Un libro trasformato in occasione di confronto, riflessione e crescita personale all’interno della Casa Circondariale. È il senso dell’incontro che si è svolto nel teatro del carcere di Foggia per la presentazione di “Fammi stare bene. Il benessere in tre atti” di Fabrizio Cerusico, autore e medico chirurgo specializzato in ginecologia e ostetricia. L’iniziativa, promossa dal CPIA 1 Foggia “David Sassoli” nell’ambito del progetto “La Primavera dei Libri”, ha coinvolto le persone detenute della sezione scolastica in un percorso di lettura e approfondimento sui temi del benessere psicofisico, della consapevolezza personale e della possibilità di cambiamento. Alla base del progetto, la visione educativa della dirigente scolastica Antonia Cavallone, da anni impegnata nel rafforzare il ruolo della scuola in carcere come spazio reale di inclusione, crescita culturale e opportunità di riscatto personale attraverso la formazione e il dialogo.

Il componente più giovane del nostro gruppo San Nicandro Garganico il più giovane del gruppo ha settant’anni”, ci dice il presidente dell’associazione, Antonio Coco. E già questo basta a spiegare perché “Star per una notte” di San Nicandro Garganico non sia la solita associazione di spettacolo.  Al suo interno si possono trovare pensionati, ex insegnanti, ballerine, appassionati di teatro popolare, gente che il pomeriggio prova le scenette e la sera torna a casa con la sensazione di avere ancora qualcosa da dire. 
L’associazione “Star per una notte ODV” è stata costituita ufficialmente nel marzo scorso, ma la storia parte da lontano. Dal 2005, per la precisione.  A cominciare un’idea di Giuseppe Coco - il papà di Antonio -, oggi vicepresidente dell’associazione e anima storica del progetto. 
All’epoca l’attuale presidente era poco più che un ragazzino. “La prima edizione fu fatta nella palestra della scuola Piazza IV Novembre.”,  racconta a l’Attacco, “Poi nel 2006 facemmo qualcosa di più grande al Cinema Teatro Italia. C’erano quattrocento persone e fuori addirittura la neve. La gente rimase lì a vedere lo spettacolo nonostante il freddo”. Negli anni quel progetto si è fermato, poi è ripartito.
 Prima il ritorno nel 2014, quindi la quarta e la quinta edizione ospitate al Teatro Leonardo. Adesso il salto definitivo: la nascita dell’associazione e un calendario di serate già fissate per l’estate tra San Nicandro, Torre Mileto, Marina di Lesina e altri centri del territorio.
La particolarità sta tutta nei protagonisti: “I settantenni sono arrivati soprattutto nelle ultime edizioni.”, spiega Coco, “Io e mio padre ci siamo messi a cercare persone con esperienza, gente che sapesse fare scenette, cantare, ballare. E così si è formato il gruppo”. 

Un confronto aperto e multidisciplinare sui temi dell’identità, dei diritti, della salute mentale e dell’inclusione sociale. È stato questo il cuore del convegno “Comunità LGBTQIA+ e società contemporanea: prospettive scientifiche, normative e teologiche a confronto”, promosso dall’Università di Foggia in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia (CUG), tenutosi ieri presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza. L’iniziativa si è inserita nel percorso di sensibilizzazione verso la Giornata internazionale contro l’omobitransnegatività del 17 maggio e si è proposta come uno spazio di approfondimento culturale e scientifico capace di mettere in relazione linguaggi, competenze e sensibilità differenti, in un dialogo costruttivo tra ambiti disciplinari, istituzioni e società civile. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del rettore dell’Università di Foggia, Lorenzo Lo Muzio, del direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Michele Trimarchi, del direttore generale dell’Università di Foggia, Sandro Spataro, della presidente del Comitato Unico di Garanzia, Luigia Trabace, della segretaria dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia, Amalia Quotta, e della consigliera dell’amministrazione centrale dell’Università di Foggia, Roberta Maglione. Il convegno si è articolato in tre momenti principali, offrendo una lettura ampia e trasversale delle questioni legate alla comunità LGBTQIA+ nella società contemporanea. La prima sessione, dedicata a “Psicologia e salute mentale” e moderata dal prof. Francesco Sulla, ha approfondito le dimensioni psicologiche, relazionali e sociali del benessere individuale e collettivo. È seguita la sessione “Tutele giuridiche e prassi universitarie”, moderata dalla prof.ssa Annamaria Petito, focalizzata sui percorsi di tutela dei diritti, sulle politiche di inclusione e sulle esperienze istituzionali maturate in ambito accademico. Particolarmente significativo è stato il momento della tavola rotonda conclusiva, che ha visto il confronto tra associazionismo, sanità e territorio con la partecipazione di AGEDO – Associazione Genitori di Omosessuali, Arcigay Foggia “Le Bigotte” e specialisti del Policlinico Riuniti di Foggia, in un dialogo orientato alla costruzione di reti inclusive e pratiche condivise. A chiudere la giornata è stata la testimonianza artistica di De Vil Queen, momento simbolico e performativo dedicato ai linguaggi dell’espressione, dell’identità e della libertà.

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