Arriva la prima della classe. E il Foggia vuole provare a farle la festa. Non potrebbe esserci avversario più stimolante per una squadra alla ricerca di se stessa, di una prestazione che restituisca fiducia e soprattutto di una prima, vera sterzata alla stagione. Domenica sera allo Zaccheria c’è il Sorrento di Vincenzo Maiuri, capolista e fin qui protagonista di un cammino che racconta molto della difficoltà del compito che attende i rossoneri: una sola battuta d’arresto, quella interna con il Bari nel turno precedente, poi soltanto vittorie. Numeri che fotografano la solidità di una squadra che ha trovato continuità, e che arriva a Foggia con la consapevolezza di chi ha già costruito qualcosa di importante. Ed è proprio questo il motivo per cui la gara può diventare un crocevia. Non tanto perché 90’ possano già emettere sentenze, quanto perché il Foggia ha bisogno di capire quale sia la propria dimensione dopo le prime sei giornate.
I punti raccolti finora non hanno accompagnato sempre le prestazioni e lo stesso Gaetano Auteri, nelle scorse settimane, ha insistito sulla necessità di migliorare senza lasciarsi condizionare eccessivamente dai risultati immediati. Il tecnico di Floridia ha parlato di una squadra capace di creare occasioni, ma chiamata a diventare più concreta e soprattutto più attenta nella gestione degli episodi. È qui che entra in gioco la settimana di lavoro. Auteri ha strigliato il gruppo, concentrando l’attenzione proprio sugli errori e sui dettagli. Non è una questione soltanto tattica. È una questione di lettura delle situazioni, di concentrazione, di capacità di rimanere dentro la partita anche quando il pallone sembra scorrere dalla parte sbagliata. Perché contro una squadra come il Sorrento non sarà sufficiente produrre gioco: servirà trasformare la qualità della manovra in occasioni concrete e, allo stesso tempo, limitare al minimo i regali.