A margine dell’incontro l’assessora Lucia Aprile ha spiegato a l’Attacco perché il porta a porta partirà dal Rione Martucci, con quali tempi e che cosa cambierà per i residenti.
Assessora, perché proprio il Rione Martucci?
Il Rione Martucci è una delle zone che urbanisticamente si prestano bene, ma soprattutto ha un problema con il turismo dei rifiuti. Viene aggredito da zone limitrofe, da città limitrofe dove si fa il porta a porta, e i nostri cassonetti sono oggetto di sversamenti di rifiuti provenienti da altre località, in barba alla norma. Sul tema il Consiglio comunale ha anche votato all’unanimità una mozione per il divieto di conferimento al di fuori della propria città di appartenenza.
Quali vantaggi e quali disagi devono aspettarsi i residenti, soprattutto all’inizio?
I vantaggi sono tanti. Dove verrà fatta la raccolta porta a porta spariranno i cassonetti intelligenti, quindi anche in termini di decoro il quartiere ne risentirà positivamente. Il nostro Consiglio comunale potrà valutare delle agevolazioni sulla Tari per le zone che ci porteranno ad avere una raccolta differenziata più alta. All’inizio ci aspettiamo, come con i cassonetti intelligenti, delle criticità, legate fondamentalmente a un’abitudine che cambia. Proprio per questo partiamo già adesso con questi incontri: per recepire richieste, idee e preoccupazioni delle famiglie.
Quali sono i tempi e i passaggi per arrivare al porta a porta?
Prima di sei-otto mesi non partirà nulla. Siamo ancora in una fase embrionale: c’è una progettualità che rimane negli uffici e che deve essere condivisa con la maggioranza e con tutto il Consiglio comunale, poi approvata nelle sedi opportune e infine rimandata all’azienda, che dovrà acquisire le attrezzature necessarie. Di questa progettualità fa parte anche la Regione, che ha già dato disponibilità ad acquistare le attrezzature. L’obiettivo è non essere più la maglia nera della Puglia e, se vogliamo, di tutta l’Italia. Quando abbiamo iniziato ad amministrare eravamo praticamente al 17%, dopo due anni e mezzo siamo arrivati faticosamente al 38%.
Sui cassonetti intelligenti molti cittadini hanno contestato la campagna di comunicazione. Per il porta a porta sarà diversa?
La campagna sull’utilizzo dei cassonetti intelligenti è partita contestualmente all’installazione perché, lo ricorderete, in quel periodo la giunta non si riuniva. Era impossibile per me portare in giunta una delibera che servisse a garantire una preinformazione sull’utilizzo dei cassonetti. Campagne e spot sulle varie frazioni, come vetro, carta o plastica, sono stati fatti negli oratori e nelle scuole. Evidentemente sì, nonostante siano vent’anni che abbiamo l’obbligo di differenziare, è opportuno incentivare, sensibilizzare e informare ulteriormente i cittadini sul corretto conferimento dei rifiuti.
di Luca De Marco.
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