Prefettura operanti sino alla scadenza della misura: “la completa e formale riconsegna al Comune di Foggia delle strutture, dell'impianto di cremazione, delle attrezzature, dei locali cimiteriali, nonché dell'intero archivio documentale e dei registri operativi cimiteriali e di cremazione e di tutto quanto riconducibile alle attività, servizi ed opere ricadenti nella convenzione; la redazione e sottoscrizione congiunta, con il personale tecnico incaricato dal Comune di Foggia e con il concessionario uscente, di dettagliato verbale di consistenza e stato dei luoghi, da perfezionarsi inderogabilmente entro la data di scadenza della gestione commissariale”. E’ stato demandato a successivo e separato atto e all’esito delle redigende verifiche sulle opere e sui servizi nonché alla verifica del PEF, la regolazione delle eventuali partite economiche scaturenti dal recesso. Il provvedimento è stato notificato non solo alla srl ma anche agli amministratori straordinari della gestione commissariale prefettizia e alla Prefettura – U.T.G. di Foggia.

La storia che lega Trisciuoglio e Insalata al cimitero comunale partì due decenni fa: a novembre 2006 la giunta comunale approvò l'avviso per l'intervento in project financing “ampliamento ed adeguamento a norma della struttura cimiteriale”. A febbraio 2007 l’associazione temporanea d'impresa Italstudi srl-Silvia spa presentò al Comune una proposta vincolante in project financing, relativa alla realizzazione delle opere di ampliamento del cimitero comunale, nonché alla relativa gestione e all'adeguamento a norma della struttura cimiteriale esistente. La proposta fu individuata come di pubblica utilità e l’ati divenne il soggetto promotore, aggiudicandosi poi l’appalto all'esito del completamento della procedura amministrativa e costituendo la società PFC – Progetto Finanza di Capitanata. Nel 2011 fu firmata la convenzione, con durata contrattuale pari a 11 anni per la gestione dei servizi cimiteriali e delle opere annesse e 30 anni per la gestione dell’impianto del forno crematorio.

A maggio 2023 il Comune - a seguito dell'avvio della procedura finalizzata all'individuazione del nuovo concessionario per la progettazione esecutiva, l'affidamento della concessione dei servizi e dei lavori di costruzione di loculi nel cimitero comunale e della connessa gestione - dispose la proroga tecnica della convenzione.

La Prefettura di Foggia, con provvedimento del 21 marzo 2025, adottò nei confronti di PFC srl la misura amministrativa di prevenzione collaborativa, che è una misura introdotta da pochi anni nel Codice antimafia e atta ad evitare la più grave interdittiva quando il prefetto accerti tentativi di infiltrazione mafiosa di tipo occasionale e non strutturale. Poi, il 24 marzo, la Prefettura decretò la cancellazione dalla white list provinciale per l’impresa PFC unitamente all'avvio del procedimento finalizzato all'applicazione delle misure straordinarie di cui all'art. 32, comma 10, del d.l. 24 giugno 2014, n. 90 e alla richiesta di elementi informativi circa i rapporti contrattuali in essere, i dipendenti impiegati e il valore residuo del rapporto.

Dopo poche settimane, il 2 aprile scorso fu disposta nei confronti di PFC srl la misura straordinaria di gestione, sostegno e monitoraggio, fino alla data del 2 ottobre 2026. Ecco perché gli uffici di Palazzo di città hanno dovuto negli ultimi mesi interloquire parecchio con l’Ufficio territoriale del Governo, retto da pochi giorni dal nuovo prefetto Antonio Giannelli. Il 10 settembre, in riscontro alla richiesta della Prefettura, il Comune fornì aggiornamenti sullo stato procedurale prospettando, sulla scorta delle attività poste in essere, il cronoprogramma amministrativo derivante dall’operazione del partenariato pubblico privato (23-26 mesi). Il 29 settembre scorso, invece, si riunì il tavolo tecnico interno comunale, prodromico all’incontro in Prefettura del 2 ottobre, durante il quale furono illustrati gli approfondimenti tecnici eseguiti, sia relativamente alla concessione sia all’attivazione di una procedura “ponte” di breve durata per l’espletamento dei servizi occorrenti a garantire la regolare funzionalità della necropoli senza soluzione di continuità, realizzazione di un numero idoneo di loculi necessario per fronteggiare l’attuale indisponibilità.

Nella riunione del 2 ottobre in Prefettura - svoltasi alla presenza della sindaca Episcopo, degli assessori Galasso e De Santis, della dirigente del Servizio avvocatura Antonucci, del dirigente del Servizio lavori pubblici Mendolicchio e dell’architetta e rup della concessione Tina Morra, oltre che dei commissari straordinari di PFC – fu fatto particolare riferimento alla necessità di circoscrivere i tempi di definizione della procedura “ponte” non oltre il termine di proroga della misura straordinaria di gestione, sostegno e monitoraggio.

Tre giorni dopo, il 5 ottobre, la Prefettura dispose rispetto a PFC srl la proroga della misura straordinaria di gestione, sostegno e monitoraggio fino all’individuazione del nuovo gestore dei servizi dedotti nel contratto oggetto della misura straordinaria da parte del Comune e, in ogni caso, non oltre il 10 novembre 2026.

Ora sono in corso i collaudi tecnici- amministrativi per le opere edili (cappelle comunali, edifici ed infrastrutture) ed impiantistiche realizzate nell’ambito della convenzione e occorre procedere, ai fini della conclusione dell’integrale rapporto concessorio, alla verifica economico-finanziaria e gestionale della concessione di servizi, finalizzata alla ricostruzione dell'equilibrio economico-finanziario dell'operazione, alla verifica dell'andamento effettivo della gestione rispetto al PEF originario e alle successive modificazioni intervenute nel corso del rapporto, nonché alla determinazione degli eventuali scostamenti e delle relative cause. Invano Trisciuoglio e Insalata hanno tentato di cedere PFC srl ad altra impresa per tirarsene fuori e salvare la concessione: l’8 ottobre scorso Altair Funeral srl comunicò al Comune la formalizzazione dell’operazione societaria volta all’acquisizione della partecipazione societaria e al conseguente controllo totalitario di PFC.

Quando nel 2023 i concessionari uscenti parteciparono alla nuova gara lo fecero tramite la loro CTM srl insieme alla piemontese Edilver srl quale mandante, un’impresa che fa parte del gruppo Altair srl, leader in Italia nel settore cimiteriale e degli impianti di cremazione. Altair Funeral srl già il 30 marzo e il 15 aprile scorsi aveva manifestato l'intenzione di acquisire il controllo di PFC attraverso l'acquisizione di Italstudi Puglia srl, prospettando misure di bonifica, ma il Comune replicò negativamente, con nota a firma di Episcopo e Antonucci. Per decidere il da farsi il Servizio lavori pubblici, cioè Mendolicchio, chiese nelle scorse settimane un parere specialistico ad Antonucci per arrivare alla conclusione che - poiché l'informativa antimafia interdittiva è efficace, non sospesa in via giurisdizionale, e fondata su elementi di infiltrazione ritenuti seri e attuali – ricorrono i presupposti per il recesso.

“La prosecuzione sin qui consentita è unicamente dovuta alla misura eccezionale ex art. 32, comma 10, d.l. 90/2014, il cui termine finale è il 10 novembre 2026”, chiarisce Mendolicchio nella propria determina. “L'operazione comunicata da PFC, di per sé, non può paralizzare l'esercizio del potere-dovere di recesso, non è opponibile a questo ente ed è priva di efficacia impeditiva; potrà al più costituire un fatto sopravvenuto da sottoporre a nuova valutazione dell'Autorità prefettizia”.

Resta da capire quali siano i fatti nuovi intercorsi dopo la prima interdittiva del 2019 e posti alla base dell’odierna interdittiva del 2026, nella valutazione prefettizia. All’epoca la srl, così come Adriatica Servici (che gestiva il servizio tributi per il Comune capoluogo) e CTM fu interdetta per due motivi: la parentela tra Trisciuoglio (ex presidente dell’ANCE, l’associazione dei costruttori edili di Capitanata) e il boss Federico Trisciuglio, cugino dell’imprenditore, morto poi nel 2022; il rapporto di coniugio tra un fratello di Gianni Trisciuoglio e una sorella del boss sipontino Mario Luciano Romito, ucciso nel quadruplo omicidio di mafia del 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis (in realtà in agro di Apricena). Ieri l’Attacco ha contattato invano la società per una replica.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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