La Regione Puglia torna a IMEX 2026, la Fiera internazionale di Francoforte dedicata al comparto congressuale e del turismo MICE (meetings, incentives, conferences, exhibitions). Da domani fino a giovedì 21 maggio, circa 3.000 espositori da oltre 100 Paesi parteciperanno ad IMEX 2026, dove la Puglia è presente con uno stand brandizzato all’interno del padiglione Italia gestito da ENIT SpA.

“L’ultimo grave episodio avvenuto nel cuore di Foggia, con il pestaggio di un ragazzo di appena 17 anni in Piazza Mercato, rappresenta l’ennesimo segnale di un clima di violenza e insicurezza che sta generando crescente preoccupazione tra cittadini, famiglie e attività economiche”. È quanto dichiarano Vincenzo Simeone, presidente di Confartigianato Imprese Foggia, e Alfonso Carella, presidente di Confartigianato Giovani Imprenditori Foggia. “Quando episodi di questo tipo si verificano in pieno centro cittadino - sottolineano - il danno non è soltanto sociale. Si crea inevitabilmente un clima di paura che incide sulla vivibilità urbana, sulla frequentazione delle aree commerciali e sulla percezione stessa della città da parte di cittadini, famiglie, giovani e imprese”. Secondo Confartigianato Foggia, il ripetersi di episodi violenti rischia infatti di compromettere progressivamente la fiducia nel territorio e nelle sue potenzialità economiche.

Domani domenica 17 maggio 2026, a partire dalle ore 10:00, agriturismi e fattorie didattiche aderenti a Campagna Amica apriranno le porte alle famiglie per presentare le opportunità dei centri estivi in campagna. L’iniziativa, promossa da Coldiretti e Campagna Amica, si svolgerà contemporaneamente in tutta Italia, una occasione per celebrare i venticinque anni dall’approvazione della Legge di Orientamento, la 201 del 18 maggio 2001, fortemente sostenuta e ispirata dalla Coldiretti, che ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana e in Puglia coinvolgerà alcune realtà agricole tra le più rappresentative del territorio, tra cui Masseria Cappella a Martina Franca, Masseria San Paolo a Tuturano nel brindisino e la Masseria e Bosco Didattico Mezzana Grande a Lucera.

Nel Cantiere Navale del Golfo, a Manfredonia - una delle realtà produttive più longeve e riconoscibili del panorama sipontino -, la giornata di giovedì scorso ha assunto un valore che va oltre la semplice ritualità. La benedizione impartita dall’arcivescovo Franco Moscone, infatti, è diventata l’occasione per raccontare una storia che intreccia lavoro, integrazione e trasformazioni sociali. I sei dipendenti attualmente impiegati nel cantiere includono tre giovani richiedenti asilo, arrivati da poche settimane nella Casa della Carità di Manfredonia. È lì che sono ospitati insieme a un gruppo di circa 70 persone trasferite temporaneamente dal CARA di Borgo Mezzanone durante i lavori di ristrutturazione che porteranno alla nascita del Villaggio dell’Accoglienza. La presenza dell’arcivescovo ha offerto l’occasione per affrontare un tema spesso oggetto di racconti distorti. “La narrazione sulle migrazioni che normalmente diamo non è sempre corretta e, perciò, può risultare facilmente strumentalizzabile”, le parole di Moscone a l’Attacco. Che sottolinea come molte imprese del territorio fatichino a reperire manodopera, quando constata che “le nostre aziende hanno bisogno di lavoratori. Questi giovani sono disponibili e lo stanno dimostrando. Sono regolarmente assunti e partecipano allo sviluppo di un’impresa locale come il Cantiere del Golfo”. Una riflessione che si inserisce nel contesto più ampio di un territorio che, come molte altre aree del Paese, vive un progressivo invecchiamento della popolazione e una crescente difficoltà nel trovare manodopera disposta a svolgere lavori manuali e tecnici. Il Cantiere Navale del Golfo - attivo da oltre quarant’anni nella costruzione, manutenzione e refitting di imbarcazioni da diporto e da lavoro - è una delle realtà produttive storiche della città. Negli ultimi anni ha avviato un percorso di rinnovamento strutturale e tecnologico, con interventi sulle aree operative e sugli impianti, e con un ampliamento delle competenze interne. È in questo contesto che si inserisce l’arrivo dei tre nuovi operai, provenienti dal Senegal e dal Ghana, che hanno trovato nel cantiere un’opportunità di lavoro regolare e un percorso di integrazione. Andrea de Stefano è il responsabile commerciale del cantiere e racconta a l’Attacco che “mi hanno parlato di questi ragazzi arrivati alla Casa della carità. E ho scoperto che avevano qualità e soprattutto umiltà”. Il primo giorno di prova è stato decisivo, dal momento che “ho scoperto che erano più bravi di quanto si fossero venduti per questo tipo di attività. All’inizio, infatti, avevo qualche dubbio, ma è stato subito smentito dal loro amore per la lavorazione”. Dopo il primo, de Stefano ha chiesto il secondo e poi il terzo, e non esclude ulteriori assunzioni.

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