Adolescenti in cerca di attenzioni, istituzioni e scienze sociali a confronto tra scuola, famiglie e social

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La devianza giovanile chiama in causa la scuola quando le assenze si accumulano, le famiglie quando accompagnare un adolescente diventa più difficile e i social quando una chat basta a mettere insieme un gruppo. Ne parlano a l’Attacco Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, e Leonardo Palmisano, sociologo e scrittore, a margine della presentazione a Bari della Spring School ‘Etnopedagogia in Azione’ dell’Università di Foggia.

Per Vaccarella, il primo terreno su cui intervenire è l’abbandono scolastico. La vicepresidente parte da una domanda concreta: che cosa fa uno studente nei giorni in cui viene sospeso? La sua proposta è impiegare quel tempo in attività a favore delle persone più fragili. La sanzione diventerebbe così un’occasione per assumersi un impegno e misurarsi con i bisogni degli altri. Vaccarella insiste anche sul sostegno alle famiglie, perché genitori e adulti di riferimento dispongono di strumenti diversi per accompagnare adolescenti e preadolescenti in una fase complessa della crescita. Palmisano si sofferma invece sul bisogno di appartenenza. Nella sua lettura, il denaro può avere un peso maggiore per chi cresce in condizioni di povertà, mentre anche tra i figli della borghesia medio-alta i gruppi criminali organizzati possono esercitare un richiamo offrendo un’identità, un ruolo e un riconoscimento. È in questo senso che il sociologo si chiede come il crimine riesca ‘fare scuola’: dentro un gruppo si impara presto quali comportamenti danno prestigio e che cosa ci si aspetta da chi vuole essere accettato. A questo si aggiunge il ruolo delle piattaforme, che secondo Palmisano “hanno sostituito un po’ la strada”. Sui social si possono formare comitive anche per una sola occasione, come nel caso citato dal sociologo di chi si aggrega a un gruppo e finisce per spaccare una vetrina durante una manifestazione. Da qui la richiesta di educare a un uso critico delle piattaforme. Per la scuola e le famiglie, significa anche prestare attenzione a come cambiano le relazioni tra i ragazzi quando gli inviti, la pressione dei coetanei e la ricerca di approvazione passano attraverso una chat.

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