Angiola e Losito (Cambia): “Caso Panunzio è fallimento politico di De Santis, si dimetta subito da assessore”



Angiola e Losito (Cambia): “Caso Panunzio è fallimento politico di De Santis, si dimetta subito da assessore”

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“Ieri, 6 novembre, il Comune ha commemorato Giovanni Panunzio senza i suoi familiari, dopo che anche l’associazione aveva annunciato che non avrebbe partecipato. De Santis si è presentato da solo alla commemorazione senza aver ricomposto lo strappo e senza aver risposto alle contestazioni. È un fallimento politico dell’assessore alla Legalità, di cui la sindaca Episcopo deve rispondere”. Lo dichiarano Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale di Cambia, e Mirella Losito, responsabile Legalità e Antimafia del movimento.

“De Santis è diventato l’assessore delle ricostruzioni storiche fantasiose sulle vittime di mafia. Nessuno gli ha affidato il compito di improvvisarsi giornalista d’inchiesta. Il suo dovere è amministrare con rigore. Sulla memoria delle vittime di mafia, il rigore è il minimo che si possa pretendere da un assessore alla Legalità. De Santis si dimetta”.

“Il 16 marzo 2026 la maggioranza ha bocciato l’emendamento a firma di Nunzio Angiola, che aveva ottenuto il voto favorevole di pochi consiglieri. Chiedevamo di ripristinare con urgenza la sede inagibile di via Scillitani (con i calcinacci che cadevano sulle teste delle persone), di individuare una piazza adeguata da intitolare a Panunzio e in cui collocare la stele e di sbloccare la valorizzazione di Casa Panunzio dopo anni di stasi. Su tre richieste concrete, la maggioranza ha scelto di dire no. De Santis ed Episcopo spieghino alla città, visto che non lo hanno fatto all’epoca in consiglio comunale, perché hanno respinto quelle proposte. De Santis si dimetta”.

“A luglio l’associazione ha denunciato le «parole inaccettabili ed offensive» di De Santis. Condividiamo integralmente quel giudizio. Addossare all’associazione l’inerzia sulla sede e insinuare che volesse mettere in cattiva luce la maggioranza è stato un attacco pretestuoso. Ora, secondo quanto riferito dalla stampa, l’assessore invoca i circa due mesi e mezzo tra la PEC e la consegna dei nuovi locali. Pubblichi la cronologia completa e risponda dei quasi due anni di stasi denunciati dall’associazione. Esibire due patrocini alle candidature di altrettanti progetti come prova di buona amministrazione è un tentativo di autoassoluzione. De Santis si dimetta”.

“L’associazione riferisce di aver ricevuto una diffida dell’Avvocatura comunale, di cui contesta la fondatezza. Secondo quanto pubblicato, l’Avvocatura avrebbe richiamato la facoltà del Comune di chiedere la restituzione dei locali per proprie necessità, senza oneri per l’ente. A un’associazione che chiedeva da quasi due anni una sede agibile si è arrivati a ipotizzare la restituzione dei locali. È una risposta fornita dalla dirigenza che per noi è politicamente inaccettabile. De Santis si dimetta”.

“Altrettanto pretestuosa è la polemica sull’affidamento diretto. I familiari ricordano che i commissari straordinari rinnovarono il comodato motivando la scelta con finalità che corrispondevano «al sentire e all’operato di questa Amministrazione». De Santis contesta quella delibera? Indichi che cosa contesta e su quali basi. L’amministrazione Episcopo che ricorre in centinaia di casi agli affidamenti diretti per lavori e servizi spieghi perché proprio in questo caso si agiti il richiamo a future procedure di evidenza pubblica. Gettare velatamente ombre sull’associazione evita la vera domanda che conta da anni. Come si intende garantire una sede adeguata e stabile ad una associazione antimafia? De Santis si dimetta”.

“I familiari riferiscono di essere stati invitati alla commemorazione senza aver avuto il tempo di concordare il programma. De Santis dica quando ha coinvolto la famiglia e l’associazione, chi le ha incontrate e quali proposte sono state discusse prima di definire la cerimonia e gli eventi. Il confronto si fa quando le decisioni sono ancora aperte. De Santis si dimetta”.

“Secondo la stampa, l’assessore avrebbe scelto il silenzio pubblico per evitare altre polemiche, trasmettendo però alla maggioranza una nota informativa con la propria versione dei fatti. Anche il 6 novembre, secondo la cronaca, ha evitato di rispondere alle contestazioni dei familiari. Assessore, la maggioranza del Campo Largo ha avuto la sua versione. Ora risponda alla città e renda disponibili gli atti. Non lasci intendere, in modo nemmeno tanto velato, che  chissà cosa tiene da dire. De Santis si dimetta”.

“Quanto alla piastra Zuretti, secondo la ricostruzione pubblicata De Santis considera il trasferimento della stele una “doppia sconfitta per la città”. È una tesi balzana. La sconfitta è aver lasciato per anni la memoria di Panunzio ostaggio delle polemiche legate al contenzioso sul parcheggio, in mezzo a foto di cani intenti a fare i loro bisogni fisiologici. Il Comune lavori al recupero della piastra e scelga subito, insieme alla famiglia e all’associazione, una piazza dignitosa e accessibile in cui collocare la stele. Subordinare quella scelta alla fine della controversia significa rinviarla ancora, senza una data, forse per decenni. De Santis si dimetta”.

“Da oltre due anni si parla di migliorare quell’area. Ora si torna a immaginare un parco con il verde e le iniziative sulla legalità. Dei sogni di De Santis non sappiamo che farcene. Se il gestore rivendicasse il recupero dei periodi in cui ritiene di non aver potuto utilizzare regolarmente la concessione, il contenzioso potrebbe protrarsi ancora a lungo, per decenni. In queste condizioni pensare di cambiare il nome del parcheggio è un diversivo propagandistico. De Santis si dimetta”.

“La sindaca Episcopo chiarisca quanto denunciato dai familiari sul blocco di Michele Panunzio su WhatsApp, risponda della bocciatura dell’emendamento e dica come intende ricostruire il rapporto con la famiglia e l’associazione. Quanto a De Santis, le ricostruzioni storiche fantasiose, i ritardi sulla sede e la stele, gli attacchi all’associazione e le risposte mancate rendono politicamente insostenibile la sua permanenza alla guida dell’assessorato alla Legalità. De Santis si dimetta subito. Se non lo farà, la sindaca gli revochi le deleghe”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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