Stella Maris, protettrice dei marinai: 37 anni di una festa nata per il mare che Vieste ha fatto sua
Quando tutto cominciò, Vieste era diversa: il porto aveva il volto dei pescatori, le barche per le escursioni alle grotte muovevano i primi passi e parlare di “marineria” significava soprattutto discutere di pesca. Era il 1990 e fu in quel mondo raccolto sul mare che nacque la festa di Santa Maria Stella Maris, diventata, trentasette anni dopo, uno degli appuntamenti più riconoscibili del settembre viestano. A ricostruirne le origini per noi de l’Attacco è don Tonino Baldi, parroco della Chiesa del Santissimo Sacramento e tra i fondatori della festa. L’idea, precisa, nacque dalla parrocchia, che avvertì l’esigenza di avvicinarsi maggiormente alla comunità che viveva del porto e del mare. Don Tonino ne avanzò la proposta insieme all’allora parroco don Matteo Mancini; se ne discusse nel consiglio pastorale e il progetto venne sottoposto all’arcivescovo dell’epoca, monsignor Valentino Vailati, dal quale arrivò il via libera. L’intenzione era quella di dare forma a un vero Apostolatus Maris, un apostolato del mare, motivo per il quale la scelta della Madonna venne quasi naturalmente: “La parola stessa lo dice: Stella Maris, stella del mare”, fa notare tautologico il parroco. Una presenza chiamata simbolicamente a illuminare il cammino di chi affronta le onde e, nella lettura cristiana richiamata dal sacerdote, a indicare Cristo a chi naviga. Anche il vicino Bar del Porto entrò presto nella storia della festa (del resto era lì che pescatori e lavoratori si incontravano) poiché attorno a quel luogo si raccolsero alcune delle persone che contribuirono a far crescere l’iniziativa. Fra queste Vincenzo Azzarone, designato a diventare la figura apicale del Comitato di Festività Stella Maris. All’inizio c’era ben poco dell’articolato programma di oggi. Il primo anno si tennero la novena, la benedizione della statua e una processione nella zona portuale; quello successivo arrivarono la celebrazione della messa e la benedizione del mare; e fu dal terzo anno che cominciò a prendere forma uno dei momenti topici della ricorrenza: l’imbarco della Madonna e la processione in mare. Con il crescere della festa nacque quindi il Comitato, oggi nominato in ambito ecclesiale e composto da una decina di persone. Man mano, si sono aggiunte nuove energie e sono rimasti fondamentali il sostegno dei cittadini, degli operatori e della marineria, così come la collaborazione dell’amministrazione comunale e della Guardia Costiera, indispensabile soprattutto per tutto ciò che riguarda la dimensione marittima della manifestazione. “È partita come una festa di quartiere dei pescatori, ma oggi è diventata una festa dei cittadini”, racconta a l’Attacco Matteo Vario, membro del Comitato. “Partecipano tutti, per contribuire a un’organizzazione che oggi richiede mesi di lavoro, autorizzazioni e risorse molto maggiori rispetto al passato... Partiamo dall’inizio dell’estate, perché bisogna distribuire spettacoli e iniziative su tre giornate e stiamo cercando anche di recuperare il palio di una volta”.
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