Superstrada, l’architetta Marinita Denittis: “Il problema non sono i costi, ma cosa decidi di diventare”
A far ripartire il dibattito sulla superstrada garganica, nei giorni scorsi, è stato soprattutto il suo intervento. Un testo molto articolato, che ha iniziato a circolare rapidamente in rete, riaprendo una discussione che sul Gargano non si è mai davvero spenta. Nel suo scritto e nelle successive dichiarazioni rese a l’Attacco, l’architetta paesaggista e studiosa del territorio Marinita Denittis prova a spostare completamente il punto di osservazione. La superstrada, nel suo ragionamento, non può essere ridotta alla solita contrapposizione tra sviluppo e ambiente, né tantomeno a una semplice questione turistica. Il tema vero, sostiene, è quello dell’accessibilità di un territorio che da decenni continua a perdere servizi, collegamenti e opportunità: “Si stanno innestando piani diversi”- spiega - “Si dà alla strada la responsabilità dell’overturism, della perdita dei servizi, perfino dello spopolamento. Tutti problemi che esistevano già prima e che dipendono soprattutto dalla mancanza di pianificazione”. L’architetta, che ha studiato la documentazione relativa alla superstrada, insiste molto su un punto: Vieste e il Gargano non stanno perdendo pezzi oggi. Li perdono da decenni: “Avevamo il traghetto quotidiano con Manfredonia e l’abbiamo perso; avevamo servizi; uffici; presidi...sono stati smantellati negli anni. Non è la superstrada che toglie i servizi”. Denittis, che si occupa da anni di accessibilità e fruizione del patrimonio, lega il tema infrastrutturale anche a una questione culturale e sociale: “Una superstrada è comunque uno strumento che rende accessibile un territorio e dunque rende accessibile anche il suo patrimonio”. Per questo rifiuta la lettura secondo cui collegare meglio Vieste significherebbe automaticamente distruggerne l’identità: “Il turismo mordi e fuggi non nasce dalla strada, si origina da scelte urbanistiche, dalla proliferazione incontrollata dei B&B, dalla mancanza di pianificazione. Non è una strada che porta automaticamente il turista. Il turismo va governato”. Cita esempi precisi a riguardo: le Cinque Terre, il lago di Garda, il lago di Como. “Sono tutti territori super collegati, eppure non hanno perso la loro identità. Perché? Perché i flussi sono stati gestiti. Il problema non è l’accessibilità. Il problema è cosa decidi di diventare”.
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