Il componente più giovane del nostro gruppo San Nicandro Garganico il più giovane del gruppo ha settant’anni”, ci dice il presidente dell’associazione, Antonio Coco. E già questo basta a spiegare perché “Star per una notte” di San Nicandro Garganico non sia la solita associazione di spettacolo. Al suo interno si possono trovare pensionati, ex insegnanti, ballerine, appassionati di teatro popolare, gente che il pomeriggio prova le scenette e la sera torna a casa con la sensazione di avere ancora qualcosa da dire.
L’associazione “Star per una notte ODV” è stata costituita ufficialmente nel marzo scorso, ma la storia parte da lontano. Dal 2005, per la precisione. A cominciare un’idea di Giuseppe Coco - il papà di Antonio -, oggi vicepresidente dell’associazione e anima storica del progetto.
All’epoca l’attuale presidente era poco più che un ragazzino. “La prima edizione fu fatta nella palestra della scuola Piazza IV Novembre.”, racconta a l’Attacco, “Poi nel 2006 facemmo qualcosa di più grande al Cinema Teatro Italia. C’erano quattrocento persone e fuori addirittura la neve. La gente rimase lì a vedere lo spettacolo nonostante il freddo”. Negli anni quel progetto si è fermato, poi è ripartito.
Prima il ritorno nel 2014, quindi la quarta e la quinta edizione ospitate al Teatro Leonardo. Adesso il salto definitivo: la nascita dell’associazione e un calendario di serate già fissate per l’estate tra San Nicandro, Torre Mileto, Marina di Lesina e altri centri del territorio.
La particolarità sta tutta nei protagonisti: “I settantenni sono arrivati soprattutto nelle ultime edizioni.”, spiega Coco, “Io e mio padre ci siamo messi a cercare persone con esperienza, gente che sapesse fare scenette, cantare, ballare. E così si è formato il gruppo”.
Oggi i soci iscritti sono venti, di cui molti pensionati. Alcuni avevano già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo locale, altri hanno iniziato quasi per gioco. “C’è un professore in pensione che da oltre trent’anni organizza il Carnevale storico di San Nicandro e quindi è molto preparato sulle scenette comiche. Poi abbiamo ballerine che magari non avevano mai fatto certe cose ma si sono messe in gioco. Alcune non sanno nemmeno ballare davvero - dice sorridendo - però provano, si divertono e qualcosa esce”. Dentro “Star per una notte” convivono canto, comicità, imitazioni, playback, teatro leggero. “Noi non facciamo musica, facciamo spettacolo”, ci tengono a precisare.
E in effetti l’idea sembra quella di costruire serate popolari, immediate, capaci di parlare soprattutto alla gente comune: “Troviamo scenette su internet, le adattiamo, altre invece le inventiamo direttamente noi. L’anno scorso abbiamo fatto delle esibizioni dove sembrava che suonassimo strumenti dal vivo, ma in realtà la musica partiva dal computer. La gente rideva tantissimo”. Il passaggio da gruppo spontaneo ad associazione vera e propria nasce anche da un motivo pratico: “Dopo gli spettacoli dell’anno scorso iniziarono a chiamarci dai locali e dai comuni vicini. Allora abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di fare un passo avanti”. E infatti le richieste continuano ad arrivare: “Mi metto io al computer e mando le proposte ai comuni, ai lidi, alle attività. Qualcuno risponde subito, altri meno. Però ci stiamo muovendo”.
Dietro c’è pure il problema economico, affrontato da Coco senza troppi giri di parole: “Non stiamo messi benissimo economicamente” - ammette - “Quando abbiamo organizzato lo spettacolo al Teatro Leonardo abbiamo dovuto fare i conti con le spese. L’ultima volta abbiamo fatto pagare un biglietto per riuscire a coprire i costi del teatro. Anche quando andiamo a fare le serate prendiamo un contributo che poi rimettiamo tutto nel fondo cassa dell’associazione”. Una realtà piccola, insomma, che si regge sulla buona volontà, sul passaparola. Sull’entusiasmo di chi, arrivato alla pensione, ha deciso di non restare chiuso in casa: “Per loro è importante”, sottolinea il presidente. “ In paesi come i nostri spesso non ci sono tantissime occasioni per stare insieme e fare attività. Qui invece si ritrovano, provano, scherzano, preparano gli spettacoli. È diventato un appuntamento fisso”.
E forse è anche questo l’aspetto che colpisce di più. In un territorio dove spesso si parla di spopolamento, apatia sociale e mancanza di iniziative, un gruppo di ultrasettantenni riesce ancora a riempire teatri e piazze con scenette, canzoni e voglia di stare insieme. Senza finanziamenti importanti, senza strutture particolari, senza grandi pretese. “Per me sono tutti uguali”, dice Coco. “Non mi interessa chi canta meglio o peggio, l’importante è stare insieme e creare qualcosa”. Ed è probabilmente questa la forza vera di “Star per una notte”: riportare le persone in mezzo alla gente, anche soltanto per una sera.
(Foto a cura di Dreamer Production).
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