Gino Lisa, insoddisfazione del Comitato che vuole il cargo. La Regione punta alla continuità territoriale




Gino Lisa, insoddisfazione del Comitato che vuole il cargo. La Regione punta alla continuità territoriale

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Il Gino Lisa è tornato a volare. Ora il confronto è su quanto possa crescere e su quale ruolo debba avere nella rete degli aeroporti pugliesi. Nell’audizione  in IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Antonio Tutolo e convocata su richiesta del comitato Vola Gino Lisa, la distanza è emersa su tre questioni concrete. Quanti voli servono per rendere competitivo lo scalo foggiano, quanto spazio occorre al terminal e se la Capitanata possa avere un polo per il trasporto aereo delle merci. Il comitato chiede di allargare il progetto. La Regione punta a consolidare i collegamenti passeggeri e a fare di Foggia una base per il soccorso e la protezione civile. Aeroporti di Puglia difende la ripartizione delle funzioni prevista dal piano industriale.
I lavori di Commissione sono stati aperti dal vicepresidente del comitato, Marcello Sciagura, che ha contestato la differenza di programmazione tra Foggia e gli scali di Bari e Brindisi. Ha riconosciuto al gestore il merito di aver attirato traffico internazionale anche a maggio, giugno, settembre e ottobre, i mesi ai margini dell’alta stagione. Al Gino Lisa, ha osservato, la riduzione dei voli indicata dai dati portati in audizione va nella direzione opposta a quella attesa per uno scalo in rilancio. “Ci dovete mettere in condizioni di essere competitivi”, ha detto, richiamando la concorrenza di Bari, Pescara, Napoli e Salerno e chiedendo un tavolo tecnico sul masterplan al 2035. 
Nel mirino anche le dimensioni dell’aerostazione, circa 2.350 metri quadrati secondo il comitato, giudicate insufficienti per accompagnare la crescita. Da qui la proposta di un polo cargo a Foggia, “non antagonista a Taranto, ma complementare”. Sciagura ha indicato in 2,1 miliardi di euro il valore della produzione agricola della Capitanata  per spiegare il vantaggio di uno scalo vicino alle imprese. Per le merci fresche, accorciare il tragitto su gomma significa ridurre i tempi di accesso ai mercati del Nord Italia e del Nord Europa. Il bacino, secondo il comitato, potrebbe estendersi al Molise, alla Basilicata settentrionale e alla Campania orientale. Sciagura ha inoltre riferito di aver raccolto la disponibilità di imprenditori locali a investire e ha stimato tra 50 e 100 addetti diretti nella fase iniziale, fino a 180-190 a regime. Nel suo intervento l’assessore Piemontese di tutta risposta ha puntato l’attenzione più sui traguardi raggiunti dallo scalo foggiano rivendicando il percorso passato da anni di inattività a circa 69 mila passeggeri nel 2025. 

La priorità, ha spiegato Piemontese, adesso, è ottenere dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il riconoscimento della continuità territoriale con Milano Linate. La Regione ha indicato espressamente quello scalo nella documentazione trasmessa al Ministero. L’obiettivo è avere un collegamento al mattino e uno alla sera, così da consentire a chi parte da Foggia di rientrare in giornata. “Io le risorse le investirei per volare”, ha detto Piemontese nel passaggio sulle dimensioni del terminal, per il quale ha indicato 14 milioni di euro destinati alla riqualificazione funzionale. L’assessore ha richiamato i 10 milioni annui che, secondo quanto riferito in audizione, la Regione destina alla gestione dello scalo. Ha poi ricordato i 9 milioni per il distaccamento dei vigili del fuoco, i 37 milioni per la riqualificazione dell’ex Villaggio Azzurro come base della protezione civile e gli 1,6 milioni per la torre digitale remota, che potrebbe estendere l’operatività fino a 24 ore al giorno. Sul cargo, progetto alquanto ambizioso e oneroso, si è detto disponibile a un approfondimento in Commissione, a partire dai costi di un secondo polo merci dopo la scelta regionale di investire su Grottaglie, per una semplice ragione, è stato spiegato, perché lì c’è una profonda conoscenza della movimentazione cargo, perché sono quindici anni che si muovono le fusoliere Boeing.  Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, dal canto suo, ha difeso a spada tratta il piano pensato per Foggia ribadendo la doppia vocazione, voli civili e protezione civile. “Piccolo non significa non funzionare”, ha risposto alle obiezioni sul terminal, sostenendo che tecnologia e costi operativi contenuti possono rendere lo scalo più attrattivo per le compagnie.

Sui 200 mila passeggeri, letti dal comitato come un limite alla crescita, Vasile ha ricondotto la cifra al quadro del SIEG, il servizio di interesse economico generale che sostiene l’operatività del Gino Lisa.Il direttore generale di Aeroporti di Puglia  Marco Catamerò ha fatto il punto sui cantieri : “Il masterplan al 2035 ha superato la valutazione d’impatto ambientale. Per i piazzali, con l’impresa già individuata, si attende la conformità urbanistica prima di procedere ai lavori di riqualificazione e ampliamento. Il progetto di fattibilità della caserma dei vigili del fuoco, condiviso con il comando provinciale, è in verifica prima del passaggio all’Enac. Per l’aerostazione si lavora al progetto esecutivo, dopo gli approfondimenti strutturali. Le prossime scadenze si giocano così su due fronti. Sul primo, gli atti che consentiranno di aprire i cantieri. Sul secondo, la risposta del Ministero da cui dipende la possibilità di volare a Linate e tornare a Foggia in giornata”. Sui tempi di avvio dei primi lavori, il direttore generale di Aeroporti di Puglia, Catamerò ha indicato una finestra ancora da confermare, tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo. Tutto dipenderà dalla conformità urbanistica. Al termine dell’audizione, il comitato Vola Gino Lisa ha espresso la sensazione che le proprie proposte abbiano trovato poco ascolto e siano state lette soprattutto come una critica al lavoro svolto finora. Il Comitato ribadisce di voler portare al tavolo proposte concrete per lo sviluppo dello scalo foggiano. Continuerà a sostenerle e a cercare nuove adesioni, nella convinzione che per dare seguito al confronto serva una scelta politica.

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