Rifiuti, a Foggia il Rione Martucci farà da apripista alla raccolta dei rifiuti porta a porta: il dibattito




Rifiuti, a Foggia il Rione Martucci farà da apripista alla raccolta dei rifiuti porta a porta: il dibattito

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Il Rione Martucci sarà il quartiere pilota della raccolta porta a porta a Foggia. Se n’è parlato mercoledì sera nel teatro della parrocchia B.M.V. Regina della Pace, durante l’incontro pubblico promosso dal Comune con il Comitato di quartiere Rione Martucci, alla presenza dell’assessora all’Ambiente, Verde urbano e Rifiuti Lucia Aprile. È stato il primo di un ciclo di incontri che l’assessora ha promesso di proseguire man mano che il progetto prenderà forma, con tempi che Aprile ha fissato in almeno sei-otto mesi. Ad aprire la serata è stata la presidente del comitato, Rosanna De Luca, che ha descritto un rione diventato la meta di chi non sa dove liberarsi dei propri rifiuti, con cumuli di potature dietro la scuola primaria Alessandro Manzoni e postazioni prese d’assalto da tutta la città. Per la prima volta, ha sottolineato, l’amministrazione si confronta con un quartiere prima di decidere come raccoglierne i rifiuti, ed è stata proprio l’assessora a contattare il comitato: “La guerra la possiamo fare tutti, ma fare la pace è una cosa che ci diversifica. Parliamo, dialoghiamo e cambiamo”. Dopo il saluto del parroco don Matteo, la parola è passata all’assessora.

Aprile ha innanzitutto spiegato le motivazioni della scelta. Il piano industriale approvato tre anni fa, durante la gestione commissariale, prevedeva per tutta la città i cassonetti stradali. L’amministrazione, che ha sempre dichiarato di preferire il porta a porta, ha lavorato a una variante: i cassonetti intelligenti sono stati collocati solo in una parte della città, anche perché nel frattempo i prezzi delle forniture erano praticamente raddoppiati. Ne sono nate 142 postazioni, contro le 250 previste, concentrate dove il porta a porta sarebbe più complicato: il centro, corso Giannone, l’Immacolata, via Bari. “Basti pensare all’Immacolata, dove abbiamo palazzi alti e strade molto strette”, ha spiegato. Lì i mastelli esposti finirebbero per occupare i marciapiedi. Oggi la differenziata in città oscilla tra il 36 e il 38%. Se entro due anni Foggia non supererà il 65%, continuerà a versare ogni anno alla Regione l’ecotassa per il mancato obiettivo. Il porta a porta, ha avvertito l’assessora, “entra nella casa dei cittadini” e chiede di cambiare abitudini: esporre i mastelli negli orari stabiliti, riprenderli e separare con cura ogni rifiuto. “Il secco è tutto quello che non possiamo differenziare, non quello che non vogliamo differenziare”.

Non ci sarà esclusivamente la raccolta porta a porta. Nei condomini più grandi, o in quelli che hanno spazi interni, ci saranno probabilmente dei bidoni in cui conferire più spesso, o anche in qualsiasi momento, mentre gli altri residenti dovranno rispettare un calendario, esponendo i mastelli in strada nei giorni stabiliti. Ai cittadini saranno fornite buste con codici di riconoscimento, che permetteranno di capire chi conferisce i rifiuti nel modo giusto. Già con la bolletta della Tari di dicembre, inoltre, arriverà un depliant informativo su come differenziare. Per le attrezzature, l’assessora ha parlato di 5 milioni di euro dalla Regione, in modo da non pesare sulle tasche dei cittadini. È anche il motivo per cui le tessere dei cassonetti intelligenti non sono ancora attive: con un sistema a metà, ha spiegato, chi resta escluso andrebbe a conferire nei cassonetti aperti del quartiere vicino, spostando lì il degrado.

Il nodo principale, come ha spiegato Aprile, è il turismo dei rifiuti. Durante l’incontro ha raccontato cosa registrano le fototrappole: tra le immagini, quella di un signore in giacca e cravatta che si è fermato con un’auto di grossa cilindrata alla postazione di via San Severo e ha scaricato un wc. Le fototrappole vengono spostate ogni tre mesi e la loro posizione non viene mai resa pubblica. Il dibattito ha restituito il quadro quotidiano del quartiere. Una residente, che si è definita “una cittadina perfetta” sulla differenziata, ha lamentato i cassonetti della plastica sempre pieni: “Me la devo riportare a casa”. Il caso più delicato riguarda i due cassonetti dell’indifferenziata davanti alla scuola Dante Alighieri. Una docente, residente nel quartiere, ha raccontato che giovedì 29 ottobre, alle 8:00, durante l’ingresso degli alunni, la posizione dei cassonetti ha provocato un incidente senza feriti. Accanto ci sono parcheggi, anche per disabili, e i cassonetti tolgono visuale: chi è in auto, per vedere, deve sporgersi e invadere la carreggiata. Altri hanno chiesto cosa succederà nei palazzi senza cortile. “Il rifiuto è nostro fino a che non lo conferiamo correttamente”, ha risposto l’assessora, spiegando che i carrellati condominiali saranno assegnati su richiesta.

C’è chi il porta a porta lo conosce già. De Luca ha portato l’esempio di Margherita di Savoia, dove in estate i turisti lasciano i sacchetti in strada: “Se c’è un problema, partiamo con una sperimentazione, capiamo il problema e lo risolviamo”. Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Francesco Strippoli, che ha vissuto a lungo in una città con il porta a porta, l’ha definito “l’unico sistema che porta risultati” e ha proposto di eliminare subito i cassonetti rotti e vandalizzati. Un residente ha ricordato i tentativi naufragati ai tempi delle circoscrizioni e ha chiesto un investimento vero, personale sul territorio non per multare, ma per aiutare, informare e convincere.

Sulla campagna informativa, chiesta da più cittadini, il comitato si è messo a disposizione. “Sono contenta che l’amministrazione ci abbia scelto come quartiere pilota”, ha spiegato De Luca a l’Attacco, “e di trovare una sinergia per progetti che portano del positivo: finché si vede del positivo nel nostro quartiere, il senso del comitato esiste”. E ha aggiunto: “In questi otto mesi il comitato si farà portavoce di una campagna informativa e formativa, perché senza lo studio, senza la formazione e l’informazione corretta, secondo me la differenziata non potrà mai né partire né attecchire”. Intanto, sul marciapiede di fronte alla chiesa, un frigorifero e un mobile aspettano da tempo di essere portati via. Sono stati segnalati durante il dibattito. L’assessora ha risposto che all’uscita li avrebbe fotografati per inoltrare una richiesta di verifica.

di Luca De Marco.

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