Un hub del Politecnico di Bari nei Monti Dauni per mettere in connessione ricerca, amministrazioni locali, imprese e associazioni del territorio. È la prospettiva emersa a Pietramontecorvino durante la conferenza ospitata nel Palazzo Ducale. Appuntamento che ha riunito docenti universitari, rappresentanti istituzionali, tecnici ed esperti di sviluppo locale attorno a un progetto pensato per rafforzare le aree interne attraverso innovazione, sostenibilità e inclusione sociale. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Comune di Pietramontecorvino, Politecnico di Bari e Anci Puglia, nell’ambito delle attività di Polinterne. L’obiettivo è trasformare i Monti Dauni in un laboratorio territoriale capace di valorizzare risorse ambientali, culturali ed economiche di una delle aree più ricche di biodiversità della Puglia, tra boschi, sorgenti, aree archeologiche, centri storici medievali e produzioni agroalimentari. Ad aprire i lavori sono stati il Sindaco Domenico Zuppa e il vicepresidente di Anci Puglia Noè Andreano, delegato alle Aree interne. Nella prima sessione Federica Cotecchia, Daniela Frisullo e Nicola Martinelli hanno illustrato il progetto dell’hub per il Politecnico di Bari, insieme a Vincenzo Lasorella della Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia. La geologa Michela De Salvia ha introdotto i temi ambientali e territoriali. Una parte centrale del confronto, coordinata da Nicola Potenza di Anci Puglia, ha riguardato criticità e prospettive dei Monti Dauni. I Sindaci del territorio hanno discusso di infrastrutture, spopolamento, servizi e opportunità legate a una programmazione condivisa. Nella sessione successiva si è parlato di cooperazione, formazione e sviluppo locale con Valeria Monno del Politecnico, Giacomo Pisani di Euricse e gli esperti Arturo Trotta e Pasquale Piacquadio. Spazio anche alla fragilità ambientale e alla difesa del territorio con gli interventi di Federica Cotecchia, Michele Montemurro e Dora Foti. Rino Lamarucciola, già Sindaco di Pietramontecorvino, ha richiamato la necessità di coniugare tutela e sviluppo. Nel pomeriggio il focus si è spostato su turismo, beni culturali e paesaggi energetici. Nicola Martinelli, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici, archeologici e paesaggio, ha aperto la seconda sessione seguita dagli interventi di Rosa Pagliarulo, Michele Montemurro e Maria Francesca Sabbà. Alla discussione hanno partecipato anche Gianfilippo Mignogna e Mario De Angelis. La parte conclusiva sui paesaggi energetici ha visto gli interventi di Alessandro Cannavale, Maria Dicorato, Alessandro Bonifazi e Nino Silvestre. L’incontro si è svolto nell’ambito della Settimana Identitaria di Pietramontecorvino, rassegna che fino al 31 maggio propone undici appuntamenti dedicati alla valorizzazione culturale e sociale del territorio.

Ieri, nel Palazzo Ducale di Pietramontecorvino, si è svolto il confronto dedicato al progetto di un hub del Politecnico di Bari nei Monti Dauni, iniziativa promossa insieme al Comune e ad Anci Puglia con l’obiettivo di costruire un laboratorio stabile di sviluppo territoriale, innovazione e formazione nelle aree interne del Subappennino dauno. Al centro dell’incontro il dialogo tra istituzioni, docenti universitari, amministratori locali ed esperti sui temi della rigenerazione territoriale, della sostenibilità, della valorizzazione culturale e delle opportunità per i giovani. Ad aprire i lavori sono stati il Sindaco di Pietramontecorvino Domenico Zuppa e il vicepresidente di Anci Puglia Noè Andreano. Per il Politecnico di Bari sono intervenuti, tra gli altri, Federica Cotecchia, Daniela Frisullo e Nicola Martinelli. Proprio Cotecchia, nel colloquio con l’Attacco, ha spiegato il senso del progetto. “Si tratta di un hub che vuole diventare la sede di un confronto continuo e sistematico tra il Politecnico di Bari e le comunità delle aree interne. L’obiettivo è raccogliere bisogni e vocazioni del territorio che possano trasformarsi in occasioni di sviluppo e rilancio per aree che soffrono condizioni di marginalizzazione”. La docente ha sottolineato come il progetto sia costruito insieme alle comunità locali e non calato dall’alto dall’università. “Gli indirizzi dell’hub non vengono decisi dal Politecnico da solo, ma condivisi con i territori attraverso un confronto partecipato con Sindaci, amministratori e stakeholder”.

Una lunghezza di circa 600 km, di cui 540 km sottomarini e 60 km in cavo interrato. Sono i numeri della Dorsale Adriatica: HVDC Foggia-Forlì, l’infrastruttura che sarà realizzata da Terna nell’ottica della transizione energetica e della decarbonizzazione, riducendo la dipendenza dalle fonti di approvvigionamento estere e rendendo il sistema elettrico italiano sempre più sostenibile sotto il profilo ambientale. La futura rete Hypergrid, di cui il collegamento Dorsale Adriatica rappresenta un tassello fondamentale, è un’imponente operazione di ammodernamento di elettrodotti aerei esistenti sulle dorsali Tirrenica e Adriatica della penisola e verso le isole, ai quali saranno affiancati nuovi collegamenti sottomarini fino a 525 kV. Gli interventi pianificati prevedono sinergie con opere di sviluppo già in corso, valorizzando infrastrutture a 380 e a 220 kV esistenti o destinate alla dismissione. Grazie a questo approccio, sarà possibile migliorare significativamente la capacità di trasporto e la flessibilità della rete, supportando la transizione energetica e l’obiettivo dell’integrazione di fonti rinnovabili. Nel progetto Hypergrid rientrano cinque nuove dorsali elettriche che renderanno possibile raddoppiare la capacità di scambio tra zone di mercato, passando dagli attuali 16 GW a oltre 30 GW. Terna sta svolgendo una consultazione pubblica rispetto alla Dorsale Adriatica: dopo l’incontro online dello scorso 6 maggio con la Regione Puglia, i portatori di interesse e i quattro Comuni coinvolti dall’opera (Foggia, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Manfredonia), ci saranno incontri in presenza a Foggia il 19 maggio, a San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo il 20 maggio e a Manfredonia il 21 maggio. Ma non mancano le perplessità, espresse da Europa Verde – Verdi di Capitanata, tramite i referenti provinciali Innocenza Starace e Lorenzo Gagliardi. “Il progetto Dorsale Adriatica HVDC Foggia–Forlì è inserito nel Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale 2025, promosso da Terna spa. L’intervento è finalizzato, secondo il proponente, all’integrazione delle fonti rinnovabili e al miglioramento della sicurezza della rete elettrica nazionale e prevede: la realizzazione di un collegamento in corrente continua in cavidotto. Nel tratto che ci interessa è previsto l’approdo nel territorio di Manfredonia e l’arrivo a Foggia dove verrà realizzata una stazione di conversione a corrente alternata”, dicono.

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet