Foggia-Barletta si giocherà senza la presenza de tifosi ospiti. Ora è ufficiale. L’esito della riunione del Gos, tenutasi ieri mattina, ha confermato quello che, ormai da giorni, appariva lo scenario più probabile: il settore riservato ai sostenitori biancorossi resterà chiuso, e la trasferta sarà vietata. Niente dunque colori, cori e bandiere del Barletta sugli spalti dello Zaccheria.
Sarà un derby monco, almeno per quanto riguarda la sua componente più passionale. E dire che fino all’ultimo si è cercato di evitare questo epilogo: entrambe le società si sono infatti attivate per sensibilizzare gli organi competenti, con il Barletta particolarmente impegnato nel tentativo di ottenere una revisione della decisione. Un’opera di convincimento portata avanti nella consapevolezza dell’importanza della partita e, soprattutto, del valore che una sfida del genere assume per due piazze storicamente legate da una forte rivalità calcistica.
Si è sperato fino alla fine che a pesare sulla valutazione delle autorità potessero incidere i recenti fatti che hanno interessato il mondo delle due tifoserie: vicende dolorose che hanno segnato le rispettive comunità e che, negli ultimi tempi, hanno contribuito a consolidare rapporti di vicinanza e solidarietà tra le due tifoserie.
Un contesto umano che avrebbe meritato, nelle aspettative di chi auspicava una trasferta aperta, di essere considerato anche nella valutazione complessiva del rischio. La partita, tuttavia, era finita sotto osservazione già due settimane fa. L’attenzione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive aveva anticipato un percorso nel quale la possibilità di restrizioni era tutt’altro che remota.
Il pronunciamento del Gos rappresenta quindi la conclusione di un iter che lasciava pochi margini all’ottimismo.
Resta il rimpianto per un’occasione persa che avrebbe potuto interrompere la serie infinita di trasferte vietate.
Foggia-Barletta non è una partita come le altre, e probabilmente avrebbe meritato una diversa valutazione sotto lalente di ingrandimento.
È un derby che vive di rivalità, appartenenza, passione e partecipazione popolare. La presenza delle due tifoserie, nel rispetto delle regole e della sicurezza, avrebbe dato alla serata un significato ed una valenza ancora più forte. Anche alla luce dei recenti lutti, il confronto sugli spalti avrebbe potuto rappresentare un momento di partecipazione e condivisione, oltre che di sana rivalità sportiva. La sicurezza, però, viene prima di tutto e le valutazioni degli organi competenti vanno rispettate.
Ma resta una domanda: quanto perde una partita quando viene privata di una delle sue componenti fondamentali? Il calcio professionistico, dilettantistico o di provincia che sia, non può dimenticare la propria essenza. Le società possono organizzare, i calciatori possono scendere in campo, le istituzioni possono stabilire regole e restrizioni. Ma sono i tifosi a dare voce, colore e identità a una partita.
Lunedì sera lo Zaccheria avrà comunque il suo derby, ma mancherà una parte del suo spettacolo. E non è soltanto una questione di numeri o di biglietti venduti: è una questione di appartenenza.
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