“Conta sì il denaro”. È un passaggio di una vecchia canzone di Vasco Rossi, quello che ha acceso la scintilla. Tommaso Rinaldi racconta a l’Attacco di averla ascoltata qualche tempo fa, in radio, e di aver cominciato proprio da quelle parole a ragionare su un’iniziativa che avesse al centro il rapporto tra denaro e vita quotidiana. Non è il solito appuntamento riservato agli addetti ai lavori, bensì un’occasione per portare determinate questioni fuori dagli ambienti specialistici e sottoporle all’attenzione di una platea più ampia. Anche perché, come osserva, “i temi finanziari vengono sempre visti un po’ con negatività, come qualcosa che tocca altri”. Come se riguardassero soltanto chi possiede patrimoni importanti, che magari investe in Borsa o ha comunque disponibilità economiche tali da potersi permettere di pensarci. Invece riguardano tutti: famiglie, lavoratori, pensionati, imprenditori, giovani che devono scegliere dove costruire il proprio futuro e chi, dopo una vita di sacrifici, vorrebbe semplicemente conservare ciò che è riuscito ad accumulare. “Questioni di soldi. Questioni di vita” è il progetto che Rinaldi inaugurerà mercoledì 11 novembre, alle 20, al teatro comunale Lucio Dalla di Manfredonia. Sono tre appuntamenti che l’ideatore ha voluto chiamare “atti”, facendo ricorso a una metafora teatrale che non è soltanto un espediente per dare un’identità al ciclo. “Ho deciso di farlo in un teatro perché il teatro poi rappresenta la vita. In teatro si rappresenta la vita in tutte le sue sfaccettature”, spiega. E così, in tre atti, si proverà a raccontare il rapporto tra le persone e il denaro nelle diverse fasi dell’esistenza: quello che una comunità possiede e non riesce a valorizzare, ciò che ciascuno ha costruito nel corso degli anni e ciò che servirà per affrontare il tempo che ancora verrà. Rinaldi è un consulente finanziario attivo professionalmente dal 1996 e non è nuovo a iniziative di questo genere. Ha lavorato, per esempio, con gli studenti del liceo scientifico Galilei-Moro di Manfredonia, partecipando a un progetto ANASF dedicato alla consapevolezza economica dei più giovani, e ha promosso in passato incontri sul rapporto tra risparmio, patrimonio culturale e sviluppo del territorio. Stavolta, però, sceglie una platea più ampia e soprattutto un luogo simbolico. Perché ritiene che le decisioni finanziarie non sono un fatto confinato nel rapporto tra un individuo e il proprio conto corrente. Piuttosto, possono avere conseguenze sul destino di una famiglia, sulla possibilità di avviare un’impresa, sulla capacità di mantenere un certo tenore di vita dopo il pensionamento. In una prospettiva più generale, persino sulle opportunità che una città è in grado di offrire ai propri abitanti.
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Soldi e vita, 588 milioni fermi sui conti: Tommaso Rinaldi porta al teatro il futuro economico di Manfredonia
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