Enzo Maiuri si allontana da Cerignola. Per il 57enne tecnico milanese reduce da una stagione che ha visto l’Audace per il quarto anno di fila garantirsi l’accesso ai playoff, il futuro potrebbe però proseguire in Puglia. E a non più di 35 chilometri dal centro ofantino. Nella vicina Foggia, dove già qualche tempo fa, seppure per sole poche ore, quella panchina fu sua.

Si prospetta un girone grandi firme, quello meridionale della prossima Serie C. Se nella stagione che sta per concludersi  è stato etichettato da molti come una sorta di "Serie B2" per il numero di club dalle tradizioni storiche che vi hanno partecipato, lo stesso potrebbe valere anche per la stagione ‘26/27. Per un Benevento che ha salutato la terza serie, infatti, - rispunta il Bari nel novero delle big, assieme a Salernitana, Catania, Cosenza, Crotone e Casertana. Ad esse si aggiungono le società che si sono confermate in categoria: Latina, Audace Cerignola, Monopoli, Giugliano, Team Altamura, Cavese, Picerno, Sorrento, Potenza, Casarano e una delle tre Under (forse l’Inter per la teoria dell’alternanza, ndr).

A Foggia il tempo sembra essersi fermato. Dopo la ormai prossima rentrée di Gianni Francavilla, operativo dall’1 luglio, ecco che le porte del club rossonero si spalancano nuovamente anche per Peppino Pavone. L’ideologo di Zemanlandia per ora smentisce ogni contatto, aspetta che sia il club a fare il primo passo e ad ufficializzare quello che assume tutti i contorni di un vero e proprio reintegro. Già, perché già a gennaio scorso il dirigente di origini barlettana per un breve periodo (sino all’esonero di Cangelosi) gravitò nell’orbita della nuova governance del Foggia. Prima che gli eventi lo portassero a defilarsi in un momento di caos generalizzato. Ma adesso la sua candidatura torna prepotente e per il ds che è reduce dall’avventura con il Trapani non proprio indimenticabile, è pronta la poltrona di direttore tecnico. Pavone è pronto a rituffarsi nell’ambiente che più gli è familiare, pronto ad accettare la nuova sfida: dopo 7 anni vissuti da calciatore e 13 da dirigente non aspettava altro. Ed il duo Casillo-De Vitto è pronto a gratificarlo per la sua fedeltà alla maglia mostrata nel corso della sua lunga carriera. 

Ora che Elio Di Toro è andato ed ha scelto di restare lì dov’era, cioè a Cerignola, qualche opportuna riflessione si impone. La scelta di misurarsi ancora in un ambiente che conosce ormai a fondo, ma che adesso dovrà superare indenne l’impasse del cambio al vertice, ha il sapore della riconoscenza nei riguardi di una piazza che lo ha accolto a braccia aperte fin dal primo momento. E di converso sa di chiusura di ogni prospettiva con il Foggia, un imprevedibile dietrofront che forse potrebbe spiegarsi più con una combinazione di stabilità e timing che con un vero e proprio strappo coi vertici rossoneri, dopo le tante voci (spesso infondate) che si sono inseguite da gennaio in poi.

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet